Posts Taggati come ‘bambini’
Quando i bambini fanno cogh, cogh, cogh…
Tosse, catarro, starnuti… eh sì, anche se l’inverno ormai dovrebbe essere agli sgoccioli, per le mamme e i papà si prevede ancora un bel pò di tempo con nasini che colano e sonno disturbato per i colpi di tosse. A casa nostra non passa una notte senza che ci svegliamo perché i piccoli tossiscono e fino ad ora non siamo riusciti a trovare un rimedio efficace per attenuarla. Il pediatra raccomanda di portare pazienza e dice che tutti i piccoli tossiscono in questa stagione e che questo serve a liberare i loro polmoni dal catarro e che un pò di camomilla o latte caldo con miele può dare sollievo.
Se anche voi avete dei pargoli che tossiscono come dei leoni marini dopo una notte brava, forse potete trarre ispirazione, o sollievo, visitando questa pagina.
da tina
Apprendere dalla vita.
Ecco che ci risiamo: l’educazione dei bambini. Ammetto che è un argomento che in questo periodo va affrontato spesso a casa nostra, specialmente perché il figliolo di 2 anni sta diventando un po’ manesco con gli amichetti di gioco, il che non va affatto bene. Parlando ieri con mio marito, abbiamo deciso che per noi, educare nostro figlio significa aiutarlo a conoscere la società e la cultura in cui crescerà. Pensiamo che gran parte dell’educazione consiste nella sua partecipazione alla vita quotidiana dove apprendere come comportarsi vedendo gli adulti e gli altri bambini. Questo naturalmente significa anche che noi dobbiamo stare molto attenti a ciò che diciamo e ancora di più a cosa facciamo, perché il “Non fare come faccio io ma come ti dico di fare” secondo noi non funziona affatto.
Naturalmente, i bambini piccoli non riescono sempre a controllare le loro emozioni o esprimerle in maniera socialmente accettabile, ma vedendo come si comporta mamma e papà ci si augura che prima o poi capiranno che non bisogna strillare nel supermercato quando non si può avere una confezione di cioccolatini.
Per saperne di più sulle primi fasi dello sviluppo sociale, questo potrebbe essere il sito che va per voi.
da tina
C’è connessione tra la voglia di dolci e depressione?
“I bambini che manifestano una forte preferenza per cibi dolci, hanno una possibilità più alta di avere sintomi di depressione.“ Ecco la sentenza di alcuni scienziati del Monell Centre in USA. Il team ha studiato 300 bambini tra i 5 e i 12 anni di età a cui sono stati somministrati 5 bicchieri di acqua con differenti contenuti di zucchero. Quelli tra loro che avevano in famiglia problemi d’alcoolismo e che evidenziavano sintomi depressivi erano anche quelli che prediligevano il sapore più dolce. I bambini in queste categoria tipicamente preferivano il 24% di saccarosio, mentre i bambini senza depressione o problemi di alcoolismo in famiglia, tendevano a preferire il 18% di saccarosio.
La dott.ssa Julie Mennella ha commentato: ‘E’ possibile che alcuni tipi di bambini siano particolarmente attratti da un sapore di dolce intenso per via della loro biologia sottostante.’ Comunque, sottolinea che questo studio non necessariamente significa che un bambino che presto manifesta preferenze per cibi dolci sarà più predisposto a sviluppare l’alcoolismo più tardi nella vita o debba necessariamente soffrire di depressione.
Per leggere l’intero articolo in inglese, andate qui.
da tina
Quando i bambini balbettano.
Il balbettìo è un disturbo del linguaggio che è caratterizzato principalmente dalla ripetizione spasmodica di suoni, in particolare delle consonanti iniziali, dal prolungamento dei suoni vocali e da esitazioni. Se il vostro piccolo di 2 anni balbetta un po’, in genere non c’è da preoccuparsi, visto che si sta appropriando del linguaggio e ancora deve imparare a mettere assieme le parole. Se invece improvvisamente il vostro bambino più grandicello inizia a balbettare, il consiglio è di ignorare il problema il più possibile, visto che probabilmente vostro figlio non darà importanza al disturbo se non la darete neanche voi e, in questo modo, supererà in fretta il problema.
Nel caso in cui il disturbo non si risolve da solo, o se peggiora, bisogna contattare la pediatra per poter affrontare al meglio la situazione. Intanto, per saperne di più, potete visitare questo sito.
da tina
La canzone del momento.
