Archivi per maggio, 2010

Gravidanza

La maternità a quarant’anni.

1335pregnantSempre più donne aspettano di entrare negli “anta” per avere figli. La mamma del Duemila ritarda il momento della gravidanza: nella maggior parte dei casi attende di avere completato gli studi e trovato un lavoro. Ma una considerevole percentuale aspetta ancora più a lungo, fino a quella che una volta veniva chiamata la “mezza età”, e anche più oltre. Lo rivela un rapporto dell’Ufficio Nazionale Statistiche britannico, dal quale risulta che nel 2009 un totale di 29.976 donne, in Inghilterra e Galles, hanno partorito a 40 anni e più: la quantità più alta mai registrata nel Regno Unito. Trentamila “forty-something” diventate mamme lo scorso anno: il doppio rispetto al 1999, tre volte di più rispetto al 1989.
E una ricerca condotta in Italia produce risultati analoghi: nel nostro Paese 12 mila donne dai 40 anni in su sono diventate madri nel 1995, nel 2008 le italiane che hanno dato alla luce bambini a quarant’anni e passa sono salite a più di 32 mila. In Italia, dove il fenomeno è da sempre più marcato, oggi il 5,7 per cento delle donne che diventano mamme hanno superato la soglia dei quaranta. In Gran Bretagna la percentuale è leggermente inferiore. Ma la tendenza è netta, e universale, nella maggior parte dei Paesi occidentali.
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mag  10
28
alle 06:08
da tina

Crescita

Donatore di midollo.

080819_donor_skemaQuesta mattina sul New York Times, ho letto un articolo che mi ha fatto pensare. Si trattava di una bambina di 6 mesi con una malattia del sangue, curabile esclusivamente attraverso una donazione di midollo osseo da un donatore compatibile. Naturalmente, un articolo come quello non può non toccarti, in modo particolare se hai dei bambini, ma al di fuori di questo, ciò che mi ha fatto pensare era l’affermazione da parte del giornalista che affermava come ancora oggi ci sia una grande penuria di donatori di midollo perché la gente crede che si tratti di un prelievo doloroso.
In effetti, io stesso ho sempre creduto che il prelievo di midollo includesse un grande ago inserito nella colonna vertebrale (e dopo aver fatto 12 tentativi di inserimento per un’epidurale, vi posso assicurare che ho abbondantemente superato la mia quota), ed invece apprendo che si tratta semplicemente di un prelievo di sangue! L’idea di diventare un donatore non mi spaventa più e, devo dire che ricordo con grande piacere la sensazione di aver fatto del bene quando andavo a donare il sangue tanti anni fa (ora, diventata anemica, nessuno mi vuole più).
E così, per tutti voi a cui l’idea di diventare donatori interessa ma spaventa, forse questo articolo vi convincerà.

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mag  10
27
alle 06:11
da tina

Crescita

L’importanza del gioco.

snails_420x270Volete sapere come ho passato ieri il mio pomeriggio? Bene, ho strisciato sulla pancia nella camera dei bambini giocando alla lumaca, o meglio, a Gary, il cartone animato – lumaca preferito dal mio figlio grande. Per tanto tempo abbiamo giocato a gattini o cagnolini il che bene o male viene abbastanza spontaneo, basta far finta di leccarsi i baffi o scodinzolare una coda immaginaria mentre si miagola/abbaia, ma la lumaca è senz’altro più difficile. Prima di tutto non parla, il che significa che devi esprimere tutto il tuo essere lumaca esclusivamente con il corpo, poi qualcuno mi deve dire cosa fa una lumaca al di fuori di tirar fuori le antenne (o come si chiamano) perché proprio non mi veniva in mente nient’altro. E comunque, anche se non credo di aver dato il mio meglio come sosia di Gary, loro, i pargoli, si sono tanto divertiti, il grande a strisciare accanto a me (e così abbiamo anche pulito per terra, quando si dice una fava per due piccioni…) mentre il piccolo ha sbavato quanto minimo tre lumache. Ci siamo divertiti, d’accordo, ma a volte potremmo stare seduti a leggere una bella favola, o no?
Allora, mentre io mi vado a documentare sulle attività delle lumache per poter perfezionare la mia interpretazione, vi lascio con questo sito che parla, appunto, dell’’importanza del gioco.

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mag  10
26
alle 06:10
da tina

Crescita

Ci vuole un amico.

