Posts Taggati come ‘Genitori’
Quando la febbre sale…
”I genitori sono i primi pediatri”. Non so chi lo ha detto, ma sono pienamente d’accordo e lo é anche la mia di pediatra. La prima cosa che mi raccomanda sempre é di guardare il bambino, osservarlo bene e usare la testa. Spesso i genitori si preoccupano al minimo campanello d’allarme – il che fa parte dell’essere genitore – ma a volte sarebbe senz’altro meglio per il bambino rimanere a casa invece di essere trascinato fino allo studio del pediatra che pullula di bambini malati, rischiando cosí di ammallarsi ancora di piú. Ma come si fa a stabilire se é il caso di portarlo o no a fare una visita? Il nostro medico di famiglia ci dice sempre che prima di tutto bisogna valutare il bambino: sembra malato? si comporta differentemente del solito? Se la risposta é no, allora coccolatelo, fatelo bere e controllate la temperatura. Se la risposta invece é sí, allora bisognerebbe fare una chiamata al pediatra. Per di piú bisogna far vedere il bambino se non si riesce a consolare o svegliare o se la febbre supera 38,5 per piú di 3 giorni.
Altri sintomi che richiedono un controllo medico includono: collo rigido (che potrebbe segnalare meningite), allucinazioni, macchie rosse sul corpo, respiro difficoltoso, tosse anomala, crampi, vomito o diarrea persistente, dolori durante la minzione o pipí molto frequente.
da tina
“Missione Impossibile”
Ieri mi è successa una cosa che sento assolutamente il bisogno di condividere con altri genitori: mio figlio grande, due anni appena compiuti, ha fatto la cacca nella vasca da bagno! Mai successo prima, grazie al cielo. Stavo cambiando il piccolo quando a un tratto lo sento dire, tutto contento, “cacca, ha ha ha, cacca, cacca, cacca”, e mi sono girata completamente impreparata alla scena che mi aspettava. Non voglio scendere nel dettaglio, ma immaginate cosa può fare la combinazione di acqua calda con olio e un’evacuazione completa dell’intestino. Vi dico solo che non è piacevole, e, pulire tutto, riempire di nuovo la vasca, finire di cambiare il poppante mentre si tiene a bada un bambino nudo, cercando di tenerlo coperto con l’asciugamano per evitare che si raffreddi, beh, fa sembrare “Missione Impossibile” una passeggiata nel parco.
Adesso la mia domanda è: ma i vostri figli l’hanno mai fatto? Se sì, lo hanno fatto solo una volta, vero?…Giusto per provare cosa succedeva se andando di corpo nel bel mezzo di un bagnetto caldo no? Non lo hanno fatto mai e poi mai più, giusto?
da tina
Genitori più presenti e bimbi meno soli. Ecco come fare
Milioni di bimbi piccoli, sotto i due anni, sono sempre più soli. Spesso le mamme e i papà sono fuori per lavoro e per molte ore al giorno vengono sostituiti da tate, più o meno valide, e dagli asili nido. Un fenomeno che nel mondo occidentale sta assumendo proporzioni epidemiche. Isabelle Fox ne parla in “Sempre con lui – I vantaggi di essere un genitore a tempo pieno” (Il Leone Verde Edizioni), un bel libro che propone molti spunti di riflessione e suggerimenti per conciliare i mille impegni quotidiani con il benessere psicologico dei nostri bambini. Oltre ad analizzare temi come le paure del bebé, l’ansia da separazione, l’aggressitività, l’uso del pannolino e del biberon, lancia diverse proposte di Continua a leggere… »
da Elisabetta Malvagna
La lettura aiuta i bimbi a crescere meglio, fin dai primi mesi
E’ ormai dimostrato che leggere qualcosa ai bambini può avere effetti positivi su di loro fin dai primi mesi di vita. In particolare è stato dimostrato che in molti casi un’approccio precose con la lettura da effetti positivi sui risultati scolastici e sul rapporto genitori-figli. Leggere le favole ai propri figli non serve dunque solo ad addormentare i piccoli, ma può essere un trampolino di lancio grazie al quale, potranno diventare ottimi lettori ed ottenere voti buoni a scuola. E’ stato anche verificato una sorta di evoluzione nel rapporto con il libro: dopo la fase iniziale
Continua a leggere… »
da alena
Ultimo commento:
di Simona Maiozzi Promoter Lettura il 01/1/70
Neonati e allergie: non è solo una questione ereditaria. Qualche consiglio utile
Sono tanti i genitori preoccupati di trasmettere proprie allergie ai figli. Basti pensare che questo tipo di patologie ormai interessano più del 30% di tutti gli abitanti delle zone sviluppate del mondo. Diciamo subito che un neonato con entrambi i genitori affetti da allergie, ha sicuramente una probabilità maggiore di nascere con qualche forma analoga di allergia. Tuttavia questo meccanismo non è automatico, e soprattutto spesso non si eredita la stessa malattia. In ogni caso, non bisogna preoccuparsi più di tanto, e soprattutto ci sono una serie di consigli utili da tenere a mente per evitare l’insorgere troppo facile di allergie: innanzitutto
Continua a leggere… »
da alena
Allergie al latte: occhio a quelle che si trasmettono ai figli
Bisogna sempre fare attenzione se uno dei genitori soffre di allergia perchè il piccolo può sviluppare forme allergiche serie come quelle alle proteine del latte vaccino o un’intolleranza al lattosio, che si manifesta con diarrea, vomito ed eczemi cutanei. Se uno solo dei genitori è allergico il bimbo ha il 25-50% di probabilità di diventarlo a sua volta se invece lo sono entrambi allora le probabilità salgono al 75%.
