Archivi per dicembre, 2009
Stitichezza durante la gravidanza.
Un fastidio che tante donne avvertono durante la gravidanza, sono i periodi di stitichezza. Questo dipende più che altro dalla presenza di grandi quantità di ormoni (il progesterone). Ma anche l’assunzione di ferro potrebbe peggiorare la situazione. Generalmente, i consigli che vengono dati dai medici curanti sono: bere 2 litri d’acqua al giorno, consumare tanta frutta e verdura, fare attività leggera e bere un po’ di succo di prugna. Purtroppo, visto che tante future mamme continuano a lavorare e a gestire una casa, non è sempre facile seguire queste raccomandazioni e a volte può essere utile ricorrere ad altri rimedi, come l’assunzione di fibre vegetali solubili – dietro prescrizione medica naturalmente.
Per saperne di più sulla stitichezza, ecco un link per voi, mentre questo è un esempio di fibre solubili che possono essere prese in gravidanza.
da tina
I capricci alimentari dei bambini.
Ma perché i bambini mangiano di tutto al nido – ceci e spinaci inclusi – quando mangiano solo cinque alimenti a casa? Sará forse la compagnia degli altri bambini, ma il fatto é che mio figlio di 2 anni é diventato un mangiatore estremamente selettivo quando si trova a tavola con noi. Non conto piú le sere dove ha voluto solo pane bianco con burro e latte caldo…ma questa non si puó chiamare cena! La frutta e il pesce devo dire, in genere li mangia, ma tutto il resto no. E una fase, ne sono sicura, ma quando passerá? Io comunque mi rifiuto di cucinare piatti extra per lui: si mangia ció che c´é in tavola, perché altrimenti la mamma non fa altro che cucinare e diciamo che non é esattamente la mia passione. Ma dove é il limite? Vorrei che lui assumesse tutte le sostanze di cui ha bisogno e allo stesso tempo non voglio indurlo a credere che sará sempre assecondato a tavola e che sono la sua cuoca personale (anche se un po’ alla fine lo sono). Se qualcuno ha dei buoni consigli per superare questo momente culinario difficile, mi faccia sapere.
da tina
L’alcool in gravidanza.
Quando ero incinta per il mio primo figlio, mio suocero siciliano mi consigliava sempre di bere un bicchiere di vino rosso per pranzo e cena – cosí facevano le donne al paese suo quando aspettavano e in teoria dovrebbe far crescere sani i piccoli. In teoria. Oggi i consigli sono molto diversi e le ultime ricerche sono molto severe quando si tratta di alcool e gravidanza ed il verdetto é unamine: non si fa! Ma non solo viene sconsigliato bere alcool durante la gravidanza, viene anche fortemente consigliato di evitarlo quando si programma un nuovo piccolo in famiglia, visto che non é possibile stabilire un limite inferiore di sicurezza quando si parla di consumo di alcool. L´alcool, che é uno solvente organico, é probabilmente la sostanza piú pericolosa per il feto che la donna incinta possa assumere. L´alcool influisce sullo sviluppo del bambino e puó provocare delle difficultá sia prima che dopo il parto, e per di piú puó, in gravi casi, creare malformazioni e daneggiare il cervello ed il sistema cerebrale. Cosí il bambino potrebbe diventare irrequito, evere difficoltá d’apprendimento e presentare un QI piú basso della media. Questi danni sono permanenti e segnano il bambino per la vita. Parole dure ma questi sono gli ultimi risultati e per chi ha voglia di approfonire, vi posso consigliare di leggere qui, qui o qui.
da tina
Le regole della strada.
Ormai la grande maggioranza dei bambini viene accompagnata in macchina a scuola, ma questo non significa che è fondamentale insegnargli come ci si comporta nel traffico che di sicuro non si impara dal sedile posteriore di una macchina. Un buon inizio è insegnare ai piccoli le regole basilari come il significato della luce verde e quella rossa. E ricordate genitori, i vostri bambini vi copiano e dunque, non attraversate mai con il rosso se volete che vostro figlio aspetti il verde (sì, lo so, è davvero l’ ABC, ma nondimeno si vedono spesso adulti con bambini che attraversano la strada con il rosso).
