Archivi per marzo, 2010
Il timing dei bambini.
Chi è genitore da un certo tempo sicuramente lo ha provato: l’impeccabile timing dei propri pargoli nel combinare guai nei momenti più inopportuni. Ecco, tanto per illustrarvi, un paio di esempi di questa settimana: vomitare sul nuova maglione di cashmere della mamma appena indossato per andare al lavoro, fare la cacca un secondo prima di aprire la porta di casa per uscire di corsa, starnutire subito dopo il boccone di pasta al sugo…
Ecco, e questi sono degli estratti dagli ultimi 5 giorni. La cosa che mi incuriosisce e, devo dire, mi consola, è che sento tante amiche raccontare la stessa cosa. Un’ipotesi potrebbe essere che in alcuni casi avvertono lo stress – ad esempio tipo prima di uscire e per riavere tutta l’attenzione, si mettono a fare i capricci – ma come la mettiamo con il maglione di cachemere?
Per chi si trova spesso in questi situazioni, ecco un link per voi… per il lavaggio.
da tina
Come salutare i bambini?
“Ciao amore, la mamma va a lavorare ma poi viene a prenderti al nido”. Ecco la frase apparentemente innocente che ogni mattina manda in delirio il mio figliolo di due anni e mezzo. Pensavo, ingenuamente forse, che la fase della paura del distacco fosse ormai finita, ma sbagliavo. Comunque, so che una volta uscita di casa, la situazione migliora subito… quello che l’occhio non vede… Ma perché deve essere così difficile? Sono convinta che il papà riesca a gestire la preparazione mattutina per la deportazione al nido (in fondo si tratta soltanto di cambiare qualche pannolino, preparare dei biberon, far fare colazione al piu grande vestirli) ma non c’è verso che posso lasciare la casa senza un groppo in gola e con la coscienza sporca (e questo anche se vado, appunto, a lavoro, mica a farmi le manicure).
Sono assolutamente convinta che bisogna salutare bene i bambini prima di partire per qualsiasi cosa invece di uscire di soppiatto…ma come si fa a rendere il distacco meno problematico?
Per chi si trova a gestire situazioni simili, forse potrebbe essere utile questa pagina.
da tina
Febbre e dentizione.
Per quanto tempo si può sopravvivere senza sonno? Lo chiedo perché ormai non dormo da tre notti e sto decisamente iniziando a perdere colpi. Perchè non dormo? Vedete, il fatto è che il piccolino ha la febbre e allo stesso tempo gli sta per uscire un dente o due, alleluia. Tutte e due le pediatre che ho consultato adesso e quando mi trovavo nella stessa situazione con il fratello più grande, mi dicono che le due cose non sono collegate tra loro e che la dentizione in se non porta febbre. Non ho dubbi, ma rimane il fatto che ogni volta che vedo spuntare un dentino, vedo anche alzarsi la temperatura del piccolo. E non sono la sola. Amiche che si trovano nella stessa situazione mi confermano che anche loro devono gestire la deliziosa combinazione di febbre e dentini in arrivo. Sarà una coincidenza, ma a quante capita questo? E così, tanto per approfondire e per capire se ci sono dei rimedi che ancora non conosco per alleviare il dolore del piccolino, che al momento piange con tutta la manina in bocca, sono andata a leggere qui.
da tina
La materna, si o no?
La domanda che si sente fare da tutte le mamme questi pomeriggi ai giardini è: ‘E’ entrato?’ Per chi sta fuori del giro potrebbe essere difficile capire di cosa parliamo, ma noi ci capiamo al volo. Ogni tanto la risposta è sì, spessissimo no, come nel nostro caso. Sono uscite le liste provvisorie per la scuola materna ed è stato un brutto colpo per tanti genitori nella mia zona, visto che quest’anno, le liste di attesa sono lunghissime. Personalmente, mio figlio si trova al 67° posto in graduatoria, e quindi talmente lontano dai 30 posti disponibili che di certo non potrà entrare nella materna statale anche se compie 3 anni a settembre.
