Archivi per febbraio, 2010

Crescita

E se dico di no é no!

20091202-mother-yelling1-380x282Generalmente è un bene far valere le decisione presa nei confronti del bambino. E così, non bisogna rimettere in discussione il fatto che i denti vengano lavati almeno una volta al giorno, che si debba andare a letto all’orario prestabilito e che si debba andare a scuola. Ma anche agli adulti capita di avere torto o di prendere decisioni sbagliate. Se il genitore scopre di aver detto di no senza ascoltare bene, e che in effetti il “no” è stato detto un po’ troppo velocemente, la cosa migliore è semplicemente dire al bambino di aver sbagliato, che hai risposto troppo in fretta e che hai cambiato opinione. In questa maniera il bambino impara che bisogna ascoltare le opinioni degli altri, che l’argomentazione conta e che è possibile cambiare punto di vista quando ci si ascolta.
La comunicazione tra bambini e genitori vi interessa? Allora leggete qui o qui.

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feb  10
26
alle 11:08
da tina

Crescita

La canzone del momento.

465509Prima di avere bambini, mi capitava spesso di canticchiare una canzone di, diciamo, The Queen, quando facevo la doccia, lavavo i piatti o preparavo la cena…sai, quei momenti quando uno è spensierato ed esce dalla bocca la prima melodia che ti viene in mente. Con due pargoli piccoli la situazione è cambiata. Non nel senso che non canto più sotto la doccia, ma il mio repertorio non è più “We are the Champions” ma piuttosto “Il coccodrillo come fa?”. Non c’è verso di togliermelo dalla testa. Prima di quella era “Il gatto puzzolone” seguito da “Le tagliatelle di nonna Pina” e “Mamma, fammi tante coccole” che ronzavano costantemente nella mia testa ma, a sentire i miei amici con bambini piccoli, non sono l’unica ad aver subito una rivoluzione musicale.
E così, visto che il passaggio delle canzoni dello Zecchino d’Oro sembra essere la regola per i piccini da uno ai tre anni, tanto vale preparasi in anticipo, magari imparando i testi per bene, e così forse vi conviene fare un salto qui.

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feb  10
25
alle 09:01
da tina

Ultimo commento:

di Manu il 01/1/70

Ti assicuro che anche per me, nonostante mio figlio abbia più di 3 anni, ad oggi il repertorio ...

Alimentazione

Anche tu usi il BLW?

baby-boy-eating-cereals-with-fingers-pm-thumb-270x270Ecco la domanda che mi ha fatto una mamma all’uscita dell’asilo nido mentre aspettavo mio figlio grande cullando il piccolino di 8 mesi. Il che? Mai sentito parlare del BLW? Ma come è possibile? E’ la nuova moda in fatto di alimentazione infantile! In poche parole significa che bisogna eliminare pappe e pappette, non stare seduto di fronte al piccolo facendo l’aeroplanino con il cucchiaino pieno nella speranza che prima o poi aprirà la bocca…no, il bambino deve mangiare da solo, punto. Allora, invece del solito brodo vegetale con omogeneizzato di carne e farina di riso, si danno al pargoletto piccoli pezzi di cibo che lui o lei mangia con le proprie manine.
Vi sembro scettica? Beh, lo sono, perché dubito che il risultato da un punto di vista nutrizionale sarà lo stesso, ma visto che in tanti ne parlano in maniera molto, ma molto entusiastica, ecco a voi un sito per imparare di più e, se la teoria vi ispira, ecco il libro del momento.
Buon appetito!

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feb  10
24
alle 09:24
da tina

Crescita

Le colichette del neonato.

