Posts Taggati come ‘Figli’

In salute

Quando tutta la famiglia si ammala.

sick-familyBeh, allora sono guai, ed è esattamente ciò che è successo a noi. Per il momento, mi dispiace dirlo, ho la netta impressione che noi – mio marito, i nostri figli e la sottoscritta – ci troviamo in un lungo tunnel nero e per di più così lontani dall’uscita che ancora non si intravede un filo di luce.
Ormai è un mese che siamo sempre malati, mio marito ha passato tre settimane a letto con la bronchite e la febbre, il grande è stato piagnucoloso con la febbre, il piccolo sembrava di dover affogare nel suo proprio catarro e tossiva come martello pneumatico ed io, in piedi con 38,5 di febbre a curare tutti, giorno e notte. Allora, per uno che non ci è mai passato: non potete capire. Per coloro, invece, che si sono già trovati in situazioni simili: complimenti, siete grandi, davvero.
Sarà anche vero che il corpo e la mente si abituano presto a nuove condizioni, perché se qualcuno tre anni fa mi avesse detto di passare 14 giorni con la febbre, 3 ore di sonno – interrotto naturalmente – al giorno ed una casa da mandare avanti, lo avrei considerato pazzo. Ma si fa, è duro ma si fa, e sono sicura che tante mamme ci sono passate.
Adesso, prima che vado a telefonare alla mia di mamma per ringraziarla di tutto quella che ha fatto per me, vi consiglio questo libro che, a quanto pare, conferma quello che già sappiamo: noi mamme abbiamo una marcia in più!.

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apr  10
30
alle 05:57
da tina

Crescita

Le prime decisioni.

sleep_disorders_affect_children_of_all_agesQuanto possono decidere i figli? Non è proprio facile rispondere a questa domanda. Naturalmente dipende dell’età, dalla maturità etc., ma resta fermo il fatto che avere la possibilità di poter influenzare la giornata seguendo proprie decisioni è importante per tutti noi, e non di meno per la crescita dei nostri bambini. Con questo non voglio dire che dobbiamo sempre chiedere ai nostri figli se vogliono l’uno o l’altro ma forse dovremmo cercare di ascoltarli di più e cercare di capire cosa è importante per loro.
Per esempio so che il mio primogenito di 2 anni ancora non capisce bene le conseguenza delle proprie scelte e l’altro ieri ho dovuto usare tutte le mie capacità diplomatiche per convincerlo a non indossare i sandaletti per andare al nido. Il fatto che fuori pioveva e che avrebbe sentito freddo ai piedi con i sandaletti proprio non gli entrava in testa. Il compromesso è stato di mettere i sandali nello zaino per indossarli una volta arrivato al nido e lui è uscito da casa contento e cosi anche la mamma, benchè in ritardo di mezz’ora.
Per saperne di più sull’educazione dei bambini, ecco un sito che ho trovato molto interessante.

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mar  10
19
alle 10:33
da tina

Crescita

Sgridare il bambino, sì o no?

mother-child-discipline-smallChiariamo prima di tutto che sgrido abbastanza i miei figli. Purtroppo. Ma a volte è più forte di me e di sicuro non vincerò mai il premio di miglior genitore dell’anno. Il problema è che sgridando si ottiene un risultato immediato ed è quindi facile cedere alla tentazione. L’effetto collaterale è che sto indirettamente dicendo a mio figlio che è accettabile gridare e alzare la voce con gli altri. Comunque, visto che anche i genitori sono esseri umani, è naturale arrabbiarsi ogni tanto così come é naturale alzare il tono della voce ogni tanto. C’è sempre modo di riappacificarsi poco dopo… Per farlo io spesso gli dico ”Non mi ascoltavi e così mi sono arrabbiata con te. Mi dispiace di averti sgridato ma bisogna che ascolti la mamma quando ti parla”. Non so se questo tentativo di riappacificazione fa meglio a lui o alla mia coscienza, ma in genere finisce che lui mi da un bacio, dietro richiesta si capisce, e cerchiamo di riprendere le attività interrotte.
Se anche voi appartenete al club dei genitori cattivi, forse potete trarre beneficio da questo sito, ma speriamo tutti di non arrivare fino a dover usare questi consigli.

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mar  10
16
alle 07:29
da tina

Ultimo commento:

di luca il 01/1/70

Anche io appartengo al gruppo dei genitori "cattivi". Sono convinto che un vecchio proverbio che ...

Crescita

Sette buoni consigli per gestire la gelosia dei figli.

kids-kissingL’arrivo di un nuovo fratellino o sorellina é un cambiamento enorme per i bimbi che spesso reagiscono con rabbia, aggressività o lutto. Per via della stanchezza e del nuovo bebé, spesso i genitori non hanno le energie necessarie per gestire la nuova situazione familiare nel modo più costruttivo e così, per facilitare chi di voi si trovi ad affrontare questa situazione, ecco 7 buoni consigli:
1. Coinvolgi il bambino grande. La regola numero uno per evitare la gelosia è coinvolgere il prima arrivato permettendogli di partecipare alle attività con il piccolo. Per esempio si può leggere un libro assieme durante l’allattamento, può aiutare il cambio del pannolino etc.
2. Attenzione positiva. I rimproveri possono velocemente diventare parte integrante della giornata, il che non fa bene né al genitore né al bambino. Cerca piuttosto di dare attenzione positiva al bambino grande e commenta tutto ciò che fa bene e non tutto ciò che fa e che non va bene.
3. Ritaglia del tempo dedicato esclusivamente al bambino grande. Per esempio quando dorme il piccolo o quando l’altro genitore torna a casa.
4. Stabilisci dei limiti. Anche se è un periodo molto duro per il grande, è ancora più importare imporre dei limiti e rispettarli. I limiti servono anche per assicurare al grande che il quotidiano ancora funziona come prima, anche se è arrivato un nuovo bebé.
5. Sappi che è sano reagire e così. Quando il bambino manifesta rabbia o lutto, allora ricorda che è un segnale di salute che dimostra i suoi sentimenti.
6. Accetta la cattiva coscienza. Da un punto di vista emozionale è quasi impossibile non sentirsi divisa tra i due figli e provare sensi di colpa quando si passa più tempo con uno che con l’altro. Cerca di accettare la situazione; nessuno dei tuoi figli soffre di mancanza d’attenzione.
7. C’è abbastanza amore. Ricorda che possiedi abbastanza amore e cure amorevoli per entrambi i tuoi figli e che l’attenzione non deve necessariamente essere data a 50% ognuno ma essere amministrata secondo le necessità individuali di sviluppo dei tuoi figli.
Ecco un sito interessante per approfondire l’argomento.

