Archivi per giugno, 2010
Il boom dei musei “under 12″.
Fare una passeggiata all’interno di un gigantesco cranio umano, mungere una mucca virtuale, viaggiare su una barca a remi volante: non si tratta di un film di fantascienza, ma di esperienze che ogni bimbo può fare visitando i parchi per bambini più affascinanti del mondo. I Children’s museum sono strutture create appositamente per il pubblico più giovane, che viene coinvolto con mostre interattive, giochi e laboratori per imparare interagendo e divertendosi. Il portale di prenotazioni viaggi hotels.com ne ha selezionato 10 top class con annessi pacchetti viaggio.
Il museo per bambini Zoom di Vienna, ad esempio, è dedicato ai ragazzi fino ai 14 anni ed è strutturato in quattro aree: “esibizioni interattive”, che affronta alcuni temi chiave della scienza, dell’arte, dell’architettura e della vita quotidiana, “studio”, che permette di conoscere e sperimentare le diverse tecniche artistiche con l’aiuto di alcuni artisti, “animated film studio”, dove i visitatori possono mettersi alla prova come registi, autori o tecnici del suono nella realizzazione di un cartone animato, e “oceano”, costruita come una grande area gioco a tema sottomarino.
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da tina
Neonati a rischio.
“La fecondazione assistita aumenta il rischio di malformazioni genetiche del nascituro. Lo afferma uno studio francese presentato alla conferenza della European Society of Human Genetics che si tiene a Goteborg, in Svezia. Geraldine Viot dell’ospedale Maternite Port Royal di Parigi ha analizzato informazioni su 15.162 bambini nati con la fecondazione assistita: ‘Abbiamo trovato malformazioni congenite importanti nel 4,24% dei bimbi – spiega l’esperta – per alcune patologie il rischio è fino a 6 volte più alto che nei figli nati naturalmente’. Non sono ancora chiare le cause di tali malformazioni. “
Articolo pubblicato su ‘Metro’ di Roma il 15.06.2010
da tina
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di valerio monaco il 01/1/70
Il miglior amico, o no?
Mio nipote quest’anno non va al campo estivo e quando gli ho chiesto il perché, mi ha detto che preferiva passare il tempo con i suoi amici. Visto che anche i suoi amici di solito andavano al suo stesso campo, gli ho chiesto spiegazioni e mi ha detto che in genere tutti i gruppetti vengono divisi appena arrivati per far sì che incontrino nuove persone e stringano nuove amicizie. Niente di sbagliato, capisco il ragionamento di chi desidera che i bambini creino nuovi legami, ma capisco altrettanto bene i bambini che si scocciano di vedersi sempre allontanati dal gruppetto degli amici storici.
In effetti, quando ero bambina, odiavo questa ossessione (così mi sembrava) di essere sempre divisa dalla mia migliore amica ogni volta che bisognava lavorare in gruppi e regolarmente mi trovavo inserita in gruppetti con bimbi che di solito non frequentavo. Questo mi faceva socializzare con i bimbi del gruppo? No, non direi, forse per il breve periodo in cui dovevamo lavorare insieme, ma raramente si estendeva di più in la nel tempo e a questo punto, non saprei a cosa sia servito…
Per chi avesse voglia di leggere di più su questa tematica, ecco a voi…
da tina
Ti è volata una papera?
Ecco, per voi questa frase non significa niente, ma è ciò che mia mamma mi diceva sempre quando io da piccola cercavo di raccontarle una bugia. Non chiedetemi cosa c’entrano le papere con le bugie, ma nel mio Paese di lunghe notti estive e brevi giorni invernali, è così che viene definito quando i bambini scoprono che non necessariamente devono dire la verità e che c’è appunto un’alternativa interessante.
Il periodo esatto in cui i bambini scoprono il mondo delle bugie non lo so. So che il mio erede di anni tre ancora non l’ha scoperto, non che mi illuda che mi mentirà mai, ma semplicemente ancora non ci è arrivato. Può omettere di dirmi alcune cose, questo sì, ma non arriva ancora a costruire una bugia. Sarà questione di poco tempo, ne sono certa. Comunque, mentire fa parte dell’essere umano e dubito che esistano persone che onestamente possano sostenere di non dirne mai una (e se la dicono, secondo me stanno mentendo!).
Ma come si gestisce la situazione con i bambini? Naturalmente non devono essere incoraggiati a mentire, ma se ogni tanto vola loro una papera, beh, direi che fa parte del crescere. Se volete saperne di più su questo argomento, leggete qui.
da tina
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di anna cinzia il 01/1/70
Let’s talk about sex, Baby.
O meglio, della vita sessuale dopo l’arrivo dei figli. Che non è lo stesso, beh bisogna dirlo, per lo meno non nei primi anni e c’è un motivo molto semplice: il sonno. Ovvero, appena puoi dormire, ne approfitti e questo significa che le attività extrascolastiche, se vogliamo, vengono un po’ messe in seconda fila, ma non perché non hai voglia, no, semplicemente perché se devi scegliere tra dormire e fare qualsiasi altra cosa (sesso, film, leggere un buon libro, navigare su internet..you name it), spesso, spessissimo, al sonno viene data la prima priorità .
E’ una questione di sopravvivenza, o quasi. Dopo quasi tre anni senza mai dormire 6 ore di fila, il mio corpo si è quasi abituato a questi ritmi e fatto è che quando i miei nanerottoli mi svegliano la notte, mi addormento appena la testa tocca il cuscino. Il corpo e la psiche risentono di questa mancanza di sonno cronica e cercano di recuperare ogni minuto possibile, e questo appunto significa che il sonno viene prima del sesso la notte.