baby-cryingSiete appena tornati dall’ospedale con il vostro preziosissimo fagottino e non c’è niente al mondo che non fareste pur di farlo stare bene. Avete fatto scorta di salviettine senza profumi e sostanze nocive, pannolini super-comfort, ciucci ergonomici e così via per garantire il suo benessere ma poi, la sera, iniziano gli strilli. Strilli che nessun ciuccio, seno, coccola o che so io riesce a calmare e col passare delle ore, la disperazione dei genitori aumenta. Ma cosa avrà mai, cosa facciamo, lo portiamo all’ospedale? Spesso la risposta è semplice: il vostro bebé soffre di colichette.
A dire il vero, il 10%-15% dei neonati soffrono di coliche ed il problema é che ancora nessuno sa esattamente cosa sono e da cosa dipendono. Esistono teorie varie ma nessuno è ancora stato del tutto convincente e nessuno ha trovato una cura realmente efficace. La teoria più comune presume che è una iperattività dell’intestino che provoca crampi a causa dei movimenti veloci. Esiste comunque anche la teoria contraria che dice che forse i movimenti dell’intestino sono troppo lenti il che significa che l’aria si accumula e causa dolore quando l’intestino si allarga. Altri ritengono che ha a che fare con la velocità con cui mangia il bambino, che mangia troppo o che ingurgita troppa aria e non fa abbastanza ruttini. Una teoria nuova è che potrebbe esistere una connesione tra le colichette del bambino ed il consumo di latte vaccino da parte della mamma (se viene allattato, naturalmente.)
Se anche voi passate la notte con un bambino inconsolabile tra le braccia, ecco una pagina che potrebbe interessarvi.

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feb  10
23
alle 05:23
da tina

Crescita

Lode alle mamme single.

family1Ieri sera avevo uno di quei gloriosi momenti della maternità: il mio piccino stava nel box piangendo come un disperato perché in piena dentizione, il grande, nudo sul fasciatolo dopo il bagnetto, piangeva perché il sapone gli era entrato negli occhi e in quel momento esatto è saltata la corrente che, a quanto pare, non reggeva lavatrice, forno e scaldabagno tutt’assieme. Situazione deliziosa, ve lo assicuro. Sapevo però, che da lì a poco mio marito sarebbe tornato e che mi avrebbe dato una mano, che non avrei dovuto affrontare tutta la serata sola con due bambini piccoli piagnucolosi.
Ma le mamme single, come caspita fanno? Davvero penso che meritano tutta la nostra stima, la mio di certo ce l’hanno già perché non posso immaginare quanto deve essere duro tirare su dei figli senza l’aiuto dei loro papà.
Se sei una di queste super-mamme, ecco un sito che potrebbe andar bene per te.

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feb  10
22
alle 08:26
da tina

Ultimo commento:

di Manu il 01/1/70

Eccomi qua! Mamma single da diversi anni ormai... io ho solo un bimbo, un ometto di 8 anni e ti a...

In salute

Quando aspettarsi il capoparto?

period_pain_body_wellbeingcomauQuando si parla di capoparte ci si riferisce al primo ciclo mestruale che si verifica dopo il parto. Quando sattamente ritorna il ciclo dipende da donna a donna e se il bambino viene allattato al seno o meno. Nel primo caso, a causa degli alti livelli di prolattina in circolo nel sangue, è possibile che il ciclo non riprenda prima di aver terminato l’allattamento, ma è altrettanto normale avere le mestruazioni più o meno tutti i mesi o più saltuariamente.
Va detto che la comparsa del ciclo non deve essere motivo per smettere di allattare, anche se si può notare una diminuzione del latte o che il bambino si attacca meno volentieri al seno visto che il sapore potrebbe cambiare durante il ciclo per via degli ormoni.
Parlando di capoparto, una cosa va sottolineata, e ciòe che la vecchia credenza di non poter rimanere incinta mentre si allatta e prima di aver avuto le mestruazioni dopo il parto è, appunto, solo una credenza.
Per saperne di più sul capoparto, ovulazione e mestruazioni dopo l’arrivo del nuovo bebé, potete visitare il sito bellybelly.

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feb  10
19
alle 09:49
da tina

allattamento

Gli effetti estetici dell’allattamento al seno materno.

breastfeeding-mom-729509Una nuova ricerca dimostra che l’allattamento in se non modifica la forma del seno, mentre gravidanze, età e fumo sì. Il chirurgo plastico, Brian Rinker dell’Università del Kentucky, USA, ha intrapreso un’indagine per verificare se esiste una diretta connessione tra allattamento e seni che cadono, intervistando 132 donne che si sono sottoposte ad un intervento estetico al seno.
Le risposte dimostrano che non esiste una differenza tra le donne che hanno allattato e quelle che non lo hanno fatto. D’altra parte i medici hanno dimostrato che tra i fattori che influiscono sulla forma del seno ci sono ovviamente l’età, il numero di gravidanze e il fumo.
Per leggere l’articolo, fate una visita qui.