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nov  09
4
alle 10:18
da tina

Crescita

Come crescere I figli altrui.

frustratedAvete presente il programma S.O.S. Tata? A volte, quando riesco, lo guardo per rassicurarmi che ci siano famiglie altrettanto caotiche come la mia. A volte riesco addirittura a rasserenarmi perché ancora non ho raggiunto certi livelli. E ogni volta, immancabilmente, penso “non avrei mai permesso alla situazione di sfuggirmi così di mano, sarebbe bastato fare questo o quello”. Ed ecco che divento una di quelle donne che io stessa non sopporto, ovvero quella che sa sempre meglio di te come dovresti comportarti con i tuoi figli. La differenza però, è che io mi limito a pensarlo nel mio salone di fronte alla televisione, mentre tante, tantissime, e in modo particolare chi ha superato diciamo una sessantina, non ha nessuno scrupolo ad esprimere i propri giudizi e spargere consigli a persone che non hanno mai visto prima. Ma com’è?
Personalmente cerco sempre di fare un sorriso, anche se a volte un po’ tirato, quando una signora inizia a dirmi “ma non avrà freddo vestito così? Non sarebbe meglio mettergli una sciarpa, un cappello di pile, una tuta da sci…?” Spesso viene fatto in buona volontà, altre volte no, ma devo dire che mi sono un po’ stufata di questi tipo di commenti. Sono io che devo lavorare con la mia soglia di tolleranza o da fastidio anche a voi?

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ott  09
30
alle 09:12
da tina

Crescita

Come eliminare o convivere con la cattiva coscienza

DrengDa quando sono mamma di due figli, ho costantemente una cattiva coscienza. Prima di partorire l’avevo per il più grande che “poverino, adesso sarà detronizzato da un nuovo bebé, chissà che trauma sarà per lui”, ma adesso mi sento più in colpa verso il piccolino. Il fatto è che a casa mia regna la legge della giungla, ovvero chi strilla di più e con più insistenza verrà accudito prima, e qui vince quasi sempre il grande. Quando devi scegliere tra un bebé che strilla perché ha fame e uno che non riesce a scendere dalla libreria dove si è arrampicato in un momento di assenza della mamma, dove vai prima? Eviti la catastrofe, evidente. E così, il piccolo deve sempre aspettare il suo turno. Lo so, non è esattamente ciò che raccomandano i libri su come crescere figli armoniosi, ma io sono da sola con un marito che torna dopo che i pargoli sono andati a letto e non possiamo investire nel supporto di una babysitter. Sicuramente tante di voi si trovano in situazioni analoghe e sarei tanto curiosa di sentire come avete fatto…

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ott  09
23
alle 09:44
da tina

Alimentazione, Cibo, Consigli amichevoli, neomamme

Allergie al latte: occhio a quelle che si trasmettono ai figli

intollranza-alle-proteine-del-latteBisogna sempre fare attenzione se uno dei genitori soffre di allergia perchè il piccolo può sviluppare forme allergiche serie come quelle alle proteine del latte vaccino o un’intolleranza al lattosio, che si manifesta con diarrea, vomito ed eczemi cutanei. Se uno solo dei genitori è allergico il bimbo ha il 25-50% di probabilità di diventarlo a sua volta se invece lo sono entrambi allora le probabilità salgono al 75%.
Continua a leggere… »

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lug  09
6
alle 11:32
da alena

Gravidanza

La donazione di ovuli.

ag2Ecco un argomento su cui stiamo molto discutendo ultimante a casa da quando una coppia di amici purtroppo ha saputo di non poter avere figli usando gli ovuli di lei. Allora, mentre la donazione di sperma è ormai piuttosto diffusa e, per quanto ne so io, non porta con se tanti scrupoli da parte del donatore, con gli ovuli la situazione è, secondo me, un po’ più complicata, anche se forse non dovrebbe essere così. Mentre per esempio mio marito non avrebbe avuto scrupoli nel donare il suo sperma per poter aiutare una coppia di amici ad avere un figlio, per me, la situazione è completamente diversa. Non è tanto l’idea di dover affrontare l’intervento per la donazione degli ovuli che mi spaventa, quanto sapere che ho un figlio lì fuori che allo stesso tempo non è mio. Se una donna porta a termine una gravidanza con un ovulo donato, è lei che lo ha nutrito per nove mesi, lo ha sentito muoversi nella pancia, lo ha partorito ed è suo ma, magari avrà i miei occhi o la bocca del mio papà. Personalmente non riuscirei a farlo mentre, molto ipocritamente, sarei felicissima io di ricevere un ovulo nel caso non avesse potuto usare i miei. E voi, doneresti i vostri ovuli/sperma ad amici/parenti/perfettamente sconosciuti?

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mar  09
31
alle 09:37
da tina