Archivi della categoria ‘Crescita’
Il calo fisiologico dei neonati
Una delle più grosse preoccupazioni delle mamme riguarda il peso dei loro piccoli soprattutto nei primi mesi di vita quando il bambino molto spesso subisce un calo fisiologico.
Alla nascita può pesare 2,5 ai 4 chilogrammi. Un peso inferiore può essere un fattore ereditario, una nascita pre-termine o un cattivo funzionamento della placenta.
Un calo fisiologico invece è naturale nei primi giorni di vita. Il limite entro il quale è considerato normale è pari al 10% del peso alla nascita: ad esempio un neonato di 3 kg non dovrebbe scendere al di sotto dei 2,7 kg. I neogenitori non devono quindi preoccuparsi se al momento delle dimissioni il piccolo pesa meno di quando è nato. Significa solo che l’organismo del neonato sta attraverso la fase di adattamento dalla vita fetale a quella extra-uterina.
Dal momento invece che il piccolo comincia a recuperare il peso perso la sua crescita dovrebbe mantenersi costante per i primi tre mesi, ogni settimana infatti il neonato dovrebbe prendere dai 150 ai 200 grammi, ovviamente ciò dipende da quanto latte il piccolo è in grado di succhiare, in generale i piccoli allattati al seno acquistano più peso di quelli allattati artificialmente.
Dai 3 ai 6 mesi invece la crescita rallenta le si rallenta leggermente ed ogni settimana il piccolo aumenterà di circa 150 grammi, un parametro per capire se tutto procede nel modo migliore è quello di verificare che al compimento del quinto mese di età il neonato abbia raddoppiato il peso della nascita.
Quali sono invece i segni che un neonato non riceve abbastanza cibo?
• insufficiente crescita di peso:
• bagna meno di 6 pannolini ( urine e/o feci ) nelle 24 ore con urine concentrate (gialle e con forte odore)
• neonato insoddisfatto dopo la poppata e che piange spesso
• poppate troppo lunghe e frequenti
• evacuazione di feci dure e secche
Ovviamente queste sono regole generali, ogni bimbo ha una sua storia e il pediatra saprà fare le giuste valutazioni.
da marina morelli
Neonati: la capacità d’apprendimento è subito attiva
Ad appena un giorno o due di vita ha già inizio il processo di apprendimento e il cervello dei piccolissimi si dimostra un lavoratore instancabile, tanto da continuare a elaborare informazioni anche durante il sonno. Lo sostengono i ricercatori dell’Università della Florida, che hanno testato le reazioni di 26 bimbi appena nati (di uno o due giorni al massimo) nel corso di un riposino, verificando l’esistenza un’attività cerebrale significativa anche mentre dormivano.
Gli studiosi hanno fatto sentire ai piccoli una musica e successivamente hanno soffiato gentilmente sulle loro palpebre chiuse. Quando, dopo venti minuti, gli esperti hanno nuovamente Continua a leggere… »
da alena
Latte e biscotti: ecco la giusta colazione per la mia piccola
Fin da quando io ero bambina mi è stato sempre ripetuto che iniziare la giornata con una buona colazione era fondamentale. Da grande non mi sono più posta il problema e ho archiviato quei consigli come le classiche leggende metropolitane. Da quando però mi dedico attivamente alla crescita della mia piccola, ho deciso di approfondire la questione e devo dire che i vari esperti con cui mi è capitato di parlare mi hanno tutti dato la stessa risposta: la prima colazione è fondamentale per affrontare la giornata, dato che è proprio al mattino che si dovrebbe fornire all’organismo il 15-20% delle calorie necessarie per tutto il giorno. Mi sono posta allora il problema di far iniziare alla mia piccola la giornata nel modo migliore. A questo proposito da qualche giorno ho trovato sui banchi del mio supermercato una novità molto allettante. Si tratta degli Happy Frollino, una nuova linea di biscotti della Plasmon, indicati proprio per colazioni e merende. Devo dire che Continua a leggere… »
da alena
Il mio bimbo inizia a nuotare: istruzioni per l’uso
