Archivi per dicembre, 2009
Partorire a casa.
Qualche tempo fa, parlando con una ginecologa con tanti anni d’esperienza, il discorso è virato sul parto a casa. Lei sosteneva che per una donna sana che aspetta un bambino sano è tanto sicuro partorire in casa come in ospedale. Commentava come potrebbe essere una grande gioia per la donna partorire in un luogo familiare e come la mancanza di punti di riferimento conosciuti in un ospedale potrebbe portare ad una diminuzione nella produzione di ormoni con la conseguenza di un parto più lungo e doloroso. Personalmente ho avuto due parti indotti e alquanto complicati, e, qualora decidessi di avere il terzo figlio, il parto nelle mura di casa non la vedo come un’opzione, ma confesso che trovo la possibilità molto allettante. Per chi trova tale alternativa più che interessante, e per chi ha coraggio – che è quello ci vuole secondo me – un sito interessante potrebbe essere questo o questo.
da tina
Mamme in carriera, bambini meno sani.
I bambini inglesi le cui mamme lavorano a tempo pieno hanno più possibilità di passare molto tempo seduti e di avere abitudini alimentari cattive rispetto ai bambini con mamme casalinghe. Ecco cosa evidenzia il risultato di una nuova ricerca, pubblicato da ‘The Journal of Epidemiology and Community Health’ che vede coinvolti più di 12.000 bambini inglesi in età scolare e le loro mamme. Le mamme coinvolte nella ricerca hanno risposto a domande riguardanti orari lavorativi, abitudini alimentari e livello di attività e di esercizio fisico dei loro figli. Tra l’altro è emerso che i bambini con mamme che lavorano full-time bevono molte più bibite gassate, mangiano meno frutta e hanno un livello di attività più basso poiché passano più tempo davanti alla televisione. Per leggere l’articolo originale, potete seguire questo link.
da tina
Ed ecco a voi, l’influenza A.
Mio figlio ha l’influenza A. Oggi il mio pediatra ha confermato i sospetti miei e di mio marito aggiungendo ’Tranquilli, ce l’hanno tutti ma passa velocemente’. E credo abbia ragione perché già adesso, dopo 4 giorni con la febbre, vedo che va molto meglio. Devo aggiungere che sembra avere un corso molto più mite di altre influenze che abbiamo dovuto combattere. Ma sono l’unica ad aver avuto questa esperienza? A giudicare da quello che si sente in televisione e si legge sui giornali, l’influenza A è praticamente solo un passo dietro la peste bubbonica, e, anche se non la voglio sottovalutare perché ha comunque mietuto vittime, tutto questo allarmismo mi sembra un po’ esagerato. Altre con esperienze analoghe?
da tina
L’importanza della prima colazione.
“Ha fatto colazione?” Ecco la domanda che mi fa mia suocera alla prima telefonata del giorno, riferendosi a mio figlio grande (ancora non include il piccolo visto che allatta). Ormai rispondo sempre “sí, sí”, ma purtroppo non é sempre vero, e spesso lo mando al nido senza che ha preso altro che mezzo biberon di latte con miele e biscotti. E dire che fare la prima colazione é sempre stata la mia battaglia personale; prima con mio fratello piú piccolo e poi con mio marito. Tutti e due preferirebbero dormire 15 minuti in piú invece di sedersi a tavola la mattina mentre io adoro svegliarmi lentamente con la mia tazza di te, l’aranciata e i toast con burro e miele (per chi non ha provato questo abbinamento, non sa cosa si perde).
Comunque, per il momento la mia scusa per non ritrovarsi tutti intorno al tavolo la mattina é che i bambini sono piccoli, ma spero davvero di riuscirci una volta, magari tra 2-3 anni, perché, secondo il mio modesto parere, non ce modo migliore di iniziare la giornata, sia fisicamente sia psicologicamente.
Per saperne di piú sull’importanza del primo pasto del giorno, vi suggerisco questo sito.
da tina
Educare ignorando.
Suona proprio male ma funziona. Almeno per adesso. Ovvero da quando ho deciso di non dare alcun tipo di attenzione al mio bambino di due anni quando fa i capricci, devo dire che durano molto, ma molto meno. Prima cercavo di capirlo, chiedendo cosa c’era che non andava, proponendo alternative alla situazione in cui si trovava, poi, dopo innumerevoli tentativi tutti andati male, mi arrabbiavo, dicendo ‘cosí non si fa’ o ‘guardami negli occhi e ascolta ciò che ti dico’ ma il risultato era lo stesso…come buttare acqua sulle ali di un’oca. E cosí ho deciso di ignorarlo. Ovvero gli spiego che a me questo comportamento non va bene e che quando ha finito puó venire da me e possiamo continuare a fare quello che stavamo facendo…ora, anche se si butta a terra e piange, dura pochissimo. La prossima sfida é convincere i nonni ad utilizzare la stessa tattica per far fronte comune ma mi sa che questo sará molto piú difficile…
da tina
Bambini obesi a rischio asma.
Una ricerca condotta dal King’s College di Londra ha evidenziato come bambini in sovrappeso corrono un rischio maggiore di soffrire di asma rispetto ai loro compagni di peso normale. I risultati della ricerca dove sono stati coinvolti 15.000 bambini con l’età tra 4 e 11 anni, evidenziano che 17 bambini su 100 soffrono di asma. Gli attacchi di asma e di episodi di ansimo erano associati in maniera significativa al peso. La connessione tra peso e sintomi era più evidente con le femmine che con i maschi, ma solo per i bambini che vivevano nelle zone interne delle grandi città. Concludendo, lo studio suggerisce che l’obesità è un fattore di rischio. Associazioni simili sono state riferite anche agli adulti, e studi effettuati in USA hanno scoperto che l’obesità precede l’asma. Non esiste una spiegazione ovvia del perché le bambine in sovrappeso dovrebbe essere più inclini all’asma rispetto ai maschietti, ma parte della risposta potrebbe essere l’alto livello dell’ormone leptin, livello che risulta più alto nelle femmine e che viene prodotto del tessuto grasso nel corpo.
Ecco l’intero articolo in inglese.
da tina





