Posts Taggati come ‘bambini’

Alimentazione, Plasmon

Che fare se ai vostri piccoli non piacciono le verdure?

3dzuppaChe ai bimbi piccoli non piacciano le verdure è ormai cosa nota. E allora cosa fare?

Prima di tutto date il buon esempio. Vedere la mamma e il papà consumare abitualmente le verdure a tavola o durante gli spuntini, stimola la predisposizione del piccolo verso questi alimenti. Imporre le verdure come un obbligo invece non farà altro che aumentare le resistenze del bambino.

Preparate ricette sempre allegre, saporite e colorate al posto della verdura cotta sempre alla stessa maniera. Tagliate le verdure a cubetti o rondelle e mischiate i colori delle varie verdure.

E se non avete molto tempo per preparare questi piatti vi consigliamo “la Zuppa di Verdure Miste Plasmon”, in pratiche buste monodose.

Una zuppa con tanti cubetti di verdura colorata che sicuramente il vostro piccolo apprezzerà.

E’ adatta per i bambini che iniziano a masticare, a partire dal 10° mese compiuto, salvo diverso parere del Pediatra. Non contiene conservanti né coloranti, come per legge.

Tagliate le verdure insieme a lui, giocate a creare delle piccole forme, stelline, cerchietti, così che il bimbo si approcci a questi ingredienti considerandoli una fonte di gioco e di divertimento.

Variate le qualità proposte cercando di assecondare i suoi gusti. L’apporto di elementi nutritivi per la crescita del bambino in genere non sono presenti in una sola verdura ma in più di esse. Il ferro degli spinaci ad esempio, si può trovare sia nelle verdure a foglia verde, sia nel fegato, sia nella frutta secca.

E voi cosa fate per insegnargli a mangiare più verdure?

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ott  11
13
alle 11:08
da marina morelli

Alimentazione

L’alimentazione dei bambini nel primo anno di vita

pappaFino ai sei mesi di vita il bambino cresce grazie al latte materno, ricco di aminoacidi e di acidi grassi utili per lo sviluppo rapido del cervello, contiene inoltre tra gli agenti antibatterici le immunoglobuline indispensabili per la prevenzione di infezioni, infine enzimi ed ormoni per la crescita e lo sviluppo.

Qualora la mamma non abbia il latte necessario per il nutrimento del bambino può essere utilizzato il latte artificiale che riprende i valori nutrizionali del latte materno, ma deve essere assunto secondo le dosi consigliate dalla ditta produttrice, solo quando il bambino lo richiede e attraverso strumenti sterilizzati. L’unica pecca di questo tipo di latte è che non garantisce una difesa immunitaria adeguata, con possibilità nel corso degli anni di sviluppare eventuali reazioni allergiche.

Problematica è la fase dello svezzamento. Regola fondamentale è non eliminare bruscamente il latte materno dall’alimentazione, piuttosto ne è consigliata l’integrazione progressiva con altri alimenti.

I pediatri consigliano: latte in polvere, latte liquido per neonati, biscotti, pappe, pastine, omogeneizzati, liofilizzati, brodi vegetali, creme, semolino, formaggini e purea di frutta.

Cibi diversi dal latte sono consigliabili dai sei mesi in poi, l’introduzione di questi facilita lo sviluppo del linguaggio e aiuta la masticazione. In questa prima fase introdurre cereali accompagnati dal latte, passati di verdura, omogeneizzati e purea di frutta. Quattro devono essere i pasti principali nel corso della giornata: due a base di latte o latticini, due a base di minestrine (brodo di carne, verdura o omogeneizzati).

A partire dai nove mesi introdurre progressivamente pesce magro preferibilmente cotto a vapore, privato delle parti grasse, frullato. Ritardare l’inserimento di molluschi e crostacei fino all’anno di età.

L’uovo è consigliato dopo i nove mesi. Inizialmente deve essere dato al piccolo solo il tuorlo, successivamente l’uovo intero.

L’alimentazione deve essere ricca di frutta e verdura. La mamma deve alternare verdure diverse per individuare quelle che il bambino non tollera.

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ago  11
4
alle 01:20
da marina morelli

In salute

L’importanza degli animali per la crescita del bambino

gattoDopo i genitori il migliore amico del bambino è l’animale. È emerso come il rapporto che si viene a creare tra il bambino e gli animali getti le basi per un legame solido e positivo con gli adulti e gli altri bambini.

