Archivi per novembre, 2009
Quando la febbre sale…
”I genitori sono i primi pediatri”. Non so chi lo ha detto, ma sono pienamente d’accordo e lo é anche la mia di pediatra. La prima cosa che mi raccomanda sempre é di guardare il bambino, osservarlo bene e usare la testa. Spesso i genitori si preoccupano al minimo campanello d’allarme – il che fa parte dell’essere genitore – ma a volte sarebbe senz’altro meglio per il bambino rimanere a casa invece di essere trascinato fino allo studio del pediatra che pullula di bambini malati, rischiando cosí di ammallarsi ancora di piú. Ma come si fa a stabilire se é il caso di portarlo o no a fare una visita? Il nostro medico di famiglia ci dice sempre che prima di tutto bisogna valutare il bambino: sembra malato? si comporta differentemente del solito? Se la risposta é no, allora coccolatelo, fatelo bere e controllate la temperatura. Se la risposta invece é sí, allora bisognerebbe fare una chiamata al pediatra. Per di piú bisogna far vedere il bambino se non si riesce a consolare o svegliare o se la febbre supera 38,5 per piú di 3 giorni.
Altri sintomi che richiedono un controllo medico includono: collo rigido (che potrebbe segnalare meningite), allucinazioni, macchie rosse sul corpo, respiro difficoltoso, tosse anomala, crampi, vomito o diarrea persistente, dolori durante la minzione o pipí molto frequente.
da tina
Il giorno dopo.
Una volta, la definizione “Il giorno dopo” si riferiva al giorno dopo una notte brava,- ora sono i giorni che devo affrontare perché il piccolo di sei mesi mi ha tenuto sveglia tutta la notte. E sí, siamo entrati nella fase della dentizione… sigh. E povero amore, perché gli fa proprio male e sfrega le gengive in continuazione, ma anche povera mamma che non chiude occhio e che non trova mai il tempo per riposarsi durante il giorno. La cosa buffa, se vogliamo, é che tutti hanno il rimedio per fargli passare questo dolore, dalla cassiera alla persona dietro di te alla posta, e tutti sanno che il loro consiglio é l’unico che funziona davvero. Alcune delle proposte sono talmente assurde che non le prendo nemmeno in considerazione, ma ho giá provato a fargli mordere cose fredde, massaggiargli le gengive, dargli un massaggio sotto i piedini (perché no?) e, in caso estremo, una tachipirina (a dire il vero, l’ultima é l’unica cosa che funziona sempre, ma non mi va di abusarne).
Anche Internet straborda di siti che danno consigli su come affrontare questo periodo, ed io sono andata a leggere qui, qui e qui.
da tina
Panino regalato, cliente assicurato.
Sono appena tornata dal supermercato con i miei due pargoli. Normalmente, una mattina passata cosí richiederebbe almeno una buona dose di valium. Un trucchetto per far stare tranquillo – almeno per un po´- il grande di due anni è compranrgli qualcosa da sgranocchiare prima di entrare. E cosí, prima di affrontare la lunghissima lista della spesa, mi dirigo verso il fornaio che sta lí accanto e chiedo un panino piccolo. E sapete cosa é successo? La commessa mi chiede “E´ per il bambino?”. Una volta ricevuta la risposta si allontana dal bancone e va verso il forno per tornare 30 secondi dopo con un panino appena sfornato, ancora caldo e profumato. Le ringrazio per il disturbo di aver scelto il panino piú fresco disponibile e chiedo quanto le devo e mi risponde.”Niente, é un servizio che forniamo a tutti i genitori che vengono qui a fare la spesa con i loro figli!” Sono rimasta a bocca aperta, sia per il servizio, sia per la furbizia di chi ha lanciato quest’iniziativa… sicuramente torno lí la prossima volta che il frigo ha bisogno di essere riempito…. bravi!
da tina
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di Sara il 01/1/70
10 consigli su come affrontare la pulizia dei denti.
Il mio terrorista di due anni ancora va quasi in iperventilazione quando gli comunico che è ora di lavarsi i denti e devo ammettere che non ho la forza (fisica, psicologica etc) di affrontarlo ogni sera. So bene che sbaglio e so anche che sarà mio figlio a pagarne le conseguenze e per questo ho chiesto al mio dentista dei consigli su come gestire questa situazione ed ecco a voi i suoi consigli che, per comodità vostra, ho sintetizzato in 10 punti:
• Comprate lo spazzolino assieme a vostro figlio, – uno per te ed uno per lui, meglio se il suo è divertente, con colori, figurine etc.
