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Se il ciclo non é regolare.
Quando una donna inizia a programmare una gravidanza, una delle prime cose su cui ci si focalizza é il ciclo.
Concepire un figlio non è sempre, al contrario di quello che tanti pensano, un compito facile, e la donna puó rimanere incinta solo in pochi giorni durante il suo ciclo. E come si fa a massimizzare la possibilità di una buona riuscita senza dover perdere troppe puntate di “Sex & The City” per dedicarsi alle attività riproduttive? Beh, facile, si cerca di trovare quei giorni, facendo un semplice calcolo basato su quando deve venire il ciclo e di conseguenza, l’ovulazione.
E se il ciclo non é regolare? Ecco, in questi casi tanti spendono una fortuna in bastoncini che aiutano ad indicare il momento più favorevole per concepire. Ciò non toglie che in casi di irregolarità, una visita al ginecologo va sempre messa in agenda. Spesso non c’è assolutamente niente che non va, ma è sempre bene accertarsi della salute del proprio corpo, non di meno se si sta progettando un figlio.
Per saperne di più sul ciclo irregolare, potete andare a leggere questo.
da tina
Dolori mestruali e l’endometriosi.
Quando ero giovane, cioè, diciamo, più giovane, e avevo forti dolori mestruali, spesso mi è stato detto: “Non ti preoccupare, andranno via con il primo figlio”. Non era di molto conforto lì per lì ma non di meno vero. Per fortuna, perché passare tre o quattro giorni con dolori sempre in agguato non è particolarmente piacevole, inutile dirlo, e so per certo di non appartenere alla categoria di donne che soffrono davvero e che si vedono costrette al letto per via dei crampi.
Provare dolori durante le mestruazioni è, comunque, più la regola che l’eccezione e non deve assolutamente essere fonte di preoccupazione, ma a volte può essere un campanello d’allarme di una patologia, come per esempio l’endometriosi, che è una patologia benigna frequente nell’età fertile della donna.
L’endometriosi é’ caratterizzata dal fatto che il tessuto presente all’interno dell’utero, quello che mestrua e che provoca le mestruazioni, è presente anche all’esterno. In base alla sua localizzazione, può dare origine a cisti o a noduli, la cui presenza può comportare vari disturbi. Se questi noduli si trovano sull’ovaia sono conosciuti come cisti ovariche endometriosiche, che in certi casi possono essere causa di dolore localizzato alle ovaie.
Per approfondire l’argomento, potete leggere questo articolo.
da tina
Linee guida per una gravidanza sana.
Ogni futura mamma farebbe di tutto affinché suo figlio nasca sano e oggi sappiamo come la dieta della donna durante i novi mesi abbia un´enorme influenza sulla salute del nascituro. Un feto cresce con grande velocitá e a solo tre settimane vengono create 250.000 cellule cerebrali al minuto! Una crescita come questa necessita energia il che significa che la donna dovrebbe assumere circa 150 calorie di piú al giorno all’inizio della gravidanza e circa 250 calorie alla fine della gestazione (naturalmente queste cifre si modificano se la donna é sotto/sovrappeso).
Il nutrimento e l´energia di cui ha bisogno il bambino per crescere viene sia dal cibo che mangia la donna, sia dai depositi che giá esistono nel corpo.
Ma esattamente come bisogna comportarsi allora? Beh, generalmente i medici indicano queste linee guida per una gravidanza sana per mamma e bimbo:
- Mangia sano con tanti prodotti integrali e mantieni il peso standard.
- Mangia frutta e verdura: sei al giorno.
- Mangia pesce piú volte alla settimana.
- Mangia pasta, patate, pane integrale o riso ogni giorno.
- Diminuisci lo zucchero, specialmente da bibite, dolci e caramelle.
- Diminuisci il grasso, specialmente da latticini e carne.
- Assumi 400 g di acido folico ogni giorno.
- Assumi ogni giorno 10 microgrammi di vitamina D.
- Bevi due litri di acqua ogni giorno, diminuisci il caffé e scordati l’alcool.
- Bevi o mangia ció che equivale a mezzo litro di latticini al giorno.
- Assumi 40 – 50 mg di ferro al giorno a partire dalla decima settimana di gravidanza.
- Sii attivo fisicamente almento 30 minuti al giorno.