Su questa linea da qualche anno si è fatta strada la pet-therapy (zoo-terapia) per la cura di diverse patologie fisiche e psichiche. Viene utilizzata per la riabilitazione fisica dopo incidenti e in particolari casi di handicap fisici più o meno gravi. Gli animali adoperati dalla pet-therapy sono: cani, gatti, cavalli, criceti, conigli, asini e delfini.

Questa nuova cura si è diffusa da pochi anni anche in Italia coinvolgendo bambini e adolescenti con difficoltà ad interagire con gli altri e il loro ambiente circostante.

Non sono da sottovalutare, però, le malattie (zoonosi) che alcuni di questi animali possono trasmettere ai piccoli e anche alle donne incinte, di solito attraverso morsi, graffi, o dal contatto con le deiezioni o la loro saliva.

Tra le zoonosi più diffuse riscontriamo la rabbia, la tigna (infezione della pelle causata da vari tipi di funghi che si trovano nel suolo, sulla pelle degli esseri umani e degli animali domestici), la rickettsia (infezione trasmessa dalle zecche infette da malattia di ricket).

Il pediatra saprà darvi le migliori indicazioni per la cura di queste malattie.

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giu  11
13
alle 10:30
da marina morelli

Senza categoria

La cura dei capelli dei bimbi

neonatiLavare i capelli al nostro piccolo non è proprio una impresa facile. Per molti di loro è solo una scoperta nuova, per altri invece è una cosa fastidiosa che non gradiscono.

Molto probabilmente il vostro bambino nascerà con pochi capelli, giusto un po’ di peluria in testa. I suoi capelli sono destinati a cadere nel giro di un paio di settimane per poi ricrescere definitivamente.

Di cosa avete bisogno?

  • Shampoo per bambini
  • Una ciotolina per versargli l’acqua in testa
  • Asciugamani morbidi

Ecco come fargli uno shampoo senza spaventarlo:

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apr  11
6
alle 01:16
da marina morelli

Alimentazione

La vitamina A protegge i polmoni dei neonati

childUno studio condotto dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora (Usa) e pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha evidenziato l’importanza della vitamina A per i polmoni dei nascituri.

I figli di madri a cui è stata somministrata la vitamina A prima, durante e dopo la gravidanza avevano funzioni polmonari migliori di circa 40 ml rispetto ai figli le cui madri hanno ricevuto supplementazioni di beta-carotene o placebo – spiega William Checkley, principale autore dello studio -.Ciò rappresenta un aumento del 3% circa della funzionalità polmonare.

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mar  11
26
alle 10:56
da marina morelli

Senza categoria

La malattia di Kawasaki dei bambini

No non è la malattia dei motociclisti ma una forma di vasculite, che è una infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni. Ha una patogenesi autoimmunitaria, ovvero una sorta di reazione non controllata del sistema immunitario nei confronti delle pareti dei vasi.

Colpisce maggiormente i bambini dai 2 ai 4 anni. Il primo sintomo è la febbre che dura 9-10 giorni. Compare poi arrossamento cutaneo, simile alle irritazioni del morbillo o della scarlattina, orticaria, pustole.

L’irritazione può includere il tronco, le estremità e a volte anche l’area intorno al pannolino ed è accompagnato da arrossamento congiuntivale, lesioni della bocca, con intenso arrosamento della lingua. Questa fase può durare da due a tre settimane ed è seguita da desquamazione delle mani e dei piedi.

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mar  11
24
alle 10:31
da marina morelli

Capricci, Consigli amichevoli, I pareri degli esperti

Pulizia dei dentini: consigli utili per bimbi capricciosi

servizio_bambini_03_bigIl mio bimbo fa capricci terribili ogni sera quando si tratta di lavarsi i dentini, Devo dire che per stanchezza spesso io cedo e lo lascio andare a letto senza la necessaria pulizia. So bene però che sbaglio e so anche che sarà mio figlio a pagarne le conseguenze e per questo ho chiesto al mio dentista dei consigli su come gestire questa situazione ed ecco a voi i suoi consigli che, per comodità vostra, ho sintetizzato in 10 punti:

• Comprate lo spazzolino assieme a vostro figlio, – uno per te ed uno per lui, meglio se il suo è divertente, con colori, figurine etc.
• Lavate i denti in una stanza diversa dal bagno
• Lasciate che il bambino giochi con lo spazzolino fuori orario – in questa maniera si abitua alla sensazione dello spazzolino in bocca mentre è lui che controlla i movimenti.
• Prendete una bambola/pupazzo a cui lavare i denti. Lasciate che vostro figlio lavi i vostri denti prima di lavarglieli. Continua a leggere… »