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feb  10
18
alle 10:34
da tina

In salute

Come evitare il raffreddore “da contatto”.

getty_rf_photo_of_woman_sneezingSi sa, l’anno nuovo si inaugura sempre con il trimestre del raffreddore, quando pacchi di klenex figurano regolarmente sulla lista della spesa. Il naso cola, gli occhi lacrimano e diventa impossibile dormire se non con un vasto assortimento di cucini dietro la schiena per cercare di garantire un minimo di passaggio d’aria. Che nervi!
Ma com’è che uno si raffredda anche se esce di casa imbacuccato dai piedi fino alle orecchie, anche se non si mette mai dove c’è corrente d’aria, se evita tutti coloro che starnutiscono e rinuncia alla doccia fredda la mattina? Beh, il fatto è che il fastidioso virus si trasmette anche attraverso superfici piene di germi, come la cornetta del telefono o il carrello della spesa. Fantastico, non è vero? E allora, ci si può proteggere o tanto vale arrendersi subito e prepararsi al peggio?
Trovate le risposte del virologo Fabrizio Pregliasco su come evitare il raffreddore “da contatto” in questa pagina.

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feb  10
17
alle 09:21
da tina

In salute

A quando l’introduzione di latticini nella dieta del bebé?

article-1202570-05DD336B000005DC-780_233x423Una delle tematiche molto discusse in questo periodo è quando introdurre latte e latticini nella dieta del bambino. Alcuni sostengono che il latte e derivati non sono per niente indicati per la dieta, mentre altri raccomandano di non somministrarli prima del compimento del primo anno di età. Per i genitori che naturalmente vogliono il meglio per il proprio pargolo, è quasi impossibile capire quale strada intraprendere. Adesso, un’indagine pubblicata nel giornale medico Pediatrics riprende la discussione riguardo il momento adatto per l’introduzione di latte e latticini nella dieta dei bambini piccoli e, al contrario di quanto detto fino ad oggi, sostiene che attendere troppo nella somministrazione potrebbe aumentare il rischio d’allergia. La conclusione si basa su una ricerca che vede coinvolti ca. 25.000 bambini, che sono stati seguiti da quando venivano svezzati fino ai 2 anni di età.
La ricerca, che si focalizzava in modo particolare sulla presenza di sintomi allergici come eczema e dermatite atopica, concludeva che i bambini che non assumevano latticini prima dei nove mesi avevano un rischio

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feb  10
16
alle 10:45
da tina

Senza categoria

Quando il bambino bagna il letto.

ailmentChildSleepProblemsPer il grande dispiacere di tanti bambini, e mamme, bagnare il letto durante la notte è piuttosto normale. Mentre la maggior parte dei bambini sono capaci di rimanere asciutti durante il sonno dopo aver imparato ad usare il vasino, circa il 20% dei bambini di sei anni ancora fa la pipì a letto. Il problema è più accentuato con i maschi visto che lo sviluppo fisico è più lento. I motivi di questo fastidio variano molto da persona a persona, ma ecco un elenco di alcune delle cause più comuni:
• lento sviluppo della muscolatura della vescica. In questi casi, il muscolo della vescica si contrae e vacua la vescica quando questa è solo piena a metà.
• Alcuni bambini producono semplicemente una grande quantità di urina durante la notte poiché il meccanismo che rallenta la produzione di urina durante la notte non è del tutto sviluppato.
• Anche la genetica influisce quando un bambino fa la pipì a letto. Nelle famiglie dove uno dei genitori ha avuto questo problema, c’è il 40% di possibilità che anche i figli ne soffriranno. Se tutti e due i genitori ne soffrivano superati i tre anni d’età, la probabilità che lo faranno i figli aumenta al 70%.
• Alcuni bambini fanno la pipì a letto se sono preoccupati o ansiosi.
• Un’infezione nel tratto urinario può esserne la causa.
• Alcune medicine, come anche bibite con caffeina e la cioccolata, possono avere effetti diuretici, aumentando la produzione d’urina.
• Anche alcune malattie come il diabete possono essere la causa se il bambino continua a bagnarsi a letto.
Per avere ulteriori informazioni, vi raccomando di leggere questa pagina.

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feb  10
15
alle 08:26
da tina