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Plasmon vs Barilla
Su questo blog mi sono spesso occupata, ovviamente direte voi tutte, di alimentazione per la prima infanzia. Mi era capitato di mettervi in guardia, tempo fa dai rischi che arrivano da muffe e micotossine contenute nel grano usato per produrre la pasta.
Sono emersi dati scientifici certi che dimostrano che non tutte le pastine per la prima infanzia sono davvero adatte ai nostri bimbi tra 0 e tre anni. Un problema che avevo sollevato già qualche giorno fa su L’oradellapappa, citando un’inchiesta specifica condotta da Il Salvagente, sulla base di una ricerca scientifica condotta dall’Università di Napoli Federico II. Se ci torno è per sottolineare che se pastine tipo “Piccolini” e “Topolino and Friends”, prodotte da Barilla e GS, nonostante i nomi evocativi, come chiariscono i dati pubblicati dal Salvagente, non sono adatte ai più piccoli, altre invece lo sono molto di più.
Ebbene, utilizzando questi dati scientifici la Plasmon ha fatto una campagna comparativa con la barilla per offrire ai consumatori ( e alle mamme) elementi di valutazione e maggior informazione. Bene, direte voi. E così ho detto io quando a Dicembre è partita la campagna. Ma la Barilla ha fatto ricorso e il tribunale di Milano lo ha accolto !! Sono rimasta basita. Ma come? Una maggior informazione per noi consumatori, un po di chiarezza in più in quella marmellata che i pubblicitari chiamano comunicazione e il tribunale la ferma. Io di legge non so nulla ma mi viene da dire che questa è proprio sbagliata. Signora Giudice, guardi che questa volta avrà seguito la legge ma ha sbagliato tutto. Insomma si vorrebbe meno informazione e più confusione? Amiche, tenete gli occhi spalancati perchè le sentenze vanno rispettate e la Plasmon ha detto che la rispetterà, ma noi quando andiamo al supermercato, ormai sappiamo come scegliere.
da alena
La scelta dei prodotti alimentari per bambini
Quali sono le vostre scelte quando acquistate alimenti per bambini? Dove acquistate maggiormente i prodotti alimentari per il vostro bambino? Siete accorte all’aspetto esterno della confezione dell’alimento?
Sono queste alcune delle domande di una ricerca in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari. La ricerca portata avanti dal Prof. Rocco Roma e dalla Dott.ssa Consuelo Attolico ha come tema principale l’alimentazione del bambino, in particolare i fattori che subentrano nella scelta del prodotto alimentare per il bambino (da 6 mesi a 6 anni).
Il link sottostante vi porterà a un questionario di 21 domande, di facile compilazione, totalmente anonimo dove non vengono richiesti dati personali e/o sensibili.
http://kwiksurveys.com?u=quest_babyfood3
da marina morelli
Intestino pigro? Tanta frutta e tante verdure per il vostro piccolo
Se il vostro piccolo soffre di mal di pancia e fa lunghe sedute in bagno allora potrebbe aver bisogno di migliorare il suo intestino pigro. Come fare? Attività fisica e semplici regole alimentari sono i punti cardini.
Bere molto acqua, mangiare più cereali integrali e fargli consumare 5 porzioni di frutta fresca al giorno pari a circa 400 grammi.
I cibi da preferire sono:
La frutta anche come merenda al posto dei soliti spuntini. Kiwi, fichi, pere Williams, uva, prugne, pesche, melone, anguria.
Le verdure che contengono fibre vegetali, inulina e cellulosa che ammorbidiscono le feci rendendo più facile l’evacuazione. Sono da preferire: bieta, carote crude, cavoli, finocchi, sedano, verze, zucchine.
Il pane aiuta ma solo se è fatto con farina integrale o di segale. Ottime le varietà con semi di lino o di zucca.
I cibi da evitare:
In caso di stipsi ostinata è meglio evitare le banane, le mele acerbe e gli agrumi. No anche a fragole, more e mirtilli.
Per quanto riguarda le verdure evitate le patate, la cicoria, la scarola e le carote bollite.
Evitate pizza, pane e tutti quei prodotti che contengono lievito chimico che favorisce meteorismo e rallenta la peristalsi.
Da abolire le bevande al cioccolato, coca cola e aranciate gassate.
E per finire ascoltate anche i consigli della dottoressa Rosanna Moretto, Pediatra della Plasmon.
da marina morelli
Che fare se ai vostri piccoli non piacciono le verdure?
Che ai bimbi piccoli non piacciano le verdure è ormai cosa nota. E allora cosa fare?
Prima di tutto date il buon esempio. Vedere la mamma e il papà consumare abitualmente le verdure a tavola o durante gli spuntini, stimola la predisposizione del piccolo verso questi alimenti. Imporre le verdure come un obbligo invece non farà altro che aumentare le resistenze del bambino.