Con il ritorno dalle vacanze e l’inizio del nuovo anno per qualche neo-genitore si può presentare il problema di quale sia il momento giusto per iniziare a far nuotare il proprio piccolo? In realtà i pediatri spiegano che non esiste un’età specifica per cominciare a nuotare. Tutto dipende dalla predisposizione del bambino. Un genitore però può favorire un approccio sereno facendogli vivere l’acqua come un gioco e aiutandolo ad abbandonare lentamente tavoletta e braccioli. Senza mai perderlo di vista. Eppure quando arriva il momento di mettere i bambini in acqua ogni genitore sembra sempre fin troppo preoccupato. In realtà sia pure sotto forma di gioco il bambino può entrare già nei primi mesi di vita in confidenza con l’acqua, perché è Continua a leggere… »
da alena
Giocattoli sì, giocattoli no: il dilemma di ogni genitore
Chissà quante volte vi sarete chiesti se davvero i giocattoli servano a qualcosa (e qui parlo di bimbi piccoli), visto che il pargolo gioca più che volentieri con nastrini, buste di biscotti ed altro. Eppure ogni volta che mio marito ed io andiamo in un negozio per bimbi, io finisco sempre tra gli scaffali con vestitini, biberon e altre cose chiamiamole pratiche, mentre il mio dolce consorte immancabilmente punta il naso verso il reparto giocattoli. L’ultimo acquisto era un piccolo robot (“ma ti rendi conto quanto farà bene al suo sviluppo, sarebbe un peccato non prenderlo…”), che adesso, a distanza di meno di una settima, sta raccogliendo polvere su uno scafale insieme a tutti i giocattoli di legno pedagogici e non. Insomma il problema resta e non è Continua a leggere… »
da alena
Ultimo commento:
di online il 01/1/70
Il cambio del pannolino.
Ieri, la mia tata, che è una ex maestra d’asilo nido, mi stava raccontando di come le venivano consegnati alcuni bambini la mattina. La cosa più scioccante era che di sovente i piccini venivano consegnati con il pannolino sporco. Adesso, non parliamo di come si può ridurre un pannolino durante il tragitto da casa al nido perché, è logico, se proprio gli scappa mentre sta seduto sul seggiolino in macchina, non è che si trattiene per paura di arrivare al nido con la pupù, o popò o come la vogliamo chiamare spalmata fino a metà schiena….qui parliamo di pannolini di notte non cambiati e dunque carichi di pipì e sicuramente non piacevoli da indossare. E peggio ancora, mi ha detto di aver trovato rimasugli della cena precedente nel pannolino, il che va a dimostrare che i poveri figlioli non sono stati cambiati da prima di cena.
Posso certamente capire quanto la mattina con i bambini piccoli rappresenti per tanti un momento stressante, ma qui c’è un ‘ma’ con la m maiuscola. Per quanto uno possa andare di fretta, non trovo come sia possibile non cambiare un pannolino che, diciamo la verità, si può fare tranquillamente in cinque minuti. E se cinque minuti non ce li hai, ti svegli prima la mattina.
Per chi volesse sapere esattamente quanto è importante cambiare il pannolino, andate a leggere questa pagina.
da tina
Il boom dei musei “under 12″.
Fare una passeggiata all’interno di un gigantesco cranio umano, mungere una mucca virtuale, viaggiare su una barca a remi volante: non si tratta di un film di fantascienza, ma di esperienze che ogni bimbo può fare visitando i parchi per bambini più affascinanti del mondo. I Children’s museum sono strutture create appositamente per il pubblico più giovane, che viene coinvolto con mostre interattive, giochi e laboratori per imparare interagendo e divertendosi. Il portale di prenotazioni viaggi hotels.com ne ha selezionato 10 top class con annessi pacchetti viaggio.
Il museo per bambini Zoom di Vienna, ad esempio, è dedicato ai ragazzi fino ai 14 anni ed è strutturato in quattro aree: “esibizioni interattive”, che affronta alcuni temi chiave della scienza, dell’arte, dell’architettura e della vita quotidiana, “studio”, che permette di conoscere e sperimentare le diverse tecniche artistiche con l’aiuto di alcuni artisti, “animated film studio”, dove i visitatori possono mettersi alla prova come registi, autori o tecnici del suono nella realizzazione di un cartone animato, e “oceano”, costruita come una grande area gioco a tema sottomarino.