Ma quando può un bambino andare da solo per strada? Una regola dice che quando arriva ai 10 – 12 anni, il bambino ha l’altezza e l’esperienza necessaria per poter camminare da solo, ma naturalmente bisogna sempre valutare ogni bambino a sè.
Per saperne di più, potete andare qui o qui.
da tina
Viaggiare in aereo con bambini piccoli.
Prima di prendere il primo volo con il mio piccolo di allora tre mesi, ero terrorizzata all’idea di dover affrontare quattro ore su un sedile piccolo con in braccio un bebé inconsolabile, ed immaginavo scene di pianti incontrollabili e gli sguardi degli altri passeggeri tra l’odio e la pietà. Per fortuna, non è andato esattamente così, anche se ci sono stati degli episodi di pianto ma, seguendo il consiglio del mio pediatra ed allattando al decollo e all’atterraggio, dove i piccoli possono avvertire mal d’orecchi, è andato piuttosto bene. Poi, crescendo, è diventato un po’ più difficile tenerlo buono durante i voli, ma chiedendo agli hostess un posto con sedili liberi accanto, quanto l’aereo non è stato pieno, è stato possibile farlo dormire straiato sui sedili, il che è stato un vero sollievo contro averlo sempre in braccio.
Per chi di voi genitori sta programmando un viaggio che richiede una trasferta in volo, potete trovare qualche informazione utile qui.
da tina
Il bagnetto dei piccoli.
“Lavati il viso e le mani prima di ….” Quante volte l’ho detto io e quante volte l´ho sentito dire quando ero bambina ma, anche se sono a favore della pulizia penso che alcuni genitori tendono ad esagerare con l’igiene dei loro pargoli. Tutto inizia quando si porta a casa il fagottino rosa e profumato e vogliamo fare il nonplusultra per mantenerlo in queste
condizioni ed ecco i neogenitore che prepara il bagnetto ogni sera con tanto di sapone (indicato per la sua pelle, super anti-allergico etc si capisce), olietti e cremine. Ma la veritá é che un bambino cosí piccolo non si sporca poi tanto. Se il sederino e co. viene lavato bene ogni volta, veramente non c’é bisogno di immergere l’erede nella vaschetta ogni sera, anche perché i saponi, per quanto sviluppati per andare incontro le esigenze del bebé, interferiscono con il ph della pelle. Per saperne di più sull’argomento, vi consiglio di visitare questa o questa pagina.
da tina
Giocare in chiesa.
Oggi ho partecipato ad un gruppo di gioco organizzato dalla chiesa. A dire il vero ero alquanto scettica all’inizio ma ho dovuto ricredermi. C’era una grande stanza sotto la chiesa dove una signora stava seduta a terra su un cumolo di coperte, suonando la chitarra e cantando. Abbiamo giocato, cantato, ascoltato storie e alla fine, una volta sdraiati sulle coperte, le signore che gestivano il gruppo sono passate con le bollicine di sapone e abbiamo fatto un bagno di bollicine mentre aleggiava nell’aria musica classica. Dopo, quando le mamme si sono sedute a chiaccherare sorseggiando un caffé, i bambini si sono seduti a giocare con un mucchio di giocattoli che hanno tirato fuori dagli armadi, ammucchiati tra candelabri e vesti religiose, e dopo tre ore, ho dovuto faticare per portare mio figlio a casa, tanto si era divertito. E’ un ottima maniera per cercare di avvicinare le giovane famiglie alla chiesa, peccato, peró, che sono, da quanto so, pochissime che lo fanno.
Se qualcuno conosce attività simili, condividete…
da tina
Gli effetti dell’allattamento sullo sviluppo emozionale del bambino.
