I vaccini: come, quando e perché
L’Australiana ha già fatto il suo ingresso in Europa. “I primi casi isolati si sono registrati in Francia, nei Paesi del Nord e persino in Italia”, dice Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano. Meglio iniziare a prepararsi, dunque, anche se l’influenza “vera e propria” arriverà probabilmente verso Natale. Per contrastarla, l’arma più efficace è il vaccino, a cui dovrebbero ricorrere soprattutto le categorie a rischio. Il momento migliore per somministrarlo va dalla metà di ottobre alla fine di novembre. “A dicembre si è ancora in tempo, tenendo conto che una volta inoculata la dose occorrono una decina di giorni per avere una copertura adeguata”, precisa Fabrizio Pregliasco. I vaccinati, al momento, sono ancora pochi. “Si stima che la copertura delle persone a rischio si aggiri intorno al 25%, mentre si punta a raggiungere il 75%”, dice Pregliasco.
Ma con quali virus ci troveremo a fare i conti quest’anno?
“I ceppi responsabili dell’infezione sono tre (due provenienti dall’Australia e uno dall’America). Si tratta di virus nuovi e quindi aggressivi, perché sconosciuti al nostro sistema immunitario”, spiega l’esperto. “Per questo motivo, l’influenza potrebbe mettere a letto fino a 5 milioni gli italiani: il doppio dell’anno scorso”.
La circolare per la stagione 2008-2009, predisposta dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, indica quali sono le categorie a rischio per le quali il vaccino è gratuito, tra queste:
-bambini con più di 6 mesi (e adulti) affetti da malattie croniche (vedi in seguito);
-donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza;
-persone a contatto con soggetti ad alto rischio.
Un occhio di riguardo va rivolto ai piccoli, più vulnerabili ai virus.
In proposito, al centro del dibattito della comunità scientifica internazionale c’è la questione se sia il caso o no di raccomandare il vaccino a tutti i bambini tra i 6 e i 24 mesi (o addirittura fino ai 5 anni). Per ora, in Italia, viene offerto in maniera attiva e gratuita solo a quelli affetti da patologie croniche. Per effettuarlo, accorre recarsi all’Asl più vicina. Nulla vieta, poi, di immunizzare anche i bambini “sani”: in questo caso, bisogna acquistare il vaccino in farmacia e farlo somministrare al pediatra.
Quante dosi occorrono?
Per i bimbi dai 6 mesi ai 3 anni, sono sufficienti due mezze dosi a distanza di un mese l’una dall’altra (una mezza dose se sono già stati vaccinati l’anno scorso). Per i piccoli dai 3 ai 9 anni sono necessarie due dosi intere, sempre a distanza di 4 settimane (una sola se già immunizzati). Oltre i 9 anni, basta una dose. Ai piccoli con meno di 6 mesi il vaccino non va somministrato. Avrebbe una scarsa efficacia sul sistema immunitario ancora immaturo. Comunque, se il bebè è allattato al seno, risulta parzialmente protetto dagli anticorpi della mamma.
Il vaccino è efficace e sicuro?
“La sua efficacia si aggira intorno all’80%”, dice Fabrizio Pregliasco. “E gli effetti collaterali sono minimi: dopo la vaccinazione l’1% delle persone presenta febbre, il 10% dolore nel punto di inoculo”. È importante ricordare che la vaccinazione non protegge contro le infezioni delle vie respiratorie diverse dall’influenza. L’Australiana si riconosce per l’esordio improvviso, febbre alta (38 gradi), tosse e dolori muscolari.
da tina
Ultimo commento:
di giorgio tremante il 01/1/70
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settembre 14th, 2009 at 18:40
Giusto,mamme, informatevi in modo imparziale…
Molte affermazioni qui scritte possono essere inesatte o false.
Leggetevi le pubblicazioni del dottor Roberto Gava (Le vaccinazioni pediatriche),del dottor Valerio Pignatta e del dottor H. Kremer e poi decidete con serenità cosa fare..
In rete troverete molto materiale.
Buona ricerca e buona lettura!
Daniele
settembre 14th, 2009 at 19:24
Noi sui vaccini ci siamo fatti una cultura…
http://www.meetup.com/grillipistoiesi/it/messages/boards/thread/3612916/550
settembre 14th, 2009 at 19:38
Nessun effetto collaterale? Mi viene da ridere…andate anche sul sito di Vaccinetwork…tutto quello che nei consultori si “dimenticano” di dire sui vaccini
settembre 15th, 2009 at 17:17
dice Fabrizio Pregliasco. “E gli effetti collaterali sono minimi: dopo la vaccinazione l’1% delle persone presenta febbre, il 10% dolore nel punto di inoculo”
Altro che i rischi sono minimi!!!!!!! Affermo ciò essendo il responsabile dei danneggiati da vaccino italiani, incaricato dal Ministero della Salute dal ministro Livia Turco e vi garanisco che ciò che ci raccontano sono tutte frottole. Ai tavoli di concertazione presso il Ministero, ai quali ho sempre presenziato, ho presentato dei documenti ufficiali stilsti dall’ufficio sclining della Regione Veneto, i quali dimostrano ineluttabilmente che dal 1993 al 2005 si sono verificati, NELLA SOLA REGIONE VENETO, quasi 4000 (quattromila) casi di danni più o meno gravi da vaccino. Il mio intento in sede Ministeriale è quello di insistere perchè la ricerca fatta nella sola Regione Veneto venga estesa a tutte le altre regioni italiane, in modo tale da poter rivalutare, attraverso una seria ricerca epidemiologica, il reale significato del tanto decantato spot pubblicitario del COSTO-BENEFICIO attribuito per antonomasia ai vaccini. Vedremo così se ci è stata detta la verità o una banale menzogna.