198185_huggingNiente può sembrare più devastante per un bambino o un adolescente quando il migliore amico, per un motivo o un altro, decide di interrompere l’amicizia. Ma per tutti coloro che devono gestire bambini che stanno attraversando un momento così (o per i genitori che lo hanno attraversato in precedenza), ci sono buone nuove. Ebbene sì, perché nuove ricerche suggeriscono che queste relazione antagonistiche, per quanto possano essere spiacevoli, spesso possono migliorare lo sviluppo sociale ed emozionale anziché impedirlo. Certo, le relazioni non sono tutte eguali, una cosa è un rivale dentro la classe, altro è se parliamo di un ex amico diventato nemico.
I ricercatori affermano che l’impatto psicologico dipende in gran parte da come reagiscono i ragazzi. “Le amicizie creano un contesto in cui i bambini si sviluppano, ma naturalmente lo stesso contesto è creato da relazioni negative” commenta Maurissa Abecassis, psicologo al Colby-Sawyer College in New Hampshire. “Dovremmo considerare che entrambi i tipi di relazione, per quanto differenti, rappresentano una importante possibilità di crescita.”
Per approfondire questo discorso, vi raccomando di leggere questo articolo.

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mag  10
25
alle 06:08
da tina

Senza categoria

CommunicaGroup ora anche su iPhone

app3Importante novità in casa Communicagroup. Già da qualche mese i singoli blog del network sono navigabili attraverso iPhone. Da oggi invece l’intera nostra offerta informativa sarà fruibile con un semplice clic. L’icona dell’intero network Communicagroup è infatti da ora scaricabile gratuitamente da iTunes. In questo modo premendo solo qualche tasto avrete l’informazione di tutti i nostri blog a portata di iPhone. Una svolta importante che va nella direzione di aumentare la penetrazione del nostro network che speriamo vorrete sfruttare e apprezzare.

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mag  10
24
alle 03:52
da alena

Crescita

Il cervello dei neonati.

sleeping_babyAd appena un giorno o due di vita ha già inizio il processo di apprendimento e il cervello dei piccolissimi si dimostra un lavoratore instancabile, tanto da continuare a elaborare informazioni anche durante il sonno. Lo sostengono i ricercatori dell’Università della Florida, che hanno testato le reazioni di 26 bimbi appena nati (di uno o due giorni al massimo) nel corso di un riposino, verificando l’esistenza un’attività cerebrale significativa anche mentre dormivano.
Gli studiosi hanno fatto sentire ai piccoli una musica e successivamente hanno soffiato gentilmente sulle loro palpebre chiuse. Quando, dopo venti minuti, gli esperti hanno nuovamente proposto la melodia ai neonati, ben 24 bambini hanno istintivamente strizzato gli occhi al suono delle note musicali: i piccini avevano appreso l’automatismo anche durante la nanna, anticipando la risposta a un’esperienza a loro già nota.
I lattanti si sono dimostrati vere e proprie spugne di informazioni, rivelando una capacità di apprendimento che va oltre la veglia e che suggerisce più di una riflessione sul funzionamento del cervello fin dai primi giorni di vita. Il fatto che il sonno sia un momento cruciale per metabolizzare le informazioni acquisite da svegli è noto da tempo, ma l’esistenza di un modello cognitivo incosciente in bambini così piccoli (il cui schema del sonno è chiaramente molto diverso rispetto a quello di bimbi più grandi o di adulti) implica un cervello molto più evoluto di quanto non si pensasse. Secondo la psicologa Dana Byrd i piccolissimi, avvolti tra le braccia di Morfeo, mostrano una forma di comprensione che non è riscontrabile nemmeno tra gli adulti.
Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, è il primo a dimostrare il funzionamento del cervello durante il sonno nei piccolissimi e può avere importanti implicazioni nell’individuazione precoce di disturbi di apprendimento, quali l’autismo o la dislessia.
Articolo pubblicato da www.corriere.it.

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mag  10
24
alle 05:59
da tina

Alimentazione, Crescita, neomamme, svezzamento

Come scegliere la frutta nel periodo dello svezzamento

Come chi ci legge sa benissimo, questo blog non è sponsorizzato da nessuno e tiene la pubblicità ben distinta dalle opinioni di chi scrive. Per questo motivo quando in redazione è arrivato il comunicato della Plasmon che annunciava una nuova linea di prodotti 100% a base di frutta (”Cuor di Frutta” per i bambini dai sei mesi in su), abbiamo avuto una seria discussione se parlarne oppure no. Alla fine ha prevalso la fiducia verso un produttore ed un marchio che accompagna i nostri genitori fin dall’infanzia e che noi stesse continuiamo ad usare.

