Posts Taggati come ‘Giorno’
Il giorno della mamma…
l’ho concluso al pronto soccorso pediatrico del Bambin Gesù. Ebbene sì, purtroppo, perché se non fosse stato per questo, il giorno era stato davvero bello, con tanto di passeggiate al parco, bigliettini etc ma diciamo che avrebbe potuto finire meglio.
Allora, cos’è successo. Al momento della preparazione per la notte, già con pigiamino addosso, il visino e le manine lavato, arriva il momento della pulizia dei denti ma, non si sa perché, questa volta, invece di rimanere seduto accanto al lavandino come è suo solido, il mio figlio decide di spiccare il volo e si lancia verso di me, solo che non sono stata capace di afferrarlo abbastanza e va a sbattere la testa contro il marmo del bagno … E il tempo si ferma.
Meno male che lo stavo già reggendo per un braccio, altrimenti si sarebbe schiantato con tutto il peso a terra, ma invece adesso la sua testa si schianta sì, ma con un impatto molto meno violento, anche se subito gli cresce uno bozzolo enorme sulla fronte e il sangue gli cola del nasino. Panico. Lui piange, il piccolino idem,per fortuna abbiamo dei pisellini surgelati che vengono applicati alla bel è meglio sul fronte, lui inizia a vomitare sangue. La guardia medica dice di correre al pronte soccorso. Il piccolo si addormenta, il grande va vestito, nonna chiamata e via.
Al pronto soccorso pediatrico, il delirio. Il mio figlio sta bene, chiacchiera e gioca con gli altri piccini mentre la mamma va in una stanza e sviene (somministrazione di acqua e zucchero e tre infermieri che mi portano su una barella formato mignon, – che imbarazzo). Radiografie, tac, misurazione della fronte, controllo occhi, orecchie, bocca, osservazione per 6 ore e poi, alle 3 di mattina, tutto bene, lui sta bene, andate a casa, controllate che non fuoriesce liquidi dal naso e orecchie in quel caso tornate di corsa….
A casa alle 4, il piccolino si sveglia e vuole il latte, io devo ancora togliermi la camicia impregnato di vