Archivi per giugno, 2010
I bambini al mare.
Questa domenica io e mio marito abbiamo portato i bambini al mare. Lui ha preso una settimana di ferie mentre io faccio la pendolare (il che significa 2 treni, 2 autobus e 4 metropolitane al giorno, ma cosa non si fa per i piccoli). La quantità di cose che abbiamo portato per questi 8 giorni si avvicina al ridicolo, ma è pur vero che solo ieri il piccolo ha cambiato 6 magliette (e non perché c’era una macchiolina ma perché o si è versato addosso un bicchiere d’acqua o rovesciato la pappa, – insomma, le solite cose).
Comunque, adesso che ho sistemato tutto, sono senz’altro contenta di averli portati qui a farli mangiare un po’ di sabbia. Ieri pomeriggio l’abbiamo passato in riva al mare fin quando non eravamo tutti e quattro completamente coperti di sabbia ed ho iniziato a preoccuparmi per la quantità di sabbia ingerita dal piccolino che praticamente ha fatto merenda cosi.
Però, una cosa la devo ammettere, dopo la spiaggia, gli scivoloni, la caccia ai gatti randagi, il bagnetto e la cena fuori, sono tutti e due crollati come due pere cotte il che, in se, è valsa tutta la fatica.
da tina
La dieta in gravidanza.
Anni fa si diceva che una donna incinta doveva mangiare per due. Adesso, il disco è cambiato e la maggior parte delle donne cercano di controllare – per quanto sia possibile – l’aumento di peso. Naturalmente, il numero di chili ideali in più durante i nove mesi dipende molto da persona a persone, dalla costituzione fisica, dal peso precedente etc, e spesso i ginecologi raccomandano di non prendere tanto peso. Ma perché? Più nutrimento per te non significa più nutrimento per il bambino? Beh, non è esattamente così e anche se serve aumentare di peso, un accumulo eccessivo di chili potrebbe dare problemi al momento del parto – per non parlare della fatica per ritrovare la linea dopo.
E allora, se uno parte già con bel po’ di chili di troppo prima della gravidanza, cosa si fa’? Dieta? Bene, anche se non è consigliato mettersi a stecchetto mentre devi garantire il nutrimento a tuo figlio, spesso basta seguire una dieta sana ed equilibrata, assumendo tanta frutta e verdura e bevendo minimo due litri d’acqua al giorno.
Comunque quasi tutti i ginecologi sono pronti a dare suggerimenti al riguardo e anche qui e qui si trovano informazioni utili.
da tina
Il compleanno e l’antagonista.
Il mio piccolo ha appena compiuto un anno e naturalmente lo abbiamo celebrato con tanto di canzoni, bandierine, palloncini, regali etc, il che di certo lo ha fatto divertire ma non è che la cosa gli abbia proprio cambiato la giornata. In compenso il fratellino, che adesso capisce bene cosa significa celebrare il compleanno, è rimasto piuttosto male. Male nel senso che voleva fosse il suo di compleanno, e non gli stava bene il fatto che ancora ci vogliono 4 mesi prima che tocca a lui.
Naturalmente è stato lui a spegnere la candela della torta e ha anche aiutato (mettiamola così) ad aprire i regali, ma diciamo che non era mai del tutto convinto e continuava a dire “mio compleanno, no suo, mio”, percependo chiaramente che c’èra un focus maggiore sul fratellino (e qui vorrei aggiungere che, anche se non bisogna mai prediligere un figlio ad un altro o far sentire che uno vale più dell’altro, è pure giusto, secondo il mio parere, avere questi momenti dove il bambino si sente il centro indiscusso dell’attenzione).
Comunque, tutti avevano un regalino anche per lui così da non farlo sentire trascurato e, alla fine della giornata, il nostro salone minuscolo era letteralmente cosparso di carta da regali, nastrini, palloncini a forma di animali e briciole di torta e tutti e due i piccini sono crollati dalla stanchezza una volta sfiorato il letto.
Tutto sommato, quest’anno è andato bene, vediamo come sarà in futuro perché prevedo già dei momenti difficili per l’antagonismo tra i due… Per chi si trova già a dover gestire la gelosia tra fratelli, vi lascio con questo e questo link.
da tina
I bambini ed il rispetto per il prossimo.
Questa mattina, ancora mezza assonnata (visto che il mio piccolo sta mettendo i denti) ho schiacciato una lumaca sulla strada andando in ufficio. Stavo con la testa altrove quando ho sentito crack ed ho sentito scivolare leggermente un tacco e, guardando in giù, ho visto la povera bestiola completamente spiaccicata sul marciapiede. E quanto mi è dispiaciuto! Dove voglio arrivare con questo discorso? Beh, fondamentalmente vi sto raccontando questo dramma perché mi ha fatto rammendare quanto sia importante insegnare ai nostri bambini il rispetto per tutto ciò che ci circonda, che sia natura, animali o essere umani.
Troppo spesso si sentono o si vedono bambini che si divertono a maltrattare animali, strappare le ali di insetti, tirare sassi ai pescolini in uno stagno e così via, per non parlare del mancata rispetto per l’ambiente (e qui non voglio nemmeno iniziare perché trovo scandaloso come viene trascurato questo aspetto dell’educazione da parte di tanti genitori).
Sicuramente, quando i miei di figlioli saranno un po’ più grandicelli, i nostri giri allo zoo e al parco saranno ampliati con giri un po’ più avventurosi in montagna e al mare dove c’è tanto da imparare e studiare, mentre per chi ha i bambini più grandi, il WWF offre delle vacanze in pieno contatto con la natura che, a sentir dire mio nipote di 12 anni, “sono fichissime”.
Madre Natura, here we come!
da tina
Occhio alle pastine per i bimbi: non sono tutte uguali, e con alcune i rischi aumentano
Spesso andando a fare la spesa in un supermercato mi sono ritrovata davanti al problema di scegliere una pastina ideale per la mia bambina. Ho sempre creduto che in fondo fossero tutte uguali. Ebbene, da oggi non lo penso più, e vorrei che anche voi faceste più attenzione, perché sono emersi dati scientifici certi che dimostrano che non tutte le pastine per la prima infanzia sono davvero adatte ai nostri bimbi tra 0 e tre anni. Un problema che avevo sollevato già qualche giorno fa su L’oradellapappa, citando un’inchiesta specifica condotta dal Salvagente, sulla base di una ricerca scientifica condotta dall’Università di Napoli Federico II. Se ci torno è per sottolineare che se pastine tipo “Piccolini” e “Topolino and Friends”, prodotte da Barilla e GS, nonostante i nomi evocativi, come chiariscono i dati pubblicati dal Salvagente, non sono adatte ai più piccoli, altre invece lo sono molto di più. La partita si gioca sul contenuto di muffe e micotossine contenute nel grano utilizzato, che nei casi sopra citati sarebbe nettamente superiore. Altri marchi invece da anni si sono specializzati proprio sui prodotti alimentari per la prima infanzia e su questo punto sono molto più attente e precise. Ad esempio, Continua a leggere… »
da alena
Concorsi di bellezza.
L’altro ieri ho visto un programma che mi ha fatto rizzare i capelli. E no, non parliamo di un thriller o un film di paura, ma di uno dei documentari più spaventosi che abbia mai visto. Se non erro, il titolo era “Little Miss USA” o qualcosa di simile.
In poche parole venivano ripresi un gruppo di genitori che portavano le loro figlie dai 2 ai 12 anni all’incirca, a partecipare ai concorsi di bellezza. Orrore! Queste povere figlie, tutte super-truccate, vestite di paillettes e tulle con capelli laccati, unghie dipinte, tacchi e quant’altro, rimanevano su un palcoscenico, esibendosi a volte in mosse erotiche ben studiate e gesti provocatori. Le mamme, e qualche papà, stavano dietro il palco ad incitarle e ricordare loro come muoversi.
Sono rimasta esterrefatta. Della serie come vivere i propri sogni attraverso (e a discapito) dei propri figli. Comunque, quello era un programma americano e mi auguro che le cose che succedono ‘Over There’ non abbiano necessariamente un parallelo europeo perché vi dico, povere, povere figliole, sia per il concorso in se e sia per crescere con quel tipo di genitori.
Volete andare a vedere per conto vostro? Ecco un sito dedicato ai concorsi.
da tina
Il taglio del cordone ombelicale.
Il cordone ombelicale, metafora del legame profondo tra madre e figlio, è fondamentale nella vita intra-uterina, ma anche in quegli istanti delicati e preziosi successivi alla nascita ha un ruolo cruciale. E non bisognerebbe avere troppa urgenza di spezzarlo.
Un ritardo di una manciata di secondi nel separare un neonato dalla propria madre potrebbe infatti garantire al piccolo minori possibilità di contrarre malattie. Questo, almeno, sostiene una ricerca della University of South Florida pubblicata sul Journal of Cellular and Molecular Medicine, riferendosi a difficoltà respiratorie, malattie polmonari croniche, emorragie cerebrali, anemia, sepsi e disturbi della vista. Ma che cosa, secondo gli studiosi americani, rende questi ultimi attimi del parto così significativi? Secondo il dottor Paul Sandberg, del Centre of Excellence for Ageing and Brain Repair dell’ateneo, «il funicolo ombelicale contiene molte cellule staminali (come è dimostrato anche dalla recente prassi di conservarlo) e il loro completo trasferimento al neonato rappresenta la versione “originale” del trapianto di staminali». Queste cellule, identiche hanno la caratteristica di generare gli elementi fondamentali del sangue umano (globuli rossi, bianchi e piastrine).
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da tina





