Archivi per gennaio, 2010
Se il ciclo non é regolare.
Quando una donna inizia a programmare una gravidanza, una delle prime cose su cui ci si focalizza é il ciclo.
Concepire un figlio non è sempre, al contrario di quello che tanti pensano, un compito facile, e la donna puó rimanere incinta solo in pochi giorni durante il suo ciclo. E come si fa a massimizzare la possibilità di una buona riuscita senza dover perdere troppe puntate di “Sex & The City” per dedicarsi alle attività riproduttive? Beh, facile, si cerca di trovare quei giorni, facendo un semplice calcolo basato su quando deve venire il ciclo e di conseguenza, l’ovulazione.
E se il ciclo non é regolare? Ecco, in questi casi tanti spendono una fortuna in bastoncini che aiutano ad indicare il momento più favorevole per concepire. Ciò non toglie che in casi di irregolarità, una visita al ginecologo va sempre messa in agenda. Spesso non c’è assolutamente niente che non va, ma è sempre bene accertarsi della salute del proprio corpo, non di meno se si sta progettando un figlio.
Per saperne di più sul ciclo irregolare, potete andare a leggere questo.
da tina
La crescita dei bambini.
Si sa, i bambini crescono a periodi. Il primo anno c’è un’esplosione e il bimbo triplica il suo peso, dopo di che inizia a rallentare – e meno male, perché costerebbero una fortuna in vestitini. La crescita in altezza è anche più significativa i primi due anni dove il bambino si alza dai 30 ai 40 cm. Poi, durante l’infanzia, la crescita si aggira attorno ai 5-6 cm all’anno prima di fare la corsa finale nella pubertà, dove la crescita è di a 8 – 10 cm ogni anno. Per un genitore è un piacere osservare come il pargolo diventa più grande, sia in altezza che di peso, e lo prendiamo come un segno di buona salute – a ragione, perché se il bambino non cresce come deve scatta un campanello d’allarme.
Comunque, è importante sottolineare che non si possono comparare i bambini. Alcuni sono piccoli, altri alti, alcuni grassi, altri magri etc. esattamente come tutti i genitori sono diversi. Quello che conta, invece, è il peso del bambino. Un neonato di 2400 grammi deve, se cresce bene, pesare 6,5 kg a 6 mesi, mentre un bambino nato a 4,5 kg dovrebbe pesare intorno ai 10. Il bambino più grande deve dunque prendere di più rispetto al piccolo anche se tutti e due seguono la tabella per la crescita e stanno bene. In questa pagina e anche qui potete approfondire la tematica.
da tina
Dolori mestruali e l’endometriosi.
Quando ero giovane, cioè, diciamo, più giovane, e avevo forti dolori mestruali, spesso mi è stato detto: “Non ti preoccupare, andranno via con il primo figlio”. Non era di molto conforto lì per lì ma non di meno vero. Per fortuna, perché passare tre o quattro giorni con dolori sempre in agguato non è particolarmente piacevole, inutile dirlo, e so per certo di non appartenere alla categoria di donne che soffrono davvero e che si vedono costrette al letto per via dei crampi.
Provare dolori durante le mestruazioni è, comunque, più la regola che l’eccezione e non deve assolutamente essere fonte di preoccupazione, ma a volte può essere un campanello d’allarme di una patologia, come per esempio l’endometriosi, che è una patologia benigna frequente nell’età fertile della donna.
L’endometriosi é’ caratterizzata dal fatto che il tessuto presente all’interno dell’utero, quello che mestrua e che provoca le mestruazioni, è presente anche all’esterno. In base alla sua localizzazione, può dare origine a cisti o a noduli, la cui presenza può comportare vari disturbi. Se questi noduli si trovano sull’ovaia sono conosciuti come cisti ovariche endometriosiche, che in certi casi possono essere causa di dolore localizzato alle ovaie.
Per approfondire l’argomento, potete leggere questo articolo.
da tina
Il fumo in gravidanza.
Nessuno ha mai preteso che fumare in gravidanza è una buona idea, ma pian piano si vedono pubblicare sempre più articoli medici che evidenziano esattamente quali conseguenze questo vizio potrebbe avere per il feto. E così, una ricerca norvegese, pubblicata dal giornale BioMedCentral Pregnancy and Childbirth, afferma che se tutte le donne smettessero di fumare prima di rimanere incinta, il numero di bambini prematuri e con un peso basso alla nascita scenderebbe del 12%.
I ricercatori hanno dimostrato come fattori quali intossicazione gravidica, pressione sanguina alta durante la gravidanza, fumo etc influisce sulla crescita del feto. Per di più viene evidenziato come il fumo sia tra i fattori più determinanti per una crescita rallentata del feto. Nel articolo si legge come i fumo risulti la causa di un numero più elevato di casi di crescita rallentata rispetto agli altri fattori conosciuti. In effetti, la combinazione di una mamma fumatrice con una pressione sanguinea alta incide per il 15% sul rallentamento della crescita dei feti.
