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Bambini e l’arte di pulire i denti.
Allo spuntare del primo dentino, inizia un nuovo capitolo nella vita del vostro bambino: spazzolare i denti (o il dente). E’ un’attività che richiede molto impegno e costanza. All’inizio, la cosa più importante è che il bambino si abitui ad avere lo spazzolino in bocca e conviene scegliere un modello con setole morbide e una testina abbastanza piccola da entrare in bocca senza creare fastidi.
Quando il bambino è piccolino, magari vi troverete più comode a pulire i denti mentre lui/lei è sdraiato sul fasciatoio. E’ importante riuscire a trovare una posizione dove lui sia comodo e dove voi riusciate a controllare bene la testolina. Più tardi, è possibile far sedere il bambino su una sedia e far poggiare la testa indietro contro il vostro corpo, una posizione che favorisce la visuale dell’adulto e permette di mantenere ferma la testa del bambino. Naturalmente bisogna affrontare la pulizia dei denti con molta calma e dedicarci tutto il tempo che richiede in modo da renderlo un rito piacevole.
Per approfondire e saperne di più, ecco un sito per voi.
da tina
Perché alcuni bambini nascono pre-termine?
I bambini che nascono prima della fine della 37esima settimana sono definiti pre-termine. Tempo fa, tutti i bambini nati con un peso basso venivano considerati pre-termine, ma adesso si sa che non è il peso, ma il tempo passato dentro l’utero, che determina se un bambino è o meno pre-termine. Visto che non hanno potuto finire il periodo di sviluppo dentro l’utero, molti dei loro sistemi biologici, come quelli che coinvolgono polmoni e fegato, non sono ancora abbastanza sviluppati per poter funzionare da soli. Spesso non si conosce la causa di un parto pre-termine o un peso alla nascita molto basso, e nella maggior parte dei casi, c’era ben poco che la mamma o il dottore potevano fare per prevenirlo.
Esiste, comunque, un numero elevato di fattori di rischio e le cause possono essere biologiche, chimiche, genetiche o una combinazione di esse. Alcune condizioni mediche croniche, che non necessariamente sono relazionate ad un parto pre-termine, tendono a complicare le gravidanze e richiedono attenzione medica per ridurre il rischio per mamma e bambino. Queste includono ipertensione, diabete, disfunzione tiroidale, disfunzione renale, cardiopatie, problemi respiratori etc. Anche il morbillo od altre infezioni durante la gravidanza, possono causare un parto prematuro. Il verificarsi di pre-ecampsia o il distacco placentare, il fatto di portare avanti una gravidanza gemellare, la mancanza di cure prenatali, un indice corporeo troppo basso, l’eta materna sotto i 17 e sopra i 35 anni, il fumo e l’uso eccessivo di alcool sono anch’essi fattori di rischio.
Per leggere di più sui bambini pre-termine, ho trovato utile questa e questa pagina.
da tina
La stitichezza nei bambini.
Anche se non sembra, può essere difficile valutare se un bambino è stitico. Infatti non è poi così importante il numero di volte che va di corpo quanto se è infastidito quando va di corpo. Si parla di stitichezza quando le feci sono dure ed il bambino soffre durante l’evacuazione.
La frequenza di defecazioni varia da bambino a bambino e cambia durante la crescita. Per i bambini che vengono allattati possono addirittura passare due settimane tra un pannolino sporco ed un altro, visto che tutte le sostanza nutrienti vengono assorbite, mentre i piccoli che prendono il latte in polvere vanno di corpo più spesso. Dopo un anno d’età , la maggior parte dei bambini va di corpo minimo ogni due giorni. I lattanti che soffrono di stitichezza piangono e diventano completamente rigidi quando vanno di corpo, i bambini un po’ più grandi diventano irrequieti e spesso camminano sulle punte dei piedi mentre bambini ancora più grandi si mettono seduti sulle ginocchia con i talloni puntati verso l’ano. Spesso non si trova una causa specifica della stitichezza, ma una febbre prolungata o feritine all’ano possono contribuire a provocarla. E’ molto importante prenderla comunque sul serio e cercare di trattarla perché spesso avvia un processo di causa-effetto per cui la stitichezza produce feci dure che creano dolori al bambino che dunque cerca di evitare di andare di corpo facendo peggiorare la situazione.
In un primo momento bisogna concentrarsi sull’alimentazione e arricchirla di molte fibre, frutta, verdura e tanta acqua. Dopo, bisogna abituare il bambino ad andare al vasetto dopo ogni pasto, dove ci deve rimanere per minimo 15 minuti, bene se con giocattoli o, per i più grandi, un cartone animato. Per saperne di più sulla stitichezza nei bambini, potete visitare questa pagina.
da tina
La crescita dei bambini.
