Quando la febbre sale…
”I genitori sono i primi pediatri”. Non so chi lo ha detto, ma sono pienamente d’accordo e lo é anche la mia di pediatra. La prima cosa che mi raccomanda sempre é di guardare il bambino, osservarlo bene e usare la testa. Spesso i genitori si preoccupano al minimo campanello d’allarme – il che fa parte dell’essere genitore – ma a volte sarebbe senz’altro meglio per il bambino rimanere a casa invece di essere trascinato fino allo studio del pediatra che pullula di bambini malati, rischiando cosí di ammallarsi ancora di piú. Ma come si fa a stabilire se é il caso di portarlo o no a fare una visita? Il nostro medico di famiglia ci dice sempre che prima di tutto bisogna valutare il bambino: sembra malato? si comporta differentemente del solito? Se la risposta é no, allora coccolatelo, fatelo bere e controllate la temperatura. Se la risposta invece é sí, allora bisognerebbe fare una chiamata al pediatra. Per di piú bisogna far vedere il bambino se non si riesce a consolare o svegliare o se la febbre supera 38,5 per piú di 3 giorni.
Altri sintomi che richiedono un controllo medico includono: collo rigido (che potrebbe segnalare meningite), allucinazioni, macchie rosse sul corpo, respiro difficoltoso, tosse anomala, crampi, vomito o diarrea persistente, dolori durante la minzione o pipí molto frequente.
da tina
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