Quanto sono rimasta male quando l’ho scoperto! Speravo davvero tanto di mandarlo lì, e invece gli toccherà un altro anno di nido. Ma l’Italia non era a corto di bambini? Non si discute del problema del numero di nascite in caduta libera? O forse è solo nel mio di quartiere che i bambini sembrano spuntar fuori come funghi all’ombra di un albero?
Se volte saperne di più sulle scuole materne di Roma, divise per municipio, ecco un elenco per voi.
da tina
Ma i bambini sono tutti belli?
Non vi è mai capitato sentir dire che “tutti i bambini piccoli sono belli”? Beh, secondo me non è affatto vero. Possono essere teneri, buffi, simpatici, tutto quello che vuoi, ma sostenere che tutti quanti nasciamo belli, proprio no. E non sono l’unica a pensarlo. Una mia cugina, per esempio, ha appena avuto una figlia e perfino il nonno dice che “per lo meno esistono tanti vestitini carini per femmine” quando qualcuno gli chiede della sua unica nipote.
Comunque, sembra che la bellezza sia importante già nell’infanzia. La mia pediatra mi ha parlato di una ricerca che aveva appena letto dove si sosteneva che negli asili nido, dove le nutrici gestiscono in continuazione più bambini che piangono, la grande maggioranza si occupa prima dei bambini più belli, poi degli altri. Ci tengo a sottolineare che questa non è assolutamente una critica al personale dei nidi che, secondo me, sono eroi in pelle ed ossa, ma una conferma della teoria darwiniana secondo cui l’uomo istintivamente sceglie attraverso la bellezza i geni più adatti alla sua sopravvivenza.
da tina
Ultimo commento:
di Emily il 01/1/70
Facciamogli mangiare la pasta
Sono rimasta particolarmente colpita qualche giorno fa quando girando per gli scaffali del mio supermercato ho visto un nuovo prodotto della Plasmon. Onestamente non pensavo che già a partire da dieci mesi fosse possibile dare alla mia piccola dei sughetti con la pastasciutta, così ho deciso di provarle, dando fiducia alla marca. Risultato ? Ottimo. Mia figlia ha gradito. E così l’ho avvicinata ai cibi dei grandi, in particolare alla pasta, che in casa nostra è uno dei piatti principali. Senza contare la praticità della sua preparazione, che mi ha fatto risparmiare un sacco di tempo: basta scaldare il vasetto e versare il contenuto nel piatto con….ottimi risultati di gradimento. Per essere sicura ho letto attentamente l’etichetta: I sughetti sono cucinati senza soffritto per garantire un gusto leggero e hanno un Continua a leggere… »
da alena
L’età dell’indipendenza!
Complimenti! Tuo figlio che ha tra i 3 e i 4 anni sta entrando nella fase dell’indipendenza, ovvero pensa di essere un campione ed al tempo stesso cerca di capire quali sono i suoi limiti. Questo è, se non lo avete già scoperto, un periodo difficile perché se non riesci a fare quello che vorresti e se né mamma né papà capiscono la tua missione, la frustrazione potrebbe essere davvero grande. Quindi arriviamo al dunque: il ruolo fondamentale del genitore.
Allora, ognuno segue la propria metodologia ma io sono convinta che la strada più giusta sia quella della pazienza – oceani di pazienza. Per lo meno, è così che ottengo più risultati con mio figlio che sta per compiere 3 anni. Pazienza, incoraggiamento e complimenti, ovvero la carota e non il bastone. Ma quanto è difficile! A volte non so se sia più difficile per lui o per me. Io cerco di scegliere le mie battaglie ma non è sempre facile essere pedagogica dopo una giornata lunga con una casa sempre esplosa ed un fratellino che piange…
La mia tattica (per il momento) è di prevedere i conflitti così ad esempio, se riconosco dal suo sguardo che sta per iniziare a travasare i bicchieri durante la cena, semplicemente glieli tolgo prima dicendo che il fratellino sicuramente li romperà e quindi è meglio metterli a posto. L’anticipo sembra funzionare così come nel tennis o in altri sport.
