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L’importanza dell’età.
Fino ad ora, ci si è sempre focalizzati su come donne non più giovanissime possano correre più rischi rispetto alle mamme giovani di partorire un bambino affetto da handicap. Tutti i libri sulla gravidanza includono una scheda dove si può leggere di quanto sale ogni anno la percentuale di rischio di avere un bambino affetto dalla sindrome di Down.
Per quanto riguarda l’età dei futuri papà, invece, non se ne è sentito molto parlare. Adesso, però, l’attenzione dei ricercatori si rivolta verso i maschi, e si iniziano a pubblicare primi articoli dedicati alle conseguenze del rimandare troppo a lungo la paternità. Una di queste pubblicazioni evidenziano come bambini nati da papà con qualche anno in più corrono un rischio maggiore di diventare maniaco-depressivi rispetto al resto della popolazione. Ricerche precedenti hanno già dimostrato come i bambini nati da papà maturi hanno un rischio maggiore di sviluppare autismo e schizofrenia, ma adesso gli scienziati dell’Istituto Svedese per l’ Epidemiologia, la Karolinska Institut, hanno dimostrato la connessione con la mania- depressione.
Già a partire dal trentesimo anno di età, il rischio per l’uomo di concepire bambini che diventeranno maniaco-depressivi aumenta. Quando il papà arriva al 55° compleanno, l’indagine evidenzia come il rischio per i suoi futuri bambini sia aumentato del 37% quando la percentuale della popolazione totale che soffre di sindromi maniaco depressive sia dell’ 1-2%.
Per saperne di più sull’argomento, ho letto un testo preso dal “Oxford Journals”.
da tina
Stitichezza durante la gravidanza.
Un fastidio che tante donne avvertono durante la gravidanza, sono i periodi di stitichezza. Questo dipende più che altro dalla presenza di grandi quantità di ormoni (il progesterone). Ma anche l’assunzione di ferro potrebbe peggiorare la situazione. Generalmente, i consigli che vengono dati dai medici curanti sono: bere 2 litri d’acqua al giorno, consumare tanta frutta e verdura, fare attività leggera e bere un po’ di succo di prugna. Purtroppo, visto che tante future mamme continuano a lavorare e a gestire una casa, non è sempre facile seguire queste raccomandazioni e a volte può essere utile ricorrere ad altri rimedi, come l’assunzione di fibre vegetali solubili – dietro prescrizione medica naturalmente.
Per saperne di più sulla stitichezza, ecco un link per voi, mentre questo è un esempio di fibre solubili che possono essere prese in gravidanza.
da tina
La donazione di ovuli.
La donazione di ovuli rende possibile una gravidanza per donne che altrimenti non sarebbero state capaci di rimanere incinta usando i propri ovuli. Sono varie le condizioni o situazioni dove la donna potrebbe ricorre ad una donazione tra cui: menopausa prematura, bassa qualità di ovuli, malattie genetiche, ovaie che non rispondono alla stimolazione, livelli molto alti dell’ormone per la stimolazione follicolare (FSH), età superiore ai 39 anni…
La donna che dona i propri ovuli sarà sottoposta ad una stimolazione delle ovaie, usando gli stessi medicinali che usano le donne che stanno programmando una fecondazione in vitro. Idealmente, il ciclo mestruale delle donne che riceve gli ovuli verrà sincronizzato con il ciclo della donatrice, visto che cicli simultanei offrono la possibilità migliore per preparare l’utero all’embrione. Poi, il giorno in cui vengono presi gli ovuli dalla donatrice, il futuro papà consegnerà un campione di seme e gli ovuli verranno fertilizzati in laboratorio attraverso la fecondazione in vitro.
La percentuale di successo dipende dell’età degli ovuli, dal processo di recupero degli ovuli, dalla qualità del seme e dal generale stato di salute della donna. In molti casi, ovuli giovani sono selezionati per aumentare la possibilità di successo. La donazione di ovuli presenta gli stessi rischi della fecondazione in vitro ed esiste una possibilità di 20 – 25% che la gravidanza sia multipla. In alcune donne, i medicinali usati potrebbero causare vampate di calore, sensazione di depressione, mal di testa e sonnolenza, ed in casi molto rari, la donatrice potrebbe rischiare di soffrire della sindrome di iperstimolazione ovarica, che include un gonfiore doloroso delle ovaie. Altri sintomi sono nausea, vomito, dolori addominali e affanno.Per leggere l’intero articolo in inglese, ecco il link.
da tina
Il consumo di caffè durante la gravidanza.
Durante i primi mesi di gravidanza, le donne avvertono spesso uno stato di stanchezza pressoché cronico ed affrontare una giornata lavorativa può apparire come una montagna insormontabile. Una maniera per scacciare in piccola parte questo stato di sonnolenza potrebbe essere prendere un buon caffé. Ma come bisogna comportarsi esattamente con il consumo di caffeina durante questi nove mesi? Poco tempo fa è stato pubblicato uno studio sul giornale americano di ostetricia e ginecologia (American Journal of Obstetrics and Gynecology) con l’obiettivo di verificare se il rischio d’aborto è associato all’assunzione di caffeina durante la gravidanza. Tale studio ha evidenziato che le future mamme che assumono un dosaggio elevato di caffeina (più di 200 mg al giorno) presentano un rischio di aborto più elevato rispetto a chi non ne fa uso.
Per chi di voi volesse leggere di più, può consultare l’articolo in lingua originale qui.
da tina