Si sa, i bambini crescono a periodi. Il primo anno c’è un’esplosione e il bimbo triplica il suo peso, dopo di che inizia a rallentare – e meno male, perché costerebbero una fortuna in vestitini. La crescita in altezza è anche più significativa i primi due anni dove il bambino si alza dai 30 ai 40 cm. Poi, durante l’infanzia, la crescita si aggira attorno ai 5-6 cm all’anno prima di fare la corsa finale nella pubertà , dove la crescita è di a 8 – 10 cm ogni anno. Per un genitore è un piacere osservare come il pargolo diventa più grande, sia in altezza che di peso, e lo prendiamo come un segno di buona salute – a ragione, perché se il bambino non cresce come deve scatta un campanello d’allarme.
Comunque, è importante sottolineare che non si possono comparare i bambini. Alcuni sono piccoli, altri alti, alcuni grassi, altri magri etc. esattamente come tutti i genitori sono diversi. Quello che conta, invece, è il peso del bambino. Un neonato di 2400 grammi deve, se cresce bene, pesare 6,5 kg a 6 mesi, mentre un bambino nato a 4,5 kg dovrebbe pesare intorno ai 10. Il bambino più grande deve dunque prendere di più rispetto al piccolo anche se tutti e due seguono la tabella per la crescita e stanno bene. In questa pagina e anche qui potete approfondire la tematica.
da tina
La bronchite.
Durante l’inverno succede spesso che i bambini tornano dall’asilo o dal nido con la febbre o con la tosse e una delle prime domande che si fanno i genitori è: avrà la bronchite? Visto che durante gli ultimi mesi ho incontrato molti genitori attanagliati da questo dubbio nella sala d’aspetto del pediatra, ecco una breve descrizione di cosa é la bronchite:
La bronchite e una malattia infettiva per lo più di origine batterica che colpisce i bronchi, cioè i condotti che portano l’aria inspirata ai polmoni. Il medico fa diagnosi di bronchite dopo aver visitato e auscultato il torace. Si manifesta con febbre e la tosse, appunto. Spesso la febbre tende a stabilizzarsi intorno ai 38-39 gradi, mentre la tosse diventa sin da subito produttiva, dando spesso luogo a eliminazione di muco. L’andamento della bronchite dipende dalla tempestività della cura, dalle condizioni generali del paziente e dalla possibile insorgenza di complicazioni. Per risolvere la bronchite, il pediatra prescriverà antibiotici mirati ma sono anche utili l’umidificazione dell’ambiente e l’utilizzo di mucolitici per aerosol.
La bronchite viene favorita, più che dalla diminuzione in se della temperatura, dal fatto di rimanere spesso in ambienti chiusi con scarso ricambio d’aria e la maggior parte delle bronchiti si contrae a causa di virus o batteri trasmessi da persona a persona attraverso il respiro. Poi, il fatto di passare molto tempo in ambienti riscaldati con l’aria asciutta rende più difficile per l’organismo mantenere l’umidità necessaria alle mucose per svolgere la loro funzione protettiva.
Per saperne di più sulle malattie invernali, vi consiglio questa pagina.
da tina
La dieta bilanciata per i bambini piccoli.
L’ora della cena si avvicina e la cuoca/cuoco rovista disperatamente il frigo alla ricerca di un´idea innovativa per non proporre l’ennesima volta le polpette al sugo o il petto di pollo. Non so se la situazione vi sembra familiare, ma a casa nostra è un problema ricorrente: la mancanza di fantasia nel cucinare.
E’ vero, spesso le nuove proposte culinarie vengono sputate appena sfiorate con la bocca, ma d’altro lato non ci si può sempre nutrire degli stessi ingredienti. Prima, quando bastava riscaldare un vasetto Plasmon ed aggiungerlo al brodo vegetale, la situazione era decisamente più facile. Bastava fare una scorta di diversi tipi di vasetti e voilà : un giorno il pargolo mangiava coniglio, l’altro struzzo e il terzo cavallo. Voi avete mai cucinato il cavallo? E lo struzzo?
da tina
I capricci alimentari dei bambini.
