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Gli effetti dell’allattamento per lo sviluppo emozionale del bambino.
Ancora una volta, uno studio conferma come l’allattamento al seno rappresenti un vantaggio notevole per il futuro sviluppo del bambino. La ricercatrice Katherine Hobbs Knutson, dopo un’elaborazione di dati raccolti dal National Survey of Children’s Health, evidenzia come i bambini che vengono allattati al seno più raramente soffrono di problemi relazionali e d’apprendimento rispetto a chi ha assunto il latte artificiale.
La ricerca, che include la valutazione di più di 100.000 interviste con genitori, evidenzia come i bimbi cresciuti con il latte della mamma più raramente, e in più tarda età, hanno bisogno di supporto psicologico. In conclusione, la ricercatrice sottolinea come l’indagine confermi che l’allattamento al seno fa molto bene allo sviluppo del bambino, non soltanto sul piano intellettuale, ma anche su quello emozionale.
Per chi vorrebbe leggere l’articolo, pubblicato su un sito tedesco per pediatri, ecco a voi il link.
da tina
Gli effetti dell’allattamento sullo sviluppo emozionale del bambino.
Ancora una volta, uno studio conferma che l’allattamento al seno rappresenta un vantaggio notevole per il futuro sviluppo del bambino. La ricercatrice Katherine Hobbs Knutson, dopo un’elaborazione di dati raccolti sul National Survey of Children’s Health (Indagine Nazionale sulla Salute dei Bambini), evidenzia come i bambini che vengono allattati al seno più raramente soffrono di problemi relazionali e d’apprendimento rispetto a chi è stato cresciuto con il latte artificiale. La ricerca, che include la valutazione di più di 100.000 interviste con i genitori, evidenzia inoltre come i bimbi cresciuti con il latte della mamma, più raramente e in più tarda età, hanno bisogno di supporto psicologico. In conclusione, la ricercatrice sottolinea come l’allattamento al seno fa molto bene allo sviluppo del bambino, non soltanto a livello intellettuale, ma anche sul piano emozionale.
Per chi vuole leggere l’articolo pubblicato su un sito tedesco per pediatri, ecco a voi il link.
da tina
Quando smettere l’allattamento al seno.
Per quando i pediatri possano non mettersi d’accordo su alcune tematiche, su almeno una sono tutti della stesso opinione: allattare al seno fa molto bene al bebé ed è la migliore partenza che una mamma possa offrirgli. E sono pienamente d’accordo anche io ed adoro allattare, davvero, ma devo anche ammettere che pian piano che cresce il pargolo e che cresce il suo fabbisogno calorico, nutrirlo al seno diviene una gran fatica. Il mio piccolino, che adesso peserà all’incirca 7,5 chili, mangia esclusivamente al seno (escluso un vasetto di frutta quando gli va), e quando ha finito di bere io mi sento girare la testa, uno vuoto allo stomaco e sono affaticata come se avessi appena fatto tre piani di scale correndo – magari con un paio di buste della spesa in mano. Il mio pediatra mi dice di continuare fino a quando posso, visto che gli fa solo che bene, e cercherò di seguire il suo consiglio. Ma quando è giusto smettere di allattare? Ho sentito dire a 6 mesi, a 1 e addirittura 2 anni, ma voi che pensate, quando avete smesso di allattare e perché? Per saperne di più sull’argomento, personalmente sono andata a leggere qui.
da tina
Allattamento; consigli per l’avviamento.
Vorrei condividere con voi un aneddoto della vita reale: una neomamma di una certa età ha appena avuto un cesareo. Ricevuta la piccola in camera, viene invitata dai medici ad attaccarla subito al seno per avviare l’allattamento. Piena di buona volontà, la mamma prende il fagottino e se lo attacca al seno ma, a giudicare dell’espressione facciale, non sembra esattamente un’esperienza piacevole. Tanto è che dopo 5 minuti la mamma porge di nuovo la piccola nella culla dove sonnecchia per le ore successive (si sa, appena partoriti, i bimbi spesso dormono tanto, ed é solo quando si torna in casa che inizia l’insonnia…). Passano i ginecologi e, vedendo la bimba nella culla, chiedono alla mamma se ha deciso di non allattarlo. Ed ecco che la mamma inizia a lamentarsi dicendo che le ha fatto malissimo la prima volta e che le è addirittura venuto un livido! ”Un livido?….ma signora è impossibile! Ci faccia vedere…” Dopo un breve esame, il medico sospira, guarda la donna dritta negli occhi e dice: “La prossima volta che decide di allattare sua figlia, si assicuri che prenda il capezzolo e non la pelle…quello che ha lei, signora, è un succhiotto!”.