“L’esperienza dell’Oasi Plasmon® assicura la totale rintracciabilità delle materie prime a partire dal campo, certificando l’utilizzo di frutta raccolta a mano per garantire il giusto punto di maturazione e coltivata nei campi più adatti, lontani da fonti di inquinamento. Il particolare processo produttivo che preserva il sapore gradevole e naturale della frutta grattuggiata (alimento abitualmente consumato dai bambini nella fase dello svezzamento) li rende ideali come Continua a leggere… »

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mag  10
21
alle 12:40
da alena

Gravidanza

La dieta in gravidanza,

menu-in-gravidanzaAnni fa si diceva che una donna incinta doveva mangiare per due. Adesso, il disco è cambiato e la maggior parte delle donne cercano di controllare – per quanto sia possibile – l’aumento di peso. Naturalmente, il numero di chili ideali in più durante i nove mesi dipende molto da persona a persone, dalla costituzione fisica, dal peso precedente etc, e spesso i ginecologi raccomandano di non prendere tanto peso.
Ma perché? Più nutrimento per te non significa più nutrimento per il bambino? Beh, non è esattamente così e anche se serve aumentare di peso, un accumulo eccessivo di chili potrebbe dare problemi al momento del parto – per non parlare della fatica per ritrovare la linea dopo.
E allora, se uno parte già con bel po’ di chili di troppo prima della gravidanza, cosa si fa’? Dieta? Bene, anche se non è consigliato mettersi a stecchetto mentre devi garantire il nutrimento a tuo figlio, spesso basta seguire una dieta sana ed equilibrata, assumendo tanta frutta e verdura e bevendo minimo due litri d’acqua al giorno. Comunque quasi tutti i ginecologi sono pronti a dare suggerimenti al riguardo e anche qui e qui si trovano informazioni utili .

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mag  10
21
alle 06:20
da tina

Alimentazione, Consigli amichevoli, In salute

Allarme pasta: quando le muffe insidiano i nostri piccoli

DSC03474-703612.JPGMamme prestate attenzione! I nomi evocano paste per bambini (giostrine, margheritine, stelline, tempestine), il formato è piccolo e talvolta sono confezionate in scatole abbellite con i personaggi dei cartoni animati ma, a dispetto delle suggestioni, in realtà sono paste per adulti. La differenza sta proprio nella materia prima utilizzata, il grano, e più in particolare nel livello di contaminazione da micotossine, pericolose muffe che dal campo possono arrivare fino al piatto dei nostri bambini. Viene superata infatti la soglia minima consentita per l’infanzia che è molto più restrittiva rispetto a quella definita per gli adulti. A lanciare l’allarme è stato Il Salvagente che nel corso di un’inchiesta dedicata proprio alle diverse paste presenti sul mercato, ha analizzato i prodotti di pastifici meno noti, ma anche di marchi molto famosi come Continua a leggere… »

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mag  10
20
alle 05:01
da alena

Crescita

Quattro cuori ed un letto.

svKIDS_wideweb__470x289,0Magari può suonare romantico però vi assicuro che non è affatto raccomandabile. Questa notte, per esempio, mi sembra di aver passato la maggior parte del tempo che avrei dovuto investire nello stato di sonno REM a spostare gambe, braccia e recuperare orsacchiotti e ciucci.
Adoro i miei figli ma non li voglio nel mio letto, e assolutamente non li voglio tutti e due insieme. Mio marito non concorda e, a dire il vero, lo trova bello, ma per lui è facile dirlo visto che il suo lato del letto rimane pressoché intatto mentre la sottoscritta viene attaccata da due bambini velcro che si appiccicano a ogni superficie possibile del corpo. E così, questa notte l’ho passata girata su un lato allattando il piccolo che con le sue manine teneva stretto il mio labro inferiore e una ciocca di capelli, mentre il grande mi abbracciava il collo, stringendo la mia vita con una gamba. Dolce, a sentirselo raccontare, ma non esattamente conciliante per il sonno, tanto è vero che alle 5.15 ho rinunciato a dormire e mi sono alzata per fare una doccia calda, cercando di non pensare a quante poche ore avevo dormito.
Ma come si fa a convincere i piccoli che il loro lettino è il posto più bello per dormire, molto meglio dell’ascella della mamma? Buoni consigli cercasi.

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mag  10
20
alle 06:00
da tina