Altri consigli su come affrontare al meglio una gravidanza, si possono trovare qui o qui.
da tina
L’alcool in gravidanza.
Quando ero incinta per il mio primo figlio, mio suocero siciliano mi consigliava sempre di bere un bicchiere di vino rosso per pranzo e cena – cosí facevano le donne al paese suo quando aspettavano e in teoria dovrebbe far crescere sani i piccoli. In teoria. Oggi i consigli sono molto diversi e le ultime ricerche sono molto severe quando si tratta di alcool e gravidanza ed il verdetto é unamine: non si fa! Ma non solo viene sconsigliato bere alcool durante la gravidanza, viene anche fortemente consigliato di evitarlo quando si programma un nuovo piccolo in famiglia, visto che non é possibile stabilire un limite inferiore di sicurezza quando si parla di consumo di alcool. L´alcool, che é uno solvente organico, é probabilmente la sostanza piú pericolosa per il feto che la donna incinta possa assumere. L´alcool influisce sullo sviluppo del bambino e puó provocare delle difficultá sia prima che dopo il parto, e per di piú puó, in gravi casi, creare malformazioni e daneggiare il cervello ed il sistema cerebrale. Cosí il bambino potrebbe diventare irrequito, evere difficoltá d’apprendimento e presentare un QI piú basso della media. Questi danni sono permanenti e segnano il bambino per la vita. Parole dure ma questi sono gli ultimi risultati e per chi ha voglia di approfonire, vi posso consigliare di leggere qui, qui o qui.
da tina
5 buoni consigli sull’educazione.
Non esiste un unico modello di riferimento per quanto riguarda la buona educazione di un figlio. Esistono invece tanti modi quanti sono i bambini ma, tanto per offrire uno spunto, ecco cinque buoni consigli da una psicologa con tanti anni d’esperienza con bambini da 1 a 3 anni.
1. Ascolta il bambino. I bambini che vengono ascoltati imparano ad ascoltare. Se l’adulto dimentica d’ascoltare, spesso sorgono fraintendimenti e conflitti tra piccoli e grandi. Bisogna sentire la parola del bambino ma anche tutte le altre espressioni non verbali come la mimica facciale, la postura del corpo etc.
2. Limitate le possibilità di scelta del bambino. Non mettete il bambino in una situazione con tante scelte perché i bambini piccoli non riescono a capire le conseguenze. Per esempio, non lasciate decidere al bambino di tenere il suo ciuccio o ricevere un regalo. Il desiderio del regalo è forte nel preciso istante in cui la scelta viene formulata, ma il bambino non sa valutare se riesce a non avere il ciuccio per andare al letto la sera. La scelta buona è la più concreta tipo: vuoi il maglione blu o verde per andare al nido?”
3. Dite di no. A volte può essere difficile dire di no ma, visto che la vita è piena di limiti, è molto importante per il bambino imparare a gestire un no. E’ meglio per il bambino impararlo a casa dagli adulti che lo amano
incondizionatamente. Se il bambino non lo impara a casa, saranno altri adulti ad insegnarglielo,e raramente saranno egualmente tolleranti come i genitori.
4. Lascia che la parola viene seguita dall’azione. I bambini notano più le nostre azioni che le nostre parole, ed ecco perché è così importante che parola ed azione vadano assieme. Per esempio, se il bambino saltella sul sofa e non si ferma quando gli viene richiesto, è una buona idea andare al sofa ed aiutarlo a scendere mentre si ripete che “mamma non vuole che saltelli sul sofa”. Legare la parola all’azione prima di arrabbiarsi aiuta molto meglio che strillare e punire il bambino.
5. Guarda te stessa. I bambini imparano guardando cosa fanno gli adulti. Imitano quello che facciamo e diventano come noi. Se, per esempio, il bambino usa le parolacce, sarebbe opportuno chiedersi dove il bambino ha visto adulti comportarsi così tra di loro. Se non si riconosce affatto, si può dire al bambino “Può darsi che hai sentito usare quelle parole in televisione o a scuola o altrove, ma non le usiamo qui a casa. Io mi rivolgo bene a te e vorrei che tu ti rivolgessi bene a me.”
da tina
All’asilo nido con 110 euro a giorno.