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set  10
8
alle 12:07
da alena

Consigli amichevoli, Giochi

Bambini in cucina: come prevenire incidenti pericolosi

cucina_djecoE’ sicuramente una delle maniere perfette per passare un po’ di tempo assieme al proprio bambino: coinvolgerlo allegramente nelle faccende di cucina. Un divertimento che naturalmente però richiede delle precauzioni per evitare che i piccoli si facciano male. Tanti genitori sono attenti all’acqua calda del rubinetto, ma ci sono molti altri pericoli in agguato che bisogna prendere in considerazione come mettere le mani nel forno a microonde, versare liquidi caldi o tirar via le pentole dal fuoco. Ogni anno, le sale di primo soccorso accolgono migliaia di bambini con bruciature. Per prevenirle, l’Accademia Americana di Pediatria (AAP) ha pubblicato i seguenti consigli:

• Ricorda che il vapore è più caldo dell’acqua bollente. State attenti quando i
bambini si trovano nelle vicinanze di vasche da bagno o pentole con acqua bollente.

• Impostate la vostra caldaia in modo che la temperatura massima non superi i 49°.

• Non lasciate mai i mestoli nella pentola mentre cucinate.

• Assicuratevi che la tovaglia non tocchi terra. Tante bruciature si verificano quando i bambini afferrano o inciampano su un angolo della tovaglia. Continua a leggere… »

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lug  10
26
alle 03:36
da alena

In salute

Gli occhi dei bambini.

child-with-glasses-istock-747730Essendo prematuro di tre settimane, il bambino più piccolo è stato sottoposto ad una serie di visite oculistiche mentre stava in ospedale. Ciò è stato necessario poiché l’arrivo precoce potrebbe avere come conseguenza l’incompleta formazione della cornea. Ricordo ancora quanto mi ha fatto pena quando gli hanno tenuto aperto quegli occhi piccoli-piccoli, puntando dentro la luce fortissima della torcia (o almeno così è sembrata a me, ma avevo partorito da pochi giorni e ancora ero super-stra protettiva/sensibile).
Per fortuna non hanno riscontrato dei difetti, anche se naturalmente non potevano promettermi che tutto era a posto. Intanto mi hanno consigliato di dargli delle gocce di vitamina E per aiutare la crescita delle cornee e poi portarlo a fare una visita oculistica quando sarebbe cresciuto un po’. Generalmente, però, l’oculista mi ha spiegato che i bambini dovrebbero essere sottoposti alla prima visita oculistica completa all’età di tre o quattro anni. E, come sempre quando si ha a che fare con i bambini, sarebbe bene cercare di preparare il bambino ad affrontare questa seduta, magari spiegandolo che forse sarà necessario mettere qualche goccia di collirio negli occhi.
Per leggere di più sull’argomento e per capire esattamente come viene visto il mondo attraverso gli occhi dei più piccoli, vi consiglio questo sito.

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giu  10
21
alle 08:26
da tina

Crescita

I bambini ed il rispetto per il prossimo.

children-natureQuesta mattina, ancora mezza assonnata (visto che il mio piccolo sta mettendo i denti) ho schiacciato una lumaca sulla strada andando in ufficio. Stavo con la testa altrove quando ho sentito crack ed ho sentito scivolare leggermente un tacco e, guardando in giù, ho visto la povera bestiola completamente spiaccicata sul marciapiede. E quanto mi è dispiaciuto! Dove voglio arrivare con questo discorso? Beh, fondamentalmente vi sto raccontando questo dramma perché mi ha fatto rammendare quanto sia importante insegnare ai nostri bambini il rispetto per tutto ciò che ci circonda, che sia natura, animali o essere umani.
Troppo spesso si sentono o si vedono bambini che si divertono a maltrattare animali, strappare le ali di insetti, tirare sassi ai pescolini in uno stagno e così via, per non parlare del mancata rispetto per l’ambiente (e qui non voglio nemmeno iniziare perché trovo scandaloso come viene trascurato questo aspetto dell’educazione da parte di tanti genitori).
Sicuramente, quando i miei di figlioli saranno un po’ più grandicelli, i nostri giri allo zoo e al parco saranno ampliati con giri un po’ più avventurosi in montagna e al mare dove c’è tanto da imparare e studiare, mentre per chi ha i bambini più grandi, il WWF offre delle vacanze in pieno contatto con la natura che, a sentir dire mio nipote di 12 anni, “sono fichissime”.
Madre Natura, here we come!

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giu  10
4
alle 07:56
da tina