Per saperne di più, potete consultare questo o forse questo articolo.
da tina
I fastidi più comuni durante la gravidanza.
Una gravidanza può mettere a dura prova il corpo, anche se alcune fortunate si sentono benissimo durante tutti i nove mesi. Nella prima parte della gravidanza, la maggior parte dei fastidi fisici sono dovuti ai cambiamenti ormonali, mentre i fastidi durante gli ultimi mesi sono dovuti al peso extra e alla pancia grande. Generalmente puoi prevenire o diminuire tanti fastidi facendo esercizio fisico e mangiando sano, ma anche se conduci una vita sana, è facile soffrire di alcuni di questi fastidi durante le prime 12 settimane: nausea e vomito, stanchezza, seno sensibile, mal di testa e giramenti, gengive sensibili, stitichezza, cambiamenti d’umore.
Il periodo dalla 12° alla 32° settimana, probabilmente è il periodo dove si hanno meno problemi, anche se si possono verificare dolori ai legamenti e contrazioni. Le ultime 8 settimane saranno caratterizzate dal fatto che la donna inizia a pensare più al parto. Quando ti avvicini al termine si sarà attraversato un processo di maturazione utile ad un idonea preparazione al parto. Spesso si nota anche un aumento di stanchezza nelle ultime settimane dove la pancia è grande e in alcuni casi si deve combattere con alcuni fastidi tipici: dolori al bacino, dolori alla schiena, fiato corto, trattenimento di liquidi, stitichezza, emorroidi e stanchezza. Alcuni problemi possono però essere molto seri ed è bene reagire immediatamente, questi includono: perdita di sangue, la rottura delle acque, diminuzione dei movimenti fetali, improvviso trattenimento di liquidi, eventualmente accompagnato da mal di testa e una pressione al petto.
Ecco un link per approfondire l’argomento.
da tina
Il rischio del latte vaccino per i lattanti.
Il mio piccolo di 8 mesi cerca ancora il mio seno come se fosse la sua ancora di salvezza e, visto che per di più nessuno finora è riuscito a convincerlo a bere dal biberon, ancora prende solo il mio di latte. E va bene, anzi, benissimo, perchè quando il bebé smette di allattare, si apre una giungla di prodotti tra cui scegliere, ma lasciamo questo argomento ad un’altra volta.
Parlando con altre mamme, ho scoperto che tantissime scelgono di non usare il latte per la prima infanzia (che sia in polvere o liquido), ma danno ai loro pargoli il latte vaccino prima del fatidico primo anno di vita e la cosa mi ha sorpreso molto. Sarà forse perché il mio pediatra ha da sempre sottolineato che il latte vaccino non è assolutamente adatto per l’organismo dei lattanti, io non ho mai preso in considerazione di usarlo per i miei figli, pensando che era una di queste cose che non si fa (come bere alcool in gravidanza o inzuppare il loro ciuccio nel miele). E cosi, giusto per capirci di più, sono andata a fare un giro su internet ed ho trovato varie ricerche che confermano i consigli della mia pediatra, sottolineando come il latte vaccino contiene troppe proteine e poco ferro, il che è fondamentale per lo sviluppo cerebrale. Per di più evidenziavano come l’eccesso di proteine del latte vaccino è stato riconosciuto come il maggiore fattore di rischio per il sovrappeso e l’obesità infantile. E non solo.
Se l’argomento vi interessa, vi consiglio di vedere qui.
da tina
L’importanza dell’età.
Fino ad ora, ci si è sempre focalizzati su come donne non più giovanissime possano correre più rischi rispetto alle mamme giovani di partorire un bambino affetto da handicap. Tutti i libri sulla gravidanza includono una scheda dove si può leggere di quanto sale ogni anno la percentuale di rischio di avere un bambino affetto dalla sindrome di Down.
Per quanto riguarda l’età dei futuri papà, invece, non se ne è sentito molto parlare. Adesso, però, l’attenzione dei ricercatori si rivolta verso i maschi, e si iniziano a pubblicare primi articoli dedicati alle conseguenze del rimandare troppo a lungo la paternità. Una di queste pubblicazioni evidenziano come bambini nati da papà con qualche anno in più corrono un rischio maggiore di diventare maniaco-depressivi rispetto al resto della popolazione. Ricerche precedenti hanno già dimostrato come i bambini nati da papà maturi hanno un rischio maggiore di sviluppare autismo e schizofrenia, ma adesso gli scienziati dell’Istituto Svedese per l’ Epidemiologia, la Karolinska Institut, hanno dimostrato la connessione con la mania- depressione.
Già a partire dal trentesimo anno di età, il rischio per l’uomo di concepire bambini che diventeranno maniaco-depressivi aumenta. Quando il papà arriva al 55° compleanno, l’indagine evidenzia come il rischio per i suoi futuri bambini sia aumentato del 37% quando la percentuale della popolazione totale che soffre di sindromi maniaco depressive sia dell’ 1-2%.