Continua a leggere… »
da alena
Quando, e come, iniziare con il vasino.
Una delle domande che tanti genitori si pongono è quando è il momento giusto per passare al vasino. Generalmente si dice che il momento buono è quando il bambino inizia a mostrare interesse per il contenuto del pannolino o vuole sedersi sul water, questo perché i bambini imparano meglio quando sono interessati. I bambini iniziano a ‘sentire’ i muscoli della vescica e del retro quando si avvicinano ai 2 anni e la maggior parte impara ad usare il vasino tra i 2 ed i 3 anni mentre il pannolino notturno spesso viene usato fino ai 5 anni.
Il bambino ottiene il controllo della vescica e del retro in tre fasi:
- realizza che il pannolino è bagnato e desidera toglierlo
- realizza quando fa pipì o defeca, ma lo dice solamente mentre succede o immediatamente dopo
- impara a conoscere i segnali del corpo e avverte prima
E’ importante che il bambino stia bene quando impara ad usare il vasino e non bisogna dare troppa enfasi a questa novità ma deve essere presentata come una parte naturale della giornata. Scegliete un momento subito dopo i pasti, dove la possibilità di un buon esito è più grande. Fate alcuni, non troppi, complimenti al bambino se rimane seduto sul vasino per un po’ ed accettate se non lo desidera per poi provare il giorno dopo.
L’estate è il periodo ideale per iniziare, visto che il bambino può andare in giro con le sole mutandine, avvertire subito quando si bagna e capire più velocemente.
Per saperne di più, leggete questo e questo.
da tina
Ultimo commento:
di SILVIA il 01/1/70
Le convulsioni febbrili nei bambini.
Tutti i genitori che hanno visto il loro figlio in preda alle convulsioni febbrili concorderanno nel dire che è una situazione altamente drammatica per tutte le parti. Vedere il proprio figlio contorcersi senza riuscire ad entrare in contatto con lui ne durante le convulsione, ne immediatamente dopo, entra sicuramente sulle cose che nessun genitore vuole provare mai. Queste convulsioni, che non sempre necessitano una febbre alta per manifestarsi, toglie talmente tanto energia al bambino che, una volta smesse, si ritrova in una situazione di assenza che spaventa quasi tanto quanto le convulsioni in se. E cosa bisogna fare in questi situazioni? Prima di tutto togliere i vestiti al bambino per permettere la temperatura corporea di abbassarsi, magari applicando delle spugnature di acqua tiepida, e, quando l’episodio finisce, contattare il proprio pediatra per verificare se è il caso di farlo vedere e discutere come meglio affrontare situazioni simili in futuro.
Per saperne di più, vi consiglio di leggere questa pagina.
da tina
Influenza
Purtroppo so di condividere il destino di molti altri genitori in questi giorni: il piccolo ha la febbre, ed alta! Per quattro giorni abbiamo provato – invano – a combattere questa febbre che non vuole saperne di scendere sotto i 40° ed oggi mi sono vista costretta ad andare in ospedale, dove un’esercito di piccoli febbrecitanti stavano aspettanto il loro turno.
Tutti sappiamo che la febbre é un modo del corpo per combattere virus&co., ma saperlo non aiuta molto quando il bambino piange ininterrottamente h24 e niente serve per farlo stare meglio. Il bambino soffre ed i genitori si agitano, specialmente quando il termometro sembra essersi fissato sui 41° nonostante la costante somministrazione di tachipirina e borse di ghiaccio sulla fronte.
Per avere informazioni piú approfondite sulla febbre e su come reagire, suggerisco di leggere questa pagina.
da tina