Preparate ricette sempre allegre, saporite e colorate al posto della verdura cotta sempre alla stessa maniera. Tagliate le verdure a cubetti o rondelle e mischiate i colori delle varie verdure.
E se non avete molto tempo per preparare questi piatti vi consigliamo “la Zuppa di Verdure Miste Plasmon”, in pratiche buste monodose.
Una zuppa con tanti cubetti di verdura colorata che sicuramente il vostro piccolo apprezzerà.
E’ adatta per i bambini che iniziano a masticare, a partire dal 10° mese compiuto, salvo diverso parere del Pediatra. Non contiene conservanti né coloranti, come per legge.
Tagliate le verdure insieme a lui, giocate a creare delle piccole forme, stelline, cerchietti, così che il bimbo si approcci a questi ingredienti considerandoli una fonte di gioco e di divertimento.
Variate le qualità proposte cercando di assecondare i suoi gusti. L’apporto di elementi nutritivi per la crescita del bambino in genere non sono presenti in una sola verdura ma in più di esse. Il ferro degli spinaci ad esempio, si può trovare sia nelle verdure a foglia verde, sia nel fegato, sia nella frutta secca.
E voi cosa fate per insegnargli a mangiare più verdure?
da marina morelli
L’alimentazione dei bambini nel primo anno di vita
Fino ai sei mesi di vita il bambino cresce grazie al latte materno, ricco di aminoacidi e di acidi grassi utili per lo sviluppo rapido del cervello, contiene inoltre tra gli agenti antibatterici le immunoglobuline indispensabili per la prevenzione di infezioni, infine enzimi ed ormoni per la crescita e lo sviluppo.
Qualora la mamma non abbia il latte necessario per il nutrimento del bambino può essere utilizzato il latte artificiale che riprende i valori nutrizionali del latte materno, ma deve essere assunto secondo le dosi consigliate dalla ditta produttrice, solo quando il bambino lo richiede e attraverso strumenti sterilizzati. L’unica pecca di questo tipo di latte è che non garantisce una difesa immunitaria adeguata, con possibilità nel corso degli anni di sviluppare eventuali reazioni allergiche.
Problematica è la fase dello svezzamento. Regola fondamentale è non eliminare bruscamente il latte materno dall’alimentazione, piuttosto ne è consigliata l’integrazione progressiva con altri alimenti.
I pediatri consigliano: latte in polvere, latte liquido per neonati, biscotti, pappe, pastine, omogeneizzati, liofilizzati, brodi vegetali, creme, semolino, formaggini e purea di frutta.
Cibi diversi dal latte sono consigliabili dai sei mesi in poi, l’introduzione di questi facilita lo sviluppo del linguaggio e aiuta la masticazione. In questa prima fase introdurre cereali accompagnati dal latte, passati di verdura, omogeneizzati e purea di frutta. Quattro devono essere i pasti principali nel corso della giornata: due a base di latte o latticini, due a base di minestrine (brodo di carne, verdura o omogeneizzati).
A partire dai nove mesi introdurre progressivamente pesce magro preferibilmente cotto a vapore, privato delle parti grasse, frullato. Ritardare l’inserimento di molluschi e crostacei fino all’anno di età.
L’uovo è consigliato dopo i nove mesi. Inizialmente deve essere dato al piccolo solo il tuorlo, successivamente l’uovo intero.
L’alimentazione deve essere ricca di frutta e verdura. La mamma deve alternare verdure diverse per individuare quelle che il bambino non tollera.
da marina morelli
Il compleanno delle Oasi
La maggior parte delle famiglie italiane ha in casa una scatola di latta della Plasmon che custodice foto, aghi e cotone, attrezzi da lavoro, biscotti… per questo festeggiare il 30 anni delle Oasi Plasmon è come festeggiare il compleanno di un vecchio amico.
Trenta anni fa nasceva l’idea delle Oasi, era il 1981, per dare sempre maggior sicurezza alle mamme e rispettare al massimo le severe norme dettate per l’alimentazione dedicata all’infanzia. Plasmon ha voluto festeggiare questo compleanno invitando un selezionato numero di giornalisti, della stampa e della tv, alcuni blogger, in una delle Oasi che ci sono in Italia, vicino a Grosseto.
E’ normale che un’azienda che cerca di primeggiare nel mercato,prenda la sua forza dalla qualità e dal controllo di tutta la filiera dei cibi destinati all’alimentazione infantile. Grazie alle oasi il marchio dell’azienda italiana è diventato un simbolo mondiale che oggi conta ben 1000 aziende agricole, in tutto il mondo, che si occupano di coltivare frutta, verdura e cereali e di allevare carne e pesce. I terreni delle Oasi Plasmon sono scelti in base a parametri come: lontananza da fonti di inquinamento, tecniche di coltivazione e allevamento, tipi di concimazione, condizioni climatiche. Per rispettare gli standard dell’azienda avviene un monitoraggio continuo delle coltivazioni da parte di equipe di agronomi, veterinari, chimici, biologi e zootecnologi.
