Citomegalovirus in gravidanza.
La prima cosa che il ginecologo prescrive a una donna che è rimasta incinta è un elenco lunghissimo di analisi per avere un quadro clinico più completo possibile. Tra questi test, si trova generalmente anche l’analisi per verificare se la futura mamma ha o ha avuto il citomegalovirus (CMV). Questo virus spesso non provoca una malattia grave, ma se contratta durante la gravidanza può diventare pericolosa perché il virus può superare la placenta e contagiare il feto. Se il feto viene contagiato dal virus, si potrebbero riscontrare vari problemi che vanno da problemi di udito, fegato ingrossato, ritardo di crescita etc. ma, per fortuna, non è detto che abbia conseguenze.
Per cercare di minimizzare il rischio di ammalarsi durante la gravidanza, è bene seguire 4 consigli semplici, ovvero:
• evitare le attività professionali a stretto contatto con bambini sotto i 3 anni, come quella negli asili nido;
• lavare frequentemente le mani con acqua e sapone, in particolare dopo il cambio di pannolini o dopo aver pulito il naso o la bocca dei bambini;
• evitare di baciare i bambini sotto i 5-6 anni vicino o sulla bocca;
• evitare di condividere con i bambini piccoli alimenti, bevande, posate, bicchieri, spazzolini da denti.
Attualmente non esistono trattamenti efficaci e sicuri per evitare che il virus si trasmetta dalla madre al feto o per ridurre le eventuali conseguenze che l’infezione potrebbe avere sul bambino. Per verificare se l’infezione è passata al bambino, si può ricorrere ad un’amniocentesi, da effettuare non prima della 21esima settimana e comunque non prima di 6 settimane dall’infezione materna, e anche una ecografia può essere utile per rilevare la presenza di eventuali anomalie che possono essere riconducibili all’infezione da CMV (ritardo di crescita, microcefalia, depositi di calcio nel cervello o nel fegato, ecc.). Dopo la nascita del bambino è possibile verificare se c’è stata la trasmissione del CMV durante la gravidanza attraverso un esame del sangue.
Per saperne di più su questo argomento, potete andare al sito del Centro di Documentazione sulla Salute Perinatale e Riproduttiva.
da tina
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