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10 consigli su come affrontare la pulizia dei denti.
Il mio terrorista di due anni ancora va quasi in iperventilazione quando gli comunico che è ora di lavarsi i denti e devo ammettere che non ho la forza (fisica, psicologica etc) di affrontarlo ogni sera. So bene che sbaglio e so anche che sarà mio figlio a pagarne le conseguenze e per questo ho chiesto al mio dentista dei consigli su come gestire questa situazione ed ecco a voi i suoi consigli che, per comodità vostra, ho sintetizzato in 10 punti:
• Comprate lo spazzolino assieme a vostro figlio, – uno per te ed uno per lui, meglio se il suo è divertente, con colori, figurine etc.
• Lavate i denti in una stanza diversa dal bagno
• Lasciate che il bambino giochi con lo spazzolino fuori orario – in questa maniera si abitua alla sensazione dello spazzolino in bocca mentre è lui che controlla i movimenti.
• Prendete una bambola/pupazzo a cui lavare i denti. Lasciate che vostro figlio lavi i vostri denti prima di lavarglieli.
• Giocare con il dentifricio va benissimo se contribuisce a motivare il bambino a lavarsi i denti. Molto probabilmente il piccolo lo mangerà e per questo è importante non esagerare con la quantità e solo usare quello che equivale a metà dell’unghia di un mignolo.
• Iniziate con calma ed aumentate pian piano quando il bambino lo accetta – e magari lo trova divertente. Se non arriverete a pulire tutta la bocca ogni volta, concentratevi in zone diverse ad ogni lavaggio.
• Cercate di fermarvi mezzo secondo prima di arrivare alla soglia di tolleranza di vostro figlio per poi aumentare fino ad arrivare a lavare tutti i denti ogni volta.
• Non usate mai la forza ma la motivazione, – vi porterà molto più lontano.
• Alcuni bambini adorano gli spazzolini elettrici, altri li detestano ma vale la pena provare.
Bambini stanchi non collaborano molto volentieri. Cercate di spazzolare i denti quando il bambino non è stanco, ciò faciliterà tutto il processo.
da tina
Consigli sull’educazione del bambino piccolo.
Ecco il titolo promettente di un articolo che ho trovato questa mattina. E’ stato scritto pensando a genitori che lottano con i piccoli dai 2 ai 3 anni, e consiste in alcuni passi che dovrebbero rendere la vita più facile e meno frustrante sia per i piccoli che per i grandi.
1. Aiuta il tuo bambino a diventare un buon ascoltatore. Stabilisci sempre un contatto visivo prima d’iniziare un discorso e mantienilo.
2. Sviluppa la conoscenza base di tuo figlio e le sue capacità espressive. Aiutalo ad imparare i colori, numeri, il concetto di grandezza (tipo: la giraffa ha un collo lungo, la tartaruga ha le gambe corte) e spazio attraverso giochi.
3. Sviluppa la capacità di memoria di tuo figlio, insegnandogli canzoni e versetti, finche non le memorizza.
4. Rinforza le parole ed i concetti appena imparati. Quando tuo figlio ha imparato una parola o concetto nuovo, cerca di inserirlo nei tuoi discorsi.
Per chi volesse leggere l’intero articolo in inglese, potete trovarlo qui.
da tina
5 buoni consigli sull’educazione.
Non esiste un unico modello di riferimento per quanto riguarda la buona educazione di un figlio. Esistono invece tanti modi quanti sono i bambini ma, tanto per offrire uno spunto, ecco cinque buoni consigli da una psicologa con tanti anni d’esperienza con bambini da 1 a 3 anni.
1. Ascolta il bambino. I bambini che vengono ascoltati imparano ad ascoltare. Se l’adulto dimentica d’ascoltare, spesso sorgono fraintendimenti e conflitti tra piccoli e grandi. Bisogna sentire la parola del bambino ma anche tutte le altre espressioni non verbali come la mimica facciale, la postura del corpo etc.
2. Limitate le possibilità di scelta del bambino. Non mettete il bambino in una situazione con tante scelte perché i bambini piccoli non riescono a capire le conseguenze. Per esempio, non lasciate decidere al bambino di tenere il suo ciuccio o ricevere un regalo. Il desiderio del regalo è forte nel preciso istante in cui la scelta viene formulata, ma il bambino non sa valutare se riesce a non avere il ciuccio per andare al letto la sera. La scelta buona è la più concreta tipo: vuoi il maglione blu o verde per andare al nido?”
3. Dite di no. A volte può essere difficile dire di no ma, visto che la vita è piena di limiti, è molto importante per il bambino imparare a gestire un no. E’ meglio per il bambino impararlo a casa dagli adulti che lo amano
incondizionatamente. Se il bambino non lo impara a casa, saranno altri adulti ad insegnarglielo,e raramente saranno egualmente tolleranti come i genitori.
4. Lascia che la parola viene seguita dall’azione. I bambini notano più le nostre azioni che le nostre parole, ed ecco perché è così importante che parola ed azione vadano assieme. Per esempio, se il bambino saltella sul sofa e non si ferma quando gli viene richiesto, è una buona idea andare al sofa ed aiutarlo a scendere mentre si ripete che “mamma non vuole che saltelli sul sofa”. Legare la parola all’azione prima di arrabbiarsi aiuta molto meglio che strillare e punire il bambino.