Parlando con le mie amiche ho scoperto che per quasi tutte è la stessa cosa, mentre quelle con bambini più grandi promettono che la situazione cambierà ancora una volta che i piccini sono ben avviati alla scuola materna. La speranza è l’ultima a morire, giusto?
Per chi si trova nella mia stessa situazione, ecco una pagina che potrebbe andare per voi.
da tina
Gli occhi dei bambini.
Essendo prematuro di tre settimane, il bambino più piccolo è stato sottoposto ad una serie di visite oculistiche mentre stava in ospedale. Ciò è stato necessario poiché l’arrivo precoce potrebbe avere come conseguenza l’incompleta formazione della cornea. Ricordo ancora quanto mi ha fatto pena quando gli hanno tenuto aperto quegli occhi piccoli-piccoli, puntando dentro la luce fortissima della torcia (o almeno così è sembrata a me, ma avevo partorito da pochi giorni e ancora ero super-stra protettiva/sensibile).
Per fortuna non hanno riscontrato dei difetti, anche se naturalmente non potevano promettermi che tutto era a posto. Intanto mi hanno consigliato di dargli delle gocce di vitamina E per aiutare la crescita delle cornee e poi portarlo a fare una visita oculistica quando sarebbe cresciuto un po’. Generalmente, però, l’oculista mi ha spiegato che i bambini dovrebbero essere sottoposti alla prima visita oculistica completa all’età di tre o quattro anni. E, come sempre quando si ha a che fare con i bambini, sarebbe bene cercare di preparare il bambino ad affrontare questa seduta, magari spiegandolo che forse sarà necessario mettere qualche goccia di collirio negli occhi.
Per leggere di più sull’argomento e per capire esattamente come viene visto il mondo attraverso gli occhi dei più piccoli, vi consiglio questo sito.
da tina
Il sonno d’estate.
Ogni anno quando la temperatura sale, i miei piccoli iniziano a dormire male. Niente di strano, anche io dormo male se fa troppo caldo, ma dormo ancora più male se vengo svegliata ripetutamente perché loro hanno il sonno disturbato. Quest’anno però, ho cercato di evitare questo calvario comprando un pinguino. L’altro ieri l’abbiamo istallato e se riesci a prescindere dal fatto che sembra di avere un motorino acceso parcheggiato dentro casa, devo dire che è stato un buon acquisto.
E così adesso, invece di venire svegliata da loro che piagnucolano, mi sveglio da sola per controllare se non c’è eccessivamente freddo, anche se il termostato è stato fissato a 27°.
Per chi di voi sta progettando di comprare un marchingegno simile, qui potete trovare vari modelli.
Buona notte..
da tina
A quando il terzo?
Si avvicina il terzo compleanno del mio primo figlio mentre il piccolo ha già spento la sua prima candelina. Sono ancora piccoli e mi danno tantissimo da fare. Così tanto che potermi mettere lo smalto alle unghie mi sembra un lusso sfrenato.
Tuttavia devo ammettere che ogni tanto ci penso alla possibilità di averne un altro. Non adesso, non subito, ma nemmeno troppo in là nel tempo. Ancora non ne ho parato con nessuno perché so già che reazione raccoglierò, almeno da parte dei miei più cari, che già mi vedono dividere in quattro per gestirne due di nanerottoli. Il fatto è, però, che mio marito ed io abbiamo iniziato tardi e anche se sempre più donne scelgono di far figli dopo i quaranta, io vorrei cercare di avere i miei di figli un po’ prima. E non perché trovo che sia sbagliato avere i figli tardi, ma semplicemente perché ci vuole davvero tanta energia e dubito che ne avrò di più con l’età . E così adesso penso: mi fermo a due? Se vogliamo un terzo, quando sarebbe il momento giusto per cercar una gravidanza? Vogliamo davvero il terzo?
Risposte cercasi…..
da tina
Niente Pc sotto i 9 anni
Meglio non usare il computer prima dei 9 anni, per poter scoprire il mondo reale prima di quello virtuale. È la richiesta di alcuni psicologi della Royal Society of Medicine al governo inglese, al quale chiedono regole restrittive in tal senso. Niente uso del telecomando, dei videogiochi e della navigazione Internet nella prima infanzia: bisognerebbe creare una zona technology free per dar modo ai piccolissimi di sviluppare le capacità di azione nello spazio, prima di quelle tecnologiche.
I bambini hanno bisogno di afferrare, toccare, sfiorare, assaggiare, guardare e muovere oggetti reali, per educare le proprie infrastrutture neurologiche e di apprendimento.
Per continuare a leggere ….
da tina
Piccoli esploratori crescono.
Oggi, la nostra mattina è iniziata con un bagno di sangue. Beh, forse è un po’ troppo forte chiamarlo bagno, ma lì per lì il sangue è sembrato tanto, in modo particolare perché è uscito a fiotte dal nasino del nostro piccolo esploratore. I pianti (del piccolo) e la disperazione (del papà )!
Per fortuna, a quest’età tante cose si aggiustano con una decina di minuti attaccati al seno materno e anche oggi abbiamo rimediato in questo modo. E così tra le goccioline di sangue decoravano la mia camicia appena stirata, mio marito che commentava la necessità di acquistare un casco per evitare futuri traumi e il grande che naturalmente aveva una manina che faceva molto male e che richiedeva le cure immediate della mamma, ho perso il treno, ho fatto tardi al lavoro e mi sono trovata in ufficio con la camicetta macchiata di rosso.
Eppure c’era una volta che arrivavo sempre puntuale, con vestito in ordine e magari anche un po’ truccata, era in una altra vita, una vita fa…
da tina