Ma perché i bambini mangiano di tutto al nido – ceci e spinaci inclusi – quando mangiano solo cinque alimenti a casa? Sará forse la compagnia degli altri bambini, ma il fatto é che mio figlio di 2 anni é diventato un mangiatore estremamente selettivo quando si trova a tavola con noi. Non conto piú le sere dove ha voluto solo pane bianco con burro e latte caldo…ma questa non si puó chiamare cena! La frutta e il pesce devo dire, in genere li mangia, ma tutto il resto no. E una fase, ne sono sicura, ma quando passerá? Io comunque mi rifiuto di cucinare piatti extra per lui: si mangia ció che c´é in tavola, perché altrimenti la mamma non fa altro che cucinare e diciamo che non é esattamente la mia passione. Ma dove é il limite? Vorrei che lui assumesse tutte le sostanze di cui ha bisogno e allo stesso tempo non voglio indurlo a credere che sará sempre assecondato a tavola e che sono la sua cuoca personale (anche se un po’ alla fine lo sono). Se qualcuno ha dei buoni consigli per superare questo momente culinario difficile, mi faccia sapere.
da tina
Le regole della strada.
Ormai la grande maggioranza dei bambini viene accompagnata in macchina a scuola, ma questo non significa che è fondamentale insegnargli come ci si comporta nel traffico che di sicuro non si impara dal sedile posteriore di una macchina. Un buon inizio è insegnare ai piccoli le regole basilari come il significato della luce verde e quella rossa. E ricordate genitori, i vostri bambini vi copiano e dunque, non attraversate mai con il rosso se volete che vostro figlio aspetti il verde (sì, lo so, è davvero l’ ABC, ma nondimeno si vedono spesso adulti con bambini che attraversano la strada con il rosso).
Ma quando può un bambino andare da solo per strada? Una regola dice che quando arriva ai 10 – 12 anni, il bambino ha l’altezza e l’esperienza necessaria per poter camminare da solo, ma naturalmente bisogna sempre valutare ogni bambino a sè.
Per saperne di più, potete andare qui o qui.
da tina
Viaggiare in aereo con bambini piccoli.
Prima di prendere il primo volo con il mio piccolo di allora tre mesi, ero terrorizzata all’idea di dover affrontare quattro ore su un sedile piccolo con in braccio un bebé inconsolabile, ed immaginavo scene di pianti incontrollabili e gli sguardi degli altri passeggeri tra l’odio e la pietà . Per fortuna, non è andato esattamente così, anche se ci sono stati degli episodi di pianto ma, seguendo il consiglio del mio pediatra ed allattando al decollo e all’atterraggio, dove i piccoli possono avvertire mal d’orecchi, è andato piuttosto bene. Poi, crescendo, è diventato un po’ più difficile tenerlo buono durante i voli, ma chiedendo agli hostess un posto con sedili liberi accanto, quanto l’aereo non è stato pieno, è stato possibile farlo dormire straiato sui sedili, il che è stato un vero sollievo contro averlo sempre in braccio.
Per chi di voi genitori sta programmando un viaggio che richiede una trasferta in volo, potete trovare qualche informazione utile qui.
da tina
L’ABC della febbre nei bambini.
La febbre é il meccanismo di difesa del corpo per combattere virus o batteri. Il corpo cerca di creare una temperatura tale che virus e batteri non possano sopravvivere e, cosà facendo, la febbre aiuta il corpo a combattere la malattia. Ma cosa si fa quando al bambino gli vengono gli ochhi lucidi , le gote rosse e la fronte bollente? Beh, il mio pediatra mi ha dato 6 semplici consigli:
1. Dare tanti liquidi, poco alla volta ma spesso. Non fa niente se non mangia per un paio di giorni, la cosa importante é che beva.
2. Riposo, tanto, anche se non deve stare al letto se ha voglia di giocare, ma deve avere sempre la possibilitá di sdraiarsi e riposare.
3. Quando il bambino ha la febbre alta, spesso basta lasciarlo con un body o un pannolino per facilitargli il raffreddamento. Attenzione anche alla temperatura della stanza, deve essere fresca ma senza spifferi e correnti d’aria.
4. Se al bambino gli vengono i brividi mentre la temperatura sale, va bene coprirlo con una coperta, ma quando la temperatura si é stabilizzata ed il bambino inizia a sudare, deve essere tolta per essere poi cambiato.
5. Qualsiasi farmaco per combattere la febbre deve essere approvato dal proprio pediatra.
6. I bambini malati sono spesso stanchi ed irritabili. Dormono molto e quando sono svegli vogliono avere accanto a sé la mamma e va piú che bene assecondarli un po’.
Se volete saperne di piú sulla febbre nei bambini, vi raccomando questo sito.
da tina