5. Guarda te stessa. I bambini imparano guardando cosa fanno gli adulti. Imitano quello che facciamo e diventano come noi. Se, per esempio, il bambino usa le parolacce, sarebbe opportuno chiedersi dove il bambino ha visto adulti comportarsi così tra di loro. Se non si riconosce affatto, si può dire al bambino “Può darsi che hai sentito usare quelle parole in televisione o a scuola o altrove, ma non le usiamo qui a casa. Io mi rivolgo bene a te e vorrei che tu ti rivolgessi bene a me.”
da tina
Sette buoni consigli per gestire la gelosia dei figli.
L’arrivo di un nuovo fratellino o sorellina é un cambiamento enorme per i bimbi che spesso reagiscono con rabbia, aggressività o lutto. Per via della stanchezza e del nuovo bebé, spesso i genitori non hanno le energie necessarie per gestire la nuova situazione familiare nel modo più costruttivo e così, per facilitare chi di voi si trovi ad affrontare questa situazione, ecco 7 buoni consigli:
1. Coinvolgi il bambino grande. La regola numero uno per evitare la gelosia è coinvolgere il prima arrivato permettendogli di partecipare alle attività con il piccolo. Per esempio si può leggere un libro assieme durante l’allattamento, può aiutare il cambio del pannolino etc.
2. Attenzione positiva. I rimproveri possono velocemente diventare parte integrante della giornata, il che non fa bene né al genitore né al bambino. Cerca piuttosto di dare attenzione positiva al bambino grande e commenta tutto ciò che fa bene e non tutto ciò che fa e che non va bene.
3. Ritaglia del tempo dedicato esclusivamente al bambino grande. Per esempio quando dorme il piccolo o quando l’altro genitore torna a casa.
4. Stabilisci dei limiti. Anche se è un periodo molto duro per il grande, è ancora più importare imporre dei limiti e rispettarli. I limiti servono anche per assicurare al grande che il quotidiano ancora funziona come prima, anche se è arrivato un nuovo bebé.
5. Sappi che è sano reagire e così. Quando il bambino manifesta rabbia o lutto, allora ricorda che è un segnale di salute che dimostra i suoi sentimenti.
6. Accetta la cattiva coscienza. Da un punto di vista emozionale è quasi impossibile non sentirsi divisa tra i due figli e provare sensi di colpa quando si passa più tempo con uno che con l’altro. Cerca di accettare la situazione; nessuno dei tuoi figli soffre di mancanza d’attenzione.
7. C’è abbastanza amore. Ricorda che possiedi abbastanza amore e cure amorevoli per entrambi i tuoi figli e che l’attenzione non deve necessariamente essere data a 50% ognuno ma essere amministrata secondo le necessità individuali di sviluppo dei tuoi figli.
Ecco un sito interessante per approfondire l’argomento.
da tina
5 consigli per facilitare la vita quotidiana
Pensando a come rendere più bella e meno caotica la nostra vita con bambini piccoli, ci sono 5 punti che secondo me bisognerebbe prendere in considerazione.
1. Pretendete di meno da voi stesse. Non esistono genitori perfetti.
2. La gelosia tra fratelli è normale. Date a turno ai bambini la vostra completa attenzione.
3. Papà non è un babysitter e deve essere partecipe sia delle gioie sia delle difficoltà.
4. Parlate assieme. Non affrontate subito la pulizia della casa, il lavaggio dei panni o altri faccende pratiche appena entrate. Passate minimo un quarto d’ora insieme ai vostri piccoli a parlare.
5. I nonni devono cercare di non occupare troppo spazio. E’ bene che siano a disposizione e di questo ne siamo grati, ma, nel mondo ideale, dovrebbero attendere fin quando i genitori non chiedono loro di dare un aiuto.
Beh, che ne dite, si può fare?
da tina
Allattamento; consigli per l’avviamento.
Vorrei condividere con voi un aneddoto della vita reale: una neomamma di una certa età ha appena avuto un cesareo. Ricevuta la piccola in camera, viene invitata dai medici ad attaccarla subito al seno per avviare l’allattamento. Piena di buona volontà, la mamma prende il fagottino e se lo attacca al seno ma, a giudicare dell’espressione facciale, non sembra esattamente un’esperienza piacevole. Tanto è che dopo 5 minuti la mamma porge di nuovo la piccola nella culla dove sonnecchia per le ore successive (si sa, appena partoriti, i bimbi spesso dormono tanto, ed é solo quando si torna in casa che inizia l’insonnia…). Passano i ginecologi e, vedendo la bimba nella culla, chiedono alla mamma se ha deciso di non allattarlo. Ed ecco che la mamma inizia a lamentarsi dicendo che le ha fatto malissimo la prima volta e che le è addirittura venuto un livido! ”Un livido?….ma signora è impossibile! Ci faccia vedere…” Dopo un breve esame, il medico sospira, guarda la donna dritta negli occhi e dice: “La prossima volta che decide di allattare sua figlia, si assicuri che prenda il capezzolo e non la pelle…quello che ha lei, signora, è un succhiotto!”.
A volte le storie reali superano le barzellette.
da tina






