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Crescita

Il miglior amico, o no?

Best-FriendsMio nipote quest’anno non va al campo estivo e quando gli ho chiesto il perché, mi ha detto che preferiva passare il tempo con i suoi amici. Visto che anche i suoi amici di solito andavano al suo stesso campo, gli ho chiesto spiegazioni e mi ha detto che in genere tutti i gruppetti vengono divisi appena arrivati per far sì che incontrino nuove persone e stringano nuove amicizie. Niente di sbagliato, capisco il ragionamento di chi desidera che i bambini creino nuovi legami, ma capisco altrettanto bene i bambini che si scocciano di vedersi sempre allontanati dal gruppetto degli amici storici.
In effetti, quando ero bambina, odiavo questa ossessione (così mi sembrava) di essere sempre divisa dalla mia migliore amica ogni volta che bisognava lavorare in gruppi e regolarmente mi trovavo inserita in gruppetti con bimbi che di solito non frequentavo. Questo mi faceva socializzare con i bimbi del gruppo? No, non direi, forse per il breve periodo in cui dovevamo lavorare insieme, ma raramente si estendeva di più in la nel tempo e a questo punto, non saprei a cosa sia servito…
Per chi avesse voglia di leggere di più su questa tematica, ecco a voi…

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giu  10
24
alle 08:27
da tina

Crescita

Ci vuole un amico.

198185_huggingNiente può sembrare più devastante per un bambino o un adolescente quando il migliore amico, per un motivo o un altro, decide di interrompere l’amicizia. Ma per tutti coloro che devono gestire bambini che stanno attraversando un momento così (o per i genitori che lo hanno attraversato in precedenza), ci sono buone nuove. Ebbene sì, perché nuove ricerche suggeriscono che queste relazione antagonistiche, per quanto possano essere spiacevoli, spesso possono migliorare lo sviluppo sociale ed emozionale anziché impedirlo. Certo, le relazioni non sono tutte eguali, una cosa è un rivale dentro la classe, altro è se parliamo di un ex amico diventato nemico.
I ricercatori affermano che l’impatto psicologico dipende in gran parte da come reagiscono i ragazzi. “Le amicizie creano un contesto in cui i bambini si sviluppano, ma naturalmente lo stesso contesto è creato da relazioni negative” commenta Maurissa Abecassis, psicologo al Colby-Sawyer College in New Hampshire. “Dovremmo considerare che entrambi i tipi di relazione, per quanto differenti, rappresentano una importante possibilità di crescita.”
Per approfondire questo discorso, vi raccomando di leggere questo articolo.

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mag  10
25
alle 06:08
da tina