Fare o meno l’amniocentesi
Quando una donna rimane incinta, le viene presentato la possibilità di effettuare alcuni esami per vedere se il suo bambino risulta sano. Uno dei meno impegnativi è il Bi-Test (che consiste in un’ecografia del feto per valutare lo spessore del plico nucale e la presenza dell’osso nasale ed un’analisi di sangue), che consente di dare una valutazione della possibilità che il figlio é portatore della sindrome di down. Questo test, però, è solo una stima, e non ci sono garanzie, mentre l’amniocentesi (dove si analizza un piccolo prelievo di liquido amniotico) dice con esattezza se il feto ha o no la sindrome di down. In Italia, tante coppie scelgono di fare l’amniocentesi, che ti dice anche il sesso del nascituro, ma esiste sempre una, anche minima, minaccia di aborto, visto che la sacca amniotica viene perforata nell’inserimento dell’ago per il prelievo.
Per tanti, la scelta della diagnostica fetale non è affatto facile, perché bisogna anche prendere in considerazione il fatto di potersi trovare in una situazione di dover prendere delle scelte molto difficili.
Se vi interessa approfondire l’argomento, questa pagina fornisce molte informazioni utili.
da tina
Ultimo commento:
di sivlia il 01/1/70
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gennaio 20th, 2009 at 13:25
consiglio a tutte di fare l’amniocentesi.Purtroppo io che non pensavo mai dopo aver avuto una bimba sana,di portarne una in grembo con la trisonomia del cromosoma 18 che è perggio della sindrome di down.A volte si pensa solo a quella sindrome che forse si può accettare ma la 18 era terrificante e la bimba destinata a morire comunque.L’amniocentesi spaventa ma avere un bimbo malato e scoprirlo troppo tardi per l’aborto è peggio.E’ brutto e doloroso ma chi se la sente di mettere al mondo un essere infelice e rovinare la vita di un altro bimbo?