Per continuare a leggere…
da tina
Il miglior amico, o no?
Mio nipote quest’anno non va al campo estivo e quando gli ho chiesto il perché, mi ha detto che preferiva passare il tempo con i suoi amici. Visto che anche i suoi amici di solito andavano al suo stesso campo, gli ho chiesto spiegazioni e mi ha detto che in genere tutti i gruppetti vengono divisi appena arrivati per far sì che incontrino nuove persone e stringano nuove amicizie. Niente di sbagliato, capisco il ragionamento di chi desidera che i bambini creino nuovi legami, ma capisco altrettanto bene i bambini che si scocciano di vedersi sempre allontanati dal gruppetto degli amici storici.
In effetti, quando ero bambina, odiavo questa ossessione (così mi sembrava) di essere sempre divisa dalla mia migliore amica ogni volta che bisognava lavorare in gruppi e regolarmente mi trovavo inserita in gruppetti con bimbi che di solito non frequentavo. Questo mi faceva socializzare con i bimbi del gruppo? No, non direi, forse per il breve periodo in cui dovevamo lavorare insieme, ma raramente si estendeva di più in la nel tempo e a questo punto, non saprei a cosa sia servito…
Per chi avesse voglia di leggere di più su questa tematica, ecco a voi…
da tina
Ti è volata una papera?
Ecco, per voi questa frase non significa niente, ma è ciò che mia mamma mi diceva sempre quando io da piccola cercavo di raccontarle una bugia. Non chiedetemi cosa c’entrano le papere con le bugie, ma nel mio Paese di lunghe notti estive e brevi giorni invernali, è così che viene definito quando i bambini scoprono che non necessariamente devono dire la verità e che c’è appunto un’alternativa interessante.
Il periodo esatto in cui i bambini scoprono il mondo delle bugie non lo so. So che il mio erede di anni tre ancora non l’ha scoperto, non che mi illuda che mi mentirà mai, ma semplicemente ancora non ci è arrivato. Può omettere di dirmi alcune cose, questo sì, ma non arriva ancora a costruire una bugia. Sarà questione di poco tempo, ne sono certa. Comunque, mentire fa parte dell’essere umano e dubito che esistano persone che onestamente possano sostenere di non dirne mai una (e se la dicono, secondo me stanno mentendo!).
Ma come si gestisce la situazione con i bambini? Naturalmente non devono essere incoraggiati a mentire, ma se ogni tanto vola loro una papera, beh, direi che fa parte del crescere. Se volete saperne di più su questo argomento, leggete qui.
da tina
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di anna cinzia il 01/1/70
Let’s talk about sex, Baby.
O meglio, della vita sessuale dopo l’arrivo dei figli. Che non è lo stesso, beh bisogna dirlo, per lo meno non nei primi anni e c’è un motivo molto semplice: il sonno. Ovvero, appena puoi dormire, ne approfitti e questo significa che le attività extrascolastiche, se vogliamo, vengono un po’ messe in seconda fila, ma non perché non hai voglia, no, semplicemente perché se devi scegliere tra dormire e fare qualsiasi altra cosa (sesso, film, leggere un buon libro, navigare su internet..you name it), spesso, spessissimo, al sonno viene data la prima priorità.
E’ una questione di sopravvivenza, o quasi. Dopo quasi tre anni senza mai dormire 6 ore di fila, il mio corpo si è quasi abituato a questi ritmi e fatto è che quando i miei nanerottoli mi svegliano la notte, mi addormento appena la testa tocca il cuscino. Il corpo e la psiche risentono di questa mancanza di sonno cronica e cercano di recuperare ogni minuto possibile, e questo appunto significa che il sonno viene prima del sesso la notte.
Parlando con le mie amiche ho scoperto che per quasi tutte è la stessa cosa, mentre quelle con bambini più grandi promettono che la situazione cambierà ancora una volta che i piccini sono ben avviati alla scuola materna. La speranza è l’ultima a morire, giusto?
Per chi si trova nella mia stessa situazione, ecco una pagina che potrebbe andare per voi.
da tina





