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Niente Pc sotto i 9 anni
Meglio non usare il computer prima dei 9 anni, per poter scoprire il mondo reale prima di quello virtuale. È la richiesta di alcuni psicologi della Royal Society of Medicine al governo inglese, al quale chiedono regole restrittive in tal senso. Niente uso del telecomando, dei videogiochi e della navigazione Internet nella prima infanzia: bisognerebbe creare una zona technology free per dar modo ai piccolissimi di sviluppare le capacità di azione nello spazio, prima di quelle tecnologiche.
I bambini hanno bisogno di afferrare, toccare, sfiorare, assaggiare, guardare e muovere oggetti reali, per educare le proprie infrastrutture neurologiche e di apprendimento.
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da tina
L’età dell’indipendenza!
Complimenti! Tuo figlio che ha tra i 3 e i 4 anni sta entrando nella fase dell’indipendenza, ovvero pensa di essere un campione ed al tempo stesso cerca di capire quali sono i suoi limiti. Questo è, se non lo avete già scoperto, un periodo difficile perché se non riesci a fare quello che vorresti e se né mamma né papà capiscono la tua missione, la frustrazione potrebbe essere davvero grande. Quindi arriviamo al dunque: il ruolo fondamentale del genitore.
Allora, ognuno segue la propria metodologia ma io sono convinta che la strada più giusta sia quella della pazienza – oceani di pazienza. Per lo meno, è così che ottengo più risultati con mio figlio che sta per compiere 3 anni. Pazienza, incoraggiamento e complimenti, ovvero la carota e non il bastone. Ma quanto è difficile! A volte non so se sia più difficile per lui o per me. Io cerco di scegliere le mie battaglie ma non è sempre facile essere pedagogica dopo una giornata lunga con una casa sempre esplosa ed un fratellino che piange…
La mia tattica (per il momento) è di prevedere i conflitti così ad esempio, se riconosco dal suo sguardo che sta per iniziare a travasare i bicchieri durante la cena, semplicemente glieli tolgo prima dicendo che il fratellino sicuramente li romperà e quindi è meglio metterli a posto. L’anticipo sembra funzionare così come nel tennis o in altri sport.
Vi trovate in una situazione simile? Provate a vedere, se questa pagina potrebbe andare per voi.
da tina
Lo sviluppo del bambino piccolo.
Durante i primi anni di vita il bambino attraversa uno sviluppo straordinario. Nessun bambino cresce alla stessa maniera e anche tra fratelli ci possono essere grandi differenze. Come genitore é facile comparare, anzi é impossibile non farlo, ma é estremamente importante lasciare che ogni bambino segua i suoi di ritmi e stimolarlo secondo le sue esigenze.
Per esempio, il mio piccolo di nove mesi è un gran pigrone che non si alza, non gattona e di certo non si vuole mettere in piedi, ma in compenso mangia di tutto e di più ed ha una folta cresta di capelli. Il fratello più grande a questa età già gattonava e viveva di latte e formaggini perché non c’era pappa che gli piaceva ed era completamente calvo. Personalmente sono arrivata alla conclusione che bisogna lasciarli stare e non cercare di forzarli troppo a fare cose per cui ancora non sono pronti – tanto, la maggior parte dei bambini camminano quando iniziano la scuola materna, giusto?
Per saperne di più sullo sviluppo del primo anno di vita del bebé, potete trovare informazioni utili qui.
da tina
Crisis Management.
Una volta, in una dimensione diversa, anni e anni luce fa, mi occupavo di crisis management. Lo faccio ancora. Anzi, lo faccio su un livello molto ma molto più alto adesso. E merito sicuramente un aumento di stipendio, più qualche giorno di riposo. Per il momento, la sfida giornaliera è la gestione dei capricci del grande di 2 anni, spesso scatenati dalla gelosia verso il piccolo di 5 mesi che, guarda caso, sembra sempre giocare proprio con ‘quel’ giocattolo, anche se non lo degnava di uno sguardo da mesi. So che questa situazione è normale, che bisogna avere pazienza e cercare di immedesimarsi nei suoi panni, capire le suoi frustrazioni e comunicare al suo livello etc, ma spesso mi viene semplicemente voglia di gridargli di smetterla (lo so, non è molto costruttivo pedagogicamente parlando ma, ahimé, non sono una mamma perfetta).
Per avere delle idee nuove su come gestire queste situazioni, sono andata a leggere qualche pagina sul internet ed ho capito che alcuni bambini, durante questi attacchi di isterismo o capricci, come li vogliamo chiamare, addirittura trattengono il proprio fiato fino a diventare blu. Per fortuna, ancora non ho dovuto affrontare una situazione simile, ma giusto per essere preparata, sono andata a curiosare qui e qui.
da tina





