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La materna, si o no?
La domanda che si sente fare da tutte le mamme questi pomeriggi ai giardini è: ‘E’ entrato?’ Per chi sta fuori del giro potrebbe essere difficile capire di cosa parliamo, ma noi ci capiamo al volo. Ogni tanto la risposta è sì, spessissimo no, come nel nostro caso. Sono uscite le liste provvisorie per la scuola materna ed è stato un brutto colpo per tanti genitori nella mia zona, visto che quest’anno, le liste di attesa sono lunghissime. Personalmente, mio figlio si trova al 67° posto in graduatoria, e quindi talmente lontano dai 30 posti disponibili che di certo non potrà entrare nella materna statale anche se compie 3 anni a settembre.
Quanto sono rimasta male quando l’ho scoperto! Speravo davvero tanto di mandarlo lì, e invece gli toccherà un altro anno di nido. Ma l’Italia non era a corto di bambini? Non si discute del problema del numero di nascite in caduta libera? O forse è solo nel mio di quartiere che i bambini sembrano spuntar fuori come funghi all’ombra di un albero?
Se volte saperne di più sulle scuole materne di Roma, divise per municipio, ecco un elenco per voi.
da tina
Le prime decisioni.
Quanto possono decidere i figli? Non è proprio facile rispondere a questa domanda. Naturalmente dipende dell’età, dalla maturità etc., ma resta fermo il fatto che avere la possibilità di poter influenzare la giornata seguendo proprie decisioni è importante per tutti noi, e non di meno per la crescita dei nostri bambini. Con questo non voglio dire che dobbiamo sempre chiedere ai nostri figli se vogliono l’uno o l’altro ma forse dovremmo cercare di ascoltarli di più e cercare di capire cosa è importante per loro.
Per esempio so che il mio primogenito di 2 anni ancora non capisce bene le conseguenza delle proprie scelte e l’altro ieri ho dovuto usare tutte le mie capacità diplomatiche per convincerlo a non indossare i sandaletti per andare al nido. Il fatto che fuori pioveva e che avrebbe sentito freddo ai piedi con i sandaletti proprio non gli entrava in testa. Il compromesso è stato di mettere i sandali nello zaino per indossarli una volta arrivato al nido e lui è uscito da casa contento e cosi anche la mamma, benchè in ritardo di mezz’ora.
Per saperne di più sull’educazione dei bambini, ecco un sito che ho trovato molto interessante.
da tina
Anche tu usi il BLW?
Ecco la domanda che mi ha fatto una mamma all’uscita dell’asilo nido mentre aspettavo mio figlio grande cullando il piccolino di 8 mesi. Il che? Mai sentito parlare del BLW? Ma come è possibile? E’ la nuova moda in fatto di alimentazione infantile! In poche parole significa che bisogna eliminare pappe e pappette, non stare seduto di fronte al piccolo facendo l’aeroplanino con il cucchiaino pieno nella speranza che prima o poi aprirà la bocca…no, il bambino deve mangiare da solo, punto. Allora, invece del solito brodo vegetale con omogeneizzato di carne e farina di riso, si danno al pargoletto piccoli pezzi di cibo che lui o lei mangia con le proprie manine.
Vi sembro scettica? Beh, lo sono, perché dubito che il risultato da un punto di vista nutrizionale sarà lo stesso, ma visto che in tanti ne parlano in maniera molto, ma molto entusiastica, ecco a voi un sito per imparare di più e, se la teoria vi ispira, ecco il libro del momento.
Buon appetito!
da tina
L’importanza della prima colazione.
“Ha fatto colazione?” Ecco la domanda che mi fa mia suocera alla prima telefonata del giorno, riferendosi a mio figlio grande (ancora non include il piccolo visto che allatta). Ormai rispondo sempre “sí, sí”, ma purtroppo non é sempre vero, e spesso lo mando al nido senza che ha preso altro che mezzo biberon di latte con miele e biscotti. E dire che fare la prima colazione é sempre stata la mia battaglia personale; prima con mio fratello piú piccolo e poi con mio marito. Tutti e due preferirebbero dormire 15 minuti in piú invece di sedersi a tavola la mattina mentre io adoro svegliarmi lentamente con la mia tazza di te, l’aranciata e i toast con burro e miele (per chi non ha provato questo abbinamento, non sa cosa si perde).
Comunque, per il momento la mia scusa per non ritrovarsi tutti intorno al tavolo la mattina é che i bambini sono piccoli, ma spero davvero di riuscirci una volta, magari tra 2-3 anni, perché, secondo il mio modesto parere, non ce modo migliore di iniziare la giornata, sia fisicamente sia psicologicamente.
Per saperne di piú sull’importanza del primo pasto del giorno, vi suggerisco questo sito.
da tina