• Lavate i denti in una stanza diversa dal bagno
• Lasciate che il bambino giochi con lo spazzolino fuori orario – in questa maniera si abitua alla sensazione dello spazzolino in bocca mentre è lui che controlla i movimenti.
• Prendete una bambola/pupazzo a cui lavare i denti. Lasciate che vostro figlio lavi i vostri denti prima di lavarglieli.
• Giocare con il dentifricio va benissimo se contribuisce a motivare il bambino a lavarsi i denti. Molto probabilmente il piccolo lo mangerà e per questo è importante non esagerare con la quantità e solo usare quello che equivale a metà dell’unghia di un mignolo.
• Iniziate con calma ed aumentate pian piano quando il bambino lo accetta – e magari lo trova divertente. Se non arriverete a pulire tutta la bocca ogni volta, concentratevi in zone diverse ad ogni lavaggio.
• Cercate di fermarvi mezzo secondo prima di arrivare alla soglia di tolleranza di vostro figlio per poi aumentare fino ad arrivare a lavare tutti i denti ogni volta.
• Non usate mai la forza ma la motivazione, – vi porterà molto più lontano.
• Alcuni bambini adorano gli spazzolini elettrici, altri li detestano ma vale la pena provare.
Bambini stanchi non collaborano molto volentieri. Cercate di spazzolare i denti quando il bambino non è stanco, ciò faciliterà tutto il processo.
da tina
Le contrazioni Braxton-Hicks.
Specialmente durante l’ultima parte della gravidanza, tante donne avvertono delle fitte all’utero o al basso addome conosciute come contrazioni di Braxton-Hicks. Queste piccole contrazioni servono a preparare il corpo al parto, rendendo più morbido e sottile la cervice attraverso cui il bimbo dovrà passare. A volte sono così lievi che appena si sentono, e si avverte soltanto un indurimento della pancia, ma a volte possono essere forti e molto dolorose.
Queste contrazioni, che si possono avvertire già nel primo trimestre, tendono a venire e scomparire senza regolarità e spesso vengono la sera, in modo particolare quando si è stanchi o si ha sostenuto molta attività fisica durante il giorno. Quando si presentano verso la fine della gravidanza, chi è alla prima gravidanza spesso le scambia per vere contrazioni ma, al contrario delle contrazioni da parto, non diventano sempre più forti, più prolungate e più ravvicinate. Per trovare sollievo può essere utile cambiare posizione, fare una passeggiata o rilassarsi, farsi un bagno caldo o addirittura bere un po’ d’acqua, visto che possono anche essere causate dalla disidratazione. Per saperne di più sulle contrazioni Braxto-Hicks andate qui o qui.
da tina
Quando smettere l’allattamento al seno.
Per quando i pediatri possano non mettersi d’accordo su alcune tematiche, su almeno una sono tutti della stesso opinione: allattare al seno fa molto bene al bebé ed è la migliore partenza che una mamma possa offrirgli. E sono pienamente d’accordo anche io ed adoro allattare, davvero, ma devo anche ammettere che pian piano che cresce il pargolo e che cresce il suo fabbisogno calorico, nutrirlo al seno diviene una gran fatica. Il mio piccolino, che adesso peserà all’incirca 7,5 chili, mangia esclusivamente al seno (escluso un vasetto di frutta quando gli va), e quando ha finito di bere io mi sento girare la testa, uno vuoto allo stomaco e sono affaticata come se avessi appena fatto tre piani di scale correndo – magari con un paio di buste della spesa in mano. Il mio pediatra mi dice di continuare fino a quando posso, visto che gli fa solo che bene, e cercherò di seguire il suo consiglio. Ma quando è giusto smettere di allattare? Ho sentito dire a 6 mesi, a 1 e addirittura 2 anni, ma voi che pensate, quando avete smesso di allattare e perché? Per saperne di più sull’argomento, personalmente sono andata a leggere qui.
da tina
Bambini asmatici già nell’utero materno?