Ancora una volta, uno studio conferma che l’allattamento al seno rappresenta un vantaggio notevole per il futuro sviluppo del bambino. La ricercatrice Katherine Hobbs Knutson, dopo un’elaborazione di dati raccolti sul National Survey of Children’s Health (Indagine Nazionale sulla Salute dei Bambini), evidenzia come i bambini che vengono allattati al seno più raramente soffrono di problemi relazionali e d’apprendimento rispetto a chi è stato cresciuto con il latte artificiale. La ricerca, che include la valutazione di più di 100.000 interviste con i genitori, evidenzia inoltre come i bimbi cresciuti con il latte della mamma, più raramente e in più tarda età, hanno bisogno di supporto psicologico. In conclusione, la ricercatrice sottolinea come l’allattamento al seno fa molto bene allo sviluppo del bambino, non soltanto a livello intellettuale, ma anche sul piano emozionale.
Per chi vuole leggere l’articolo pubblicato su un sito tedesco per pediatri, ecco a voi il link.
da tina
La donazione di ovuli.
La donazione di ovuli rende possibile una gravidanza per donne che altrimenti non sarebbero state capaci di rimanere incinta usando i propri ovuli. Sono varie le condizioni o situazioni dove la donna potrebbe ricorre ad una donazione tra cui: menopausa prematura, bassa qualità di ovuli, malattie genetiche, ovaie che non rispondono alla stimolazione, livelli molto alti dell’ormone per la stimolazione follicolare (FSH), età superiore ai 39 anni…
La donna che dona i propri ovuli sarà sottoposta ad una stimolazione delle ovaie, usando gli stessi medicinali che usano le donne che stanno programmando una fecondazione in vitro. Idealmente, il ciclo mestruale delle donne che riceve gli ovuli verrà sincronizzato con il ciclo della donatrice, visto che cicli simultanei offrono la possibilità migliore per preparare l’utero all’embrione. Poi, il giorno in cui vengono presi gli ovuli dalla donatrice, il futuro papà consegnerà un campione di seme e gli ovuli verranno fertilizzati in laboratorio attraverso la fecondazione in vitro.
La percentuale di successo dipende dell’età degli ovuli, dal processo di recupero degli ovuli, dalla qualità del seme e dal generale stato di salute della donna. In molti casi, ovuli giovani sono selezionati per aumentare la possibilità di successo. La donazione di ovuli presenta gli stessi rischi della fecondazione in vitro ed esiste una possibilità di 20 – 25% che la gravidanza sia multipla. In alcune donne, i medicinali usati potrebbero causare vampate di calore, sensazione di depressione, mal di testa e sonnolenza, ed in casi molto rari, la donatrice potrebbe rischiare di soffrire della sindrome di iperstimolazione ovarica, che include un gonfiore doloroso delle ovaie. Altri sintomi sono nausea, vomito, dolori addominali e affanno.Per leggere l’intero articolo in inglese, ecco il link.
da tina
L’ABC della febbre nei bambini.
La febbre é il meccanismo di difesa del corpo per combattere virus o batteri. Il corpo cerca di creare una temperatura tale che virus e batteri non possano sopravvivere e, cosí facendo, la febbre aiuta il corpo a combattere la malattia. Ma cosa si fa quando al bambino gli vengono gli ochhi lucidi , le gote rosse e la fronte bollente? Beh, il mio pediatra mi ha dato 6 semplici consigli:
1. Dare tanti liquidi, poco alla volta ma spesso. Non fa niente se non mangia per un paio di giorni, la cosa importante é che beva.
2. Riposo, tanto, anche se non deve stare al letto se ha voglia di giocare, ma deve avere sempre la possibilitá di sdraiarsi e riposare.
3. Quando il bambino ha la febbre alta, spesso basta lasciarlo con un body o un pannolino per facilitargli il raffreddamento. Attenzione anche alla temperatura della stanza, deve essere fresca ma senza spifferi e correnti d’aria.
4. Se al bambino gli vengono i brividi mentre la temperatura sale, va bene coprirlo con una coperta, ma quando la temperatura si é stabilizzata ed il bambino inizia a sudare, deve essere tolta per essere poi cambiato.
5. Qualsiasi farmaco per combattere la febbre deve essere approvato dal proprio pediatra.
6. I bambini malati sono spesso stanchi ed irritabili. Dormono molto e quando sono svegli vogliono avere accanto a sé la mamma e va piú che bene assecondarli un po’.
Se volete saperne di piú sulla febbre nei bambini, vi raccomando questo sito.
da tina