A volte le storie reali superano le barzellette.
da tina
Allattati al seno: i piccoli sentono di meno il dolore
L’ospedale Mount Sinai di Toronto ha scoperto che l’allattamento al seno è il primo (e naturale) antidolorifico per ogni neonato. Da quanto osservato pare infatti che i bambini, allattati naturalmente dalla propria madre, provino meno dolore rispetto agli altri che, ancora in fasce, hanno ricevuto un succhiotto o un placebo. La possibile spiegazione potrebbe essere Continua a leggere… »
da alena
Allattamento al seno prolungato? Niente paura si può fare anche fino a 4 anni
Molte neo-mamme sono preoccupate dal fatto che i propri piccoli stiano attaccati al seno anche per molti mesi dopo lo svezzamento, e comunque anche dopo aver compiuto un anno di età. La preoccupazione è che questo allattamento prolungato possa avere effetti negativi sia sul fisico del bimbo e sia sulla sua psiche. Niente di più falso. Gli specialisti da tempo ormai consigliano di
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da alena
Neonati e allergie: non è solo una questione ereditaria. Qualche consiglio utile
Sono tanti i genitori preoccupati di trasmettere proprie allergie ai figli. Basti pensare che questo tipo di patologie ormai interessano più del 30% di tutti gli abitanti delle zone sviluppate del mondo. Diciamo subito che un neonato con entrambi i genitori affetti da allergie, ha sicuramente una probabilità maggiore di nascere con qualche forma analoga di allergia. Tuttavia questo meccanismo non è automatico, e soprattutto spesso non si eredita la stessa malattia. In ogni caso, non bisogna preoccuparsi più di tanto, e soprattutto ci sono una serie di consigli utili da tenere a mente per evitare l’insorgere troppo facile di allergie: innanzitutto
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da alena
Allattamento al seno: una buona abitudine da promuovere
La nascita di un bimbo è quanto di più bello, normale e fisiologico ci possa essere per una donna. Purtroppo oggi si ricorre troppo spesso al parto cesareo, togliendo quello che di naturale c’è alla nascita di una nuova vita, se poi a questo ci si aggiunge che molte donne preferiscono non allattare al seno possiamo dire che di naturale non c’è più niente. C’è una associazione che si chiama La League International che aiuta le madri di tutto il mondo ad allattare al seno attraverso il supporto di
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da alena
Latte, soia o succo di carote?
Quando il mio faggotino ha iniziato a mordermi durante l’allattamento, ho deciso che era arrivato il momento di togliergli il latte materno, anche perché ormai aveva 9 mesi abbondanti. Ricordo che cercavo un po’ ovunque per capire qual’era la soluzione migliore. E credimi, non è un compito facile! Per alcuni, il latte tradizionale era la scelta imbattibile, altri parlavano in favore del latte in polvere o di crescita se vogliamo, c’èra chi diceva che il latte in genere era opera del diavolo (o per lo meno così lo facevano sembrare), e poi c’erano quelli che erano forti sostenitori del succo di carote o di soia. Alla fine, io ho optato per il latte in polvere per poi passare a quello della centrale, anche perché personalmente non rinuncio volentieri al latte e, diciamo la verità, perché è più facile.
Per saperne di più sullo svezzamento, potete andare a guardare qui.
da tina
Preparazione per l’allattamento
Tutti sappiamo quando fa bene allattare il proprio bambino, ma poche delle future mamme sanno che prima di iniziare il periodo dell’allattamento, è bene dedicare un po’ d’attenzione ai propri capezzoli. Come mai? Perché avere spesso un bebè attaccato al seno significa che la pelle comunque delicata dei capezzoli viene messa a dura prova. La suzione in se può provocare piccole lesioni, in particolare se il bebè non ha ancora imparato a succhiare bene e poi, visto che il latte continua a scorrere un po’ anche tra una poppata e l’altra, i capezzoli tendono a rimanere leggermente umidi, il che potrebbe causare ulteriori fastidi. Un modo per rafforzare i capezzoli ed evitare fastidiosi ragadi (piccoli tagli dolorosi) è iniziare ad usare una crema ad hoc già durante gli ultimi mesi della gravidanza.
Per saperne di più sulle ragadi potete andare qui ed ecco una descrizione di una delle varie creme disponibili per evitarle.
da tina