Da anni si discute sugli effetti negativi che il crescente livello di inquinamento ha sulla nostra salute, ed il numero di bambini che soffrono di allergie ed asma sembra aumentare di anno in anno. Secondo ricerche svolte recentemente da due università USA, i bambini che nascono in aeree con un alto livello di inquinamento per via del traffico, sono maggiormente a rischio di asma causato da cambiamenti genetici acquisiti nell’utero materno. L’analisi dei ricercatori effettuata sul sangue prelevato da cordoni ombelicali di bambini nati a New York, ha infatti rilevato un’alterazione epigenetica nel gene ACSL3. Tale alterazione viene associata con l’esposizione prenatale ad alcuni composti chimici che si creano come sottoprodotti di una combustione incompleta dei carburanti contenenti carbonio, presente in grande quantità in aree ad alta densità di traffico. Il direttore del Centro di Genetica Ambientale commenta: “La nostra ricerca supporta il concetto che l’esposizione ambientale può interagire con i geni in periodi di sviluppo importanti per poi scatenare l’insorgenza di malattie nel corso della vita, e che i tessuti vengono riprogrammati per poi diventare anormali”.
Per leggere l’intero articolo come pubblicato su ScienceDaily, andate qui.
da tina
Consigli sull’educazione del bambino piccolo.
Ecco il titolo promettente di un articolo che ho trovato questa mattina. E’ stato scritto pensando a genitori che lottano con i piccoli dai 2 ai 3 anni, e consiste in alcuni passi che dovrebbero rendere la vita più facile e meno frustrante sia per i piccoli che per i grandi.
1. Aiuta il tuo bambino a diventare un buon ascoltatore. Stabilisci sempre un contatto visivo prima d’iniziare un discorso e mantienilo.
2. Sviluppa la conoscenza base di tuo figlio e le sue capacità espressive. Aiutalo ad imparare i colori, numeri, il concetto di grandezza (tipo: la giraffa ha un collo lungo, la tartaruga ha le gambe corte) e spazio attraverso giochi.
3. Sviluppa la capacità di memoria di tuo figlio, insegnandogli canzoni e versetti, finche non le memorizza.
4. Rinforza le parole ed i concetti appena imparati. Quando tuo figlio ha imparato una parola o concetto nuovo, cerca di inserirlo nei tuoi discorsi.
Per chi volesse leggere l’intero articolo in inglese, potete trovarlo qui.
da tina
Linee guida per assicurare ai bambini una navigazione online sicura
Internet è una risorsa importante che permette alle famiglie di aggiornarsi, cercare informazioni, ascoltare musica, rimanere in contatto con gli amici etc. Va usato con intelligenza, specialmente quando si ha in casa bambini e teenagers, e così , l’Accademia Americana di Pediatria (AAP) raccomanda ai genitori di seguire i seguenti passi per rendere più sicura l’esperienza online dei loro figli:
• Usate la rete assieme ai vostri figli, in modo particolare con i piccoli sotto i 10 anni.
• Mettete il computer in una zona centrale in modo da facilitare il monitoraggio delle attività on-line. Il computer non dovrebbe mai essere situato in una stanza con una porta dove il genitore può essere chiuso fuori.
• Usate un software che memorizzi quali siti web i bambini hanno navigato.
• Andate sui siti che i vostri figli frequentano e cercate di capire come funzionano.
• Limitate il tempo “elettronico” di non più di due ore al giorno, il che include computer, televisione e videogiochi.
Inoltre i genitori dovrebbero imporre delle regole per l’uso del computer come ad esempio:
• Non dare mai informazioni personali, inclusi nome, indirizzo, numero telefonico, età, razza, scuola o ubicazione.
• Non condividere passwords, nemmeno con gli amici.
• Non incontrare mai un amico incontrato on-line se non con l’approvazione e
l’accompagnamento di un genitore.
• Non rispondere mai a messaggi imbarazzanti o capaci di ferire i sentimenti
Per saperne di più, potete consultare il sito dell’Accademia Americana di Pediatria.
da tina
La spesa on-line.
Visto che devo ottimizzare il mio tempo il più possibile, mi è appena venuta in mente un’idea: la spesa on-line! Non lo ho mai provata prima, ma co deve essere la prima, giusto? E così, adesso sogno di aprire la porta ad un ragazzo che bussa con i piedi e mi porta latte, carote e patate, insomma tutti quei chili e chili di spesa che prima faticavo a portare io. Immagino che costi di più per la consegna e che la spesa forse non arrivi subito, ma almeno non farò le spese d’impulso e non mi lascerò tentare dalla sezione cioccolato. Non devo affrontare un supermercato e le file per la cassa con due bambini stanchi con un livello di pazienza pari a zero. Personalmente mi sono iscritta qui, ma sono sicura che si possano trovare tante alternative valide.
da tina