Prima di avere bambini, mi capitava spesso di canticchiare una canzone di, diciamo, The Queen, quando facevo la doccia, lavavo i piatti o preparavo la cena…sai, quei momenti quando uno è spensierato ed esce dalla bocca la prima melodia che ti viene in mente. Con due pargoli piccoli la situazione è cambiata. Non nel senso che non canto più sotto la doccia, ma il mio repertorio non è più “We are the Champions” ma piuttosto “Il coccodrillo come fa?”. Non c’è verso di togliermelo dalla testa. Prima di quella era “Il gatto puzzolone” seguito da “Le tagliatelle di nonna Pina” e “Mamma, fammi tante coccole” che ronzavano costantemente nella mia testa ma, a sentire i miei amici con bambini piccoli, non sono l’unica ad aver subito una rivoluzione musicale.
E così, visto che il passaggio delle canzoni dello Zecchino d’Oro sembra essere la regola per i piccini da uno ai tre anni, tanto vale preparasi in anticipo, magari imparando i testi per bene, e così forse vi conviene fare un salto qui.
da tina
Ultimo commento:
di Manu il 01/1/70
Quando il bambino bagna il letto.
Per il grande dispiacere di tanti bambini, e mamme, bagnare il letto durante la notte è piuttosto normale. Mentre la maggior parte dei bambini sono capaci di rimanere asciutti durante il sonno dopo aver imparato ad usare il vasino, circa il 20% dei bambini di sei anni ancora fa la pipì a letto. Il problema è più accentuato con i maschi visto che lo sviluppo fisico è più lento. I motivi di questo fastidio variano molto da persona a persona, ma ecco un elenco di alcune delle cause più comuni:
• lento sviluppo della muscolatura della vescica. In questi casi, il muscolo della vescica si contrae e vacua la vescica quando questa è solo piena a metà.
• Alcuni bambini producono semplicemente una grande quantità di urina durante la notte poiché il meccanismo che rallenta la produzione di urina durante la notte non è del tutto sviluppato.
• Anche la genetica influisce quando un bambino fa la pipì a letto. Nelle famiglie dove uno dei genitori ha avuto questo problema, c’è il 40% di possibilità che anche i figli ne soffriranno. Se tutti e due i genitori ne soffrivano superati i tre anni d’età, la probabilità che lo faranno i figli aumenta al 70%.
• Alcuni bambini fanno la pipì a letto se sono preoccupati o ansiosi.
• Un’infezione nel tratto urinario può esserne la causa.
• Alcune medicine, come anche bibite con caffeina e la cioccolata, possono avere effetti diuretici, aumentando la produzione d’urina.
• Anche alcune malattie come il diabete possono essere la causa se il bambino continua a bagnarsi a letto.
Per avere ulteriori informazioni, vi raccomando di leggere questa pagina.
da tina
La displasia dell’anca nei bambini.
Quando una donna rimane incinta, inizia un rapido crescendo di analisi e visite mediche. Ciò può essere un tantino fastidioso, sia per il tempo speso ad aspettare nelle varie sale da visita sia per il lato economico, ma cosa non si fa per tutelare la salute del proprio figlio e per essere rassicurata che tutto vada bene? Le visite, comunque, non finiscono con il parto, e si concentrano sul nuovo arrivato che viene sottoposto ad una marea di esami (oculistica, sangue etc).
Una delle visite prescritte del pediatra è un’ecografia dell’anca quando il bambino arriva a circa tre mesi d’età. Questa serve per escludere la presenza di una displasia dell’articolazione, difetto che potrebbe risultare molto invalidante. In se, l’ecografia è un esame che dura pochissimo e non reca nessun dolore al bambino, che può provare al massimo un po’ di fastidio nel rimanere immobile sul fianco per alcuni minuti.
Per saperne di più sul perché è così importante diagnosticare un’eventuale displasia dell’anca il più presto possibile, vi suggerisco di leggere questo articolo.
da tina
Bambini e l’arte di pulire i denti.
Allo spuntare del primo dentino, inizia un nuovo capitolo nella vita del vostro bambino: spazzolare i denti (o il dente). E’ un’attività che richiede molto impegno e costanza. All’inizio, la cosa più importante è che il bambino si abitui ad avere lo spazzolino in bocca e conviene scegliere un modello con setole morbide e una testina abbastanza piccola da entrare in bocca senza creare fastidi.