Per saperne di più sull’argomento, ho letto un testo preso dal “Oxford Journals”.
da tina
L’alimentazione in gravidanza e l’importanza per il feto.
Ricerche effettuate durante gli ultimi anni dimostrano come l’alimentazione in gravidanza può influire sulla salute e sullo sviluppo del bambino. Quasi tutte le donne incinta necessitano più proteine, vitamine e minerali (come per esempio ferro ed acido folico) e calorie. Ma, mangiare meglio non significa magiare molto di più, visto che serve solo un apporto supplementare di 300 calorie al giorno.
Quanto bisogna aumentare di peso durante la gravidanza dipende del peso della donna prima di rimanere incinta. Idealisticamente, il peso dovrebbe salire da 12 a 13 chili. Nel primo trimestre, il peso della donna dovrebbe aumentare di 0,1-0,2 chili la settimana. Per il resto della gravidanza, l’aumento di peso dovrebbe attestarsi attorno ai 0,3-0,4 chili la settimana. Tra i cibi da evitare c’è il latte non pastorizzato e formaggi morbidi tipo brie e camembert, paté e carne cruda o quasi cruda. Questi alimenti sono possibili fonti di batteri che possono danneggiare il bambino non ancora nato.
Infine va detto che bisogna sempre assicurare una buona igiene in cucina.
Per studiare meglio l’argomento, potete leggere qui o qui.
da tina
Alcuni informazioni sul sonno infantile.
Per tanti neogenitori, il momento della buonanotte diventa un vero incubo visto che il piccolo continua a risvegliarsi quando, dopo esser stato addormentato in braccio, lo si mette nella culla. Ma come mai i bebé hanno tante difficoltà nell’addormentarsi? Quando un adulto si addormenta, entra quasi subito in uno stato di sonno profondo, e dopo circa un’ora il nostro cervello si risveglia e inizia il sonno più leggero, chiamato REM (rapid eye movement.). Questi cicli di sonno continuano a seguirsi durante tutta la notte, senza che noi ci svegliamo. Con i bambini piccoli, il ritmo però, e molto diverso. Impiegano più tempo per addormentarsi, spesso cullati tra le braccia e accompagnati da una canzone, e pian piano scivolano nel sonno. Questo stato di sonno iniziale è però molto leggero ed il bambino si muove un po’, succhia il ciuccio, sorride etc. Se viene messo a letto durante questa fase, è molto verosimile che si sveglii subito, semplicemente perchè non era ancora entrato nel sonno profondo. Se allungate i rituali di venti minuti, noterete come il suo respiro si regolarizza ed il corpo si appesantisce. Solo adesso il bambino è entrato nel sonno profondo. Per tali ragioni, onde evitare di dover iniziare daccapo varie volte, potrebbe essere una buona idea osservare il bimbo addormentato e non metterlo nel letto finché non abbia raggiunto il livello di sonno profondo.
Per sapere di più sul sonno infantile, vi raccomando questo sito.
da tina
La bronchite.
Durante l’inverno succede spesso che i bambini tornano dall’asilo o dal nido con la febbre o con la tosse e una delle prime domande che si fanno i genitori è: avrà la bronchite? Visto che durante gli ultimi mesi ho incontrato molti genitori attanagliati da questo dubbio nella sala d’aspetto del pediatra, ecco una breve descrizione di cosa é la bronchite:
La bronchite e una malattia infettiva per lo più di origine batterica che colpisce i bronchi, cioè i condotti che portano l’aria inspirata ai polmoni. Il medico fa diagnosi di bronchite dopo aver visitato e auscultato il torace. Si manifesta con febbre e la tosse, appunto. Spesso la febbre tende a stabilizzarsi intorno ai 38-39 gradi, mentre la tosse diventa sin da subito produttiva, dando spesso luogo a eliminazione di muco. L’andamento della bronchite dipende dalla tempestività della cura, dalle condizioni generali del paziente e dalla possibile insorgenza di complicazioni. Per risolvere la bronchite, il pediatra prescriverà antibiotici mirati ma sono anche utili l’umidificazione dell’ambiente e l’utilizzo di mucolitici per aerosol.
La bronchite viene favorita, più che dalla diminuzione in se della temperatura, dal fatto di rimanere spesso in ambienti chiusi con scarso ricambio d’aria e la maggior parte delle bronchiti si contrae a causa di virus o batteri trasmessi da persona a persona attraverso il respiro. Poi, il fatto di passare molto tempo in ambienti riscaldati con l’aria asciutta rende più difficile per l’organismo mantenere l’umidità necessaria alle mucose per svolgere la loro funzione protettiva.
Per saperne di più sulle malattie invernali, vi consiglio questa pagina.
da tina