Potrebbe sembrare un po’ esagerato, ma è esattamente quanto ho pagato gli ultimi tre mesi per avere mio figlio all’asilo nido. Il prezzo mensile è di euro 440 ma, una volta tolti gli innumerevoli giorni di malattia che sembra colpisca tutti i bambini il primo anno di nido – in particolare durante l’inverno – mio figlio è andato 4 o 5 giorni ogni mese, ovvero 110 euro al giorno! Allora, capisco che l’asilo debba organizzarsi su una determinata entrata mensile, ma sborsare parte del mio stipendio il primo di ogni mese per poi dover arrangiarmi tra permessi e nonni perchè il pargolo sta male, non è affatto divertente. E va bene che i piccoli devono farsi gli anticorpi, ma non stiamo esagerando? Il mio pediatra dice di avere pazienza, che prima o poi passerà, e che non devo arrendermi adesso.
Voi mamme e papà con figli al primo anno negli asili nido, – come avete risolto questa situazione, se ne esiste una?
da tina
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di laura il 01/1/70
Come persuadere i bimbi arrampicatori?
Mi è sempre piaciuto considerarmi una mamma attenta alle esigenze del proprio figlio e perciò pronta a stimolarlo nel suo sviluppo sia psichico che fisico, ma recentemente sto un po’ perdendo colpi. Il problema è che mio figlio momentaneamente, si spera, si è trasformato in un impavido free-climber. Non c’è spigolo troppo piccolo o percorso troppo difficile; si arrampica ovunque e basta allontanarsi 5 secondi per trovarlo in situazioni ‘estreme’. Adesso mi trovo nella situazione delicata di permetterli di sviluppare le sue capacità motorie senza rischiare che si faccia troppo male. Vorrei starli sempre dietro per evitare ogni caduta, magari fargli mettere un casco, ma d’altro canto non penso sia la strada più costruttiva. E allora? Come si fa? Quali sono le vostre esperienze e se avete dei buoni consigli di dare, vengono accettati volentieri. Intanto, per chi avesse voglia di leggere un po’ sullo sviluppo motorio e cognitivo del bambino, può andare a vedere qui e qui.
da tina
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di monica taddei il 01/1/70
Come aumentare l’autostima di tuo figlio…con meno complimenti
“Ma quanto sei bravo, sei bravissimo!” Tendiamo a dare spesso complimenti ai nostri figli, ma nel complimento è implicita una valutazione che potrebbe dare al bambino una scarsa autostima. Piuttosto, sostituite i complimenti con la vostra presenza, incoraggiamento e partecipazione. ‘Per i genitori di bambini piccoli è facile entusiasmarsi per ogni progresso ma, anche se i complimenti ci vengono spontaneamente, dobbiamo cercare di farlo un po’ meno’, afferma lo psicologo Dan Svarre. Perché i complimenti hanno un lato negativo, cioè una valutazione riferita al modo di essere del bambino e alle sue capacità, che a lungo andare potrebbe causare insicurezza e sviluppare nel bimbo bassa autostima. Dire invece “ben fatto” di una prestazione appena compiuta, è positivo perché diretto alle competenze del bambino, sottolinea Dan Svarre. Esistono due definizioni che spesso tendiamo a confondere: fiducia in se stessi ed autostima. Mentre la prima si riferisce a qualcosa che facciamo, ovvero avere fiducia nelle nostre capacità, l’autostima è il fondamento della nostra personalità. Ricevere complimenti, potrebbe così rafforzare la fiducia che ha il bambino ha in se stesso ma potrebbe allo stesso tempo penalizzare la sua autostima visto che, lodando alcuni aspetti, il bambino potrebbe interpretare altri lati della sua personalità come meno ‘giusti’.
Quello di cui i bambini hanno bisogno é l’incoraggiamento e sentire la presenza e la partecipazione dei genitori. Non è poi soltanto dando complimenti che rischiamo di giudicare il bambino in maniera poco costruttiva. Commenti quali “Adesso sei troppo grande per usare il ciuccio” o “sei troppo piccolo per viaggiare sul sedile anteriore” sono anche giudizi che confondono e rendono insicuri i bambini. Molto meglio, invece, è se i genitori assumono il ruolo dei leader dicendo semplicemente”E’ così perché lo decido io”.
L’articolo è stato tradotto dal danese e per chi mastica questa lingua, lo potete trovare qui.
da tina