Quando il bambino è piccolino, magari vi troverete più comode a pulire i denti mentre lui/lei è sdraiato sul fasciatoio. E’ importante riuscire a trovare una posizione dove lui sia comodo e dove voi riusciate a controllare bene la testolina. Più tardi, è possibile far sedere il bambino su una sedia e far poggiare la testa indietro contro il vostro corpo, una posizione che favorisce la visuale dell’adulto e permette di mantenere ferma la testa del bambino. Naturalmente bisogna affrontare la pulizia dei denti con molta calma e dedicarci tutto il tempo che richiede in modo da renderlo un rito piacevole.
Per approfondire e saperne di più, ecco un sito per voi.
da tina
Perché alcuni bambini nascono pre-termine?
I bambini che nascono prima della fine della 37esima settimana sono definiti pre-termine. Tempo fa, tutti i bambini nati con un peso basso venivano considerati pre-termine, ma adesso si sa che non è il peso, ma il tempo passato dentro l’utero, che determina se un bambino è o meno pre-termine. Visto che non hanno potuto finire il periodo di sviluppo dentro l’utero, molti dei loro sistemi biologici, come quelli che coinvolgono polmoni e fegato, non sono ancora abbastanza sviluppati per poter funzionare da soli. Spesso non si conosce la causa di un parto pre-termine o un peso alla nascita molto basso, e nella maggior parte dei casi, c’era ben poco che la mamma o il dottore potevano fare per prevenirlo.
Esiste, comunque, un numero elevato di fattori di rischio e le cause possono essere biologiche, chimiche, genetiche o una combinazione di esse. Alcune condizioni mediche croniche, che non necessariamente sono relazionate ad un parto pre-termine, tendono a complicare le gravidanze e richiedono attenzione medica per ridurre il rischio per mamma e bambino. Queste includono ipertensione, diabete, disfunzione tiroidale, disfunzione renale, cardiopatie, problemi respiratori etc. Anche il morbillo od altre infezioni durante la gravidanza, possono causare un parto prematuro. Il verificarsi di pre-ecampsia o il distacco placentare, il fatto di portare avanti una gravidanza gemellare, la mancanza di cure prenatali, un indice corporeo troppo basso, l’eta materna sotto i 17 e sopra i 35 anni, il fumo e l’uso eccessivo di alcool sono anch’essi fattori di rischio.
Per leggere di più sui bambini pre-termine, ho trovato utile questa e questa pagina.
da tina
La stitichezza nei bambini.
Anche se non sembra, può essere difficile valutare se un bambino è stitico. Infatti non è poi così importante il numero di volte che va di corpo quanto se è infastidito quando va di corpo. Si parla di stitichezza quando le feci sono dure ed il bambino soffre durante l’evacuazione.
La frequenza di defecazioni varia da bambino a bambino e cambia durante la crescita. Per i bambini che vengono allattati possono addirittura passare due settimane tra un pannolino sporco ed un altro, visto che tutte le sostanza nutrienti vengono assorbite, mentre i piccoli che prendono il latte in polvere vanno di corpo più spesso. Dopo un anno d’età, la maggior parte dei bambini va di corpo minimo ogni due giorni. I lattanti che soffrono di stitichezza piangono e diventano completamente rigidi quando vanno di corpo, i bambini un po’ più grandi diventano irrequieti e spesso camminano sulle punte dei piedi mentre bambini ancora più grandi si mettono seduti sulle ginocchia con i talloni puntati verso l’ano. Spesso non si trova una causa specifica della stitichezza, ma una febbre prolungata o feritine all’ano possono contribuire a provocarla. E’ molto importante prenderla comunque sul serio e cercare di trattarla perché spesso avvia un processo di causa-effetto per cui la stitichezza produce feci dure che creano dolori al bambino che dunque cerca di evitare di andare di corpo facendo peggiorare la situazione.
In un primo momento bisogna concentrarsi sull’alimentazione e arricchirla di molte fibre, frutta, verdura e tanta acqua. Dopo, bisogna abituare il bambino ad andare al vasetto dopo ogni pasto, dove ci deve rimanere per minimo 15 minuti, bene se con giocattoli o, per i più grandi, un cartone animato. Per saperne di più sulla stitichezza nei bambini, potete visitare questa pagina.
da tina