Uno dei motivi che rendono l’azienda vincente è anche il continuo confronto con i contadini e gli allevatori. La loro esperienza e la loro tecnica, associata agli studi degli organismi di ricerca, contribuiscono al miglioramento delle tecniche di allevamento e coltivazione. Tutti i partner sono tenuti a compilare il “quaderno di campagna” nel quale vengono appuntate le quantità e la frequenza dei prodotti e concimi utilizzati, o la “scheda di stalla” nella quale l’allevatore segna le terapie e le vaccinazioni fatte ad ogni animale.
Il bambino con il pannolone che negli anni ‘60 abbatteva una colonna a forza di martellate è ora diventato grande, ha percorso tanta strada e noi vorremmo fargli gli auguri.
da daddy
Camomilla e melissa per il riposo dei bambini
I nostri pediatri negli ultimi anni consigliano l’utilizzo fin dalle prime settimane di vita del bimbo di camomille e tisane, utili per alleviare possibili colichette, migliorare il riposo del bambino e allungare i tempi della poppata.
Molte mamme temono che il bambino assaporando gusti diversi da quello del latte materno possano poi rifiutarlo. In realtà non è così, basta far variare i sapori al bambino. Ad esempio la Plasmon ha creato una vasta gamma di camomille e tisane a base di melissa, facili da preparare, già in bustine monodose, dolcificate ma non in maniera eccessiva così da rispettare i gusti di ogni bambino e permettere un’aggiunta successiva di zucchero, se necessaria.
Queste camomille contengono estratti di fiori di camomilla, saccarosio, sciroppo di glucosio disidratato e destrosio.
La camomilla è adatta non solo per i bambini, ma anche per tutta la famiglia e soprattutto i prodotti Plasmon vanno incontro alle esigenze sia dei più piccoli che dei più grandi, producendo alimenti testati e igienicamente sicuri.
da marina morelli
Le coliche dei primi tre mesi
Tra i neonati sono frequentissimi, nei primi mesi di vita, episodi di dolore addominale acuto con pianto irritato e inconsolabile, flessione delle cosce sull’addome, pugni chiusi e colorito acceso del volto. Tali crisi possono durare da qualche decina di minuti a 1-2 ore, presentandosi talora più volte al giorno e insorgendo spesso nel pomeriggio o di sera: sono le cosidette coliche dei primi tre mesi o coliche gassose.
Come si fa a differenziare la vera colica dal semplice pianto del bambino?
La colica presenta pianto e irritabilità che durano più di 3 ore al giorno, per almeno 3 giorni a settimana e da almeno 3 settimane.
Eccessivo meteorismo e flautolenza (in circa l’80% dei bambini)
Difficoltà di alimentazione (in circa il 60% dei bambini)
La durata del pianto è mediamente di 40 minuti.
La causa non è univoca. Può trattarsi di eccessiva ingestione di aria durante le poppate troppo precipitose, di meteorismo da eccessiva fermentazione intestinale o di iperattività costituzionale del lattante. Il pediatra provvederà a scoprire le possibili cause e ad escluderne altre. Indagherà sulle modalità di assunzione, la frequente esplusione di gas dall’intestino, i rigurgiti dopo aver mangiato e l’alimentazione della mamma.
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da marina morelli
Lattoferrina: La proteina che rinforza i prematuri
Nel latte è presente una proteina che grazie alle sue proprietà antibatteriche è in grado di combattere le infezioni.
Lo scoperta è stata fatta dai ricercatori dell’ospedale Sant’Anna di Torino, coordinati da Paolo Manzoni, e pubblicato sulla rivista scientifica Jama (Journal of the Medical Association).
Lo studio è stato fatto su 472 bambini nati con un peso basso e ricoverati in reparti di terapia intensiva. Divisi in 3 gruppi, i neonati hanno ricevuto la lattoferrina da sola, con un probiotico o un placebo, dalla nascita fino a un mese di vita.
Chi aveva avuto la lattoferina e lattoferrina e probiotico aveva visto i tassi di infezione scendere rispettivamente al 5,9% e al 4,6% contro il 17,3 di chi aveva preso il probiotico
da marina morelli
Stelline pollo e verdure
Alzi la mano chi davanti a un barattolino di omogeneizzato non ha mai detto… posso assaggiare? La curiosità di sentire cosa mangiano i bimbi è sempre troppa.
Ieri mi è capitato di vedere una mamma alle prese con la pappina del suo piccolo. Cotta la pastina, ha messo due cucchiai di omogeneizzato nell’acqua di cottura e ha stemperato tutto.
Non ho dubbi che l’intruglio doveva essere buono visto il piacere con cui il piccolo lo ha mangiato. Mi sono chiesta però quanto questo pasto possa a lungo andare essere noioso.
Ho fatto un giro sul sito della Plasmon e ho trovato una ricettina niente male.
Stelline pollo e verdure
Ecco gli ingredienti:
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da marina morelli