Vi trovate in una situazione simile? Provate a vedere, se questa pagina potrebbe andare per voi.
da tina
Sempre più donne scelgono il cesareo.
Questa mattina ho letto un articolo molto interessante su un giornale danese e ho deciso di tradurlo per voi.
Sempre più bambini nascono con il cesareo anche se né loro né la loro mamma ne hanno bisogno. In Danimarca, dal 2004 al 2009, il numero di bambini nati col cesareo non per necessità ma perché lo desiderava la mamma, ha subito un incremento del 45%. Questo aumento è, secondo il capo dell’unione delle ostetriche, altamente preoccupante visto che il rischio di incontrare complicazioni è più grande quando si sceglie un cesareo rispetto ad un parto naturale: “é un rischio del tutto inutile e non è la modalità migliore per il bambino di nascere.” La motivazione che porta le donne a scegliere il cesareo è, secondo il Prof. Lidegaard, la paura di perdere il controllo: “scelgono di partorire con un metodo che sotto alcuni aspetti è più tranquillo per le mamme ma comunque meno indicato per il bambino,” commenta il professore e aggiunge “non sono certo che tutte le partorienti conoscano il rischio legato a questo tipo di parto.”
Per chi di voi volesse leggere l’articolo originale, eccolo, e per chi volesse approfondire il tema, ecco un sito dove accedere a varie pubblicazioni che affrontano questo argomento.
da tina
Le prime decisioni.
Quanto possono decidere i figli? Non è proprio facile rispondere a questa domanda. Naturalmente dipende dell’età, dalla maturità etc., ma resta fermo il fatto che avere la possibilità di poter influenzare la giornata seguendo proprie decisioni è importante per tutti noi, e non di meno per la crescita dei nostri bambini. Con questo non voglio dire che dobbiamo sempre chiedere ai nostri figli se vogliono l’uno o l’altro ma forse dovremmo cercare di ascoltarli di più e cercare di capire cosa è importante per loro.
Per esempio so che il mio primogenito di 2 anni ancora non capisce bene le conseguenza delle proprie scelte e l’altro ieri ho dovuto usare tutte le mie capacità diplomatiche per convincerlo a non indossare i sandaletti per andare al nido. Il fatto che fuori pioveva e che avrebbe sentito freddo ai piedi con i sandaletti proprio non gli entrava in testa. Il compromesso è stato di mettere i sandali nello zaino per indossarli una volta arrivato al nido e lui è uscito da casa contento e cosi anche la mamma, benchè in ritardo di mezz’ora.
Per saperne di più sull’educazione dei bambini, ecco un sito che ho trovato molto interessante.
da tina
Lo sviluppo del bambino piccolo.
Durante i primi anni di vita il bambino attraversa uno sviluppo straordinario. Nessun bambino cresce alla stessa maniera e anche tra fratelli ci possono essere grandi differenze. Come genitore é facile comparare, anzi é impossibile non farlo, ma é estremamente importante lasciare che ogni bambino segua i suoi di ritmi e stimolarlo secondo le sue esigenze.
Per esempio, il mio piccolo di nove mesi è un gran pigrone che non si alza, non gattona e di certo non si vuole mettere in piedi, ma in compenso mangia di tutto e di più ed ha una folta cresta di capelli. Il fratello più grande a questa età già gattonava e viveva di latte e formaggini perché non c’era pappa che gli piaceva ed era completamente calvo. Personalmente sono arrivata alla conclusione che bisogna lasciarli stare e non cercare di forzarli troppo a fare cose per cui ancora non sono pronti – tanto, la maggior parte dei bambini camminano quando iniziano la scuola materna, giusto?
Per saperne di più sullo sviluppo del primo anno di vita del bebé, potete trovare informazioni utili qui.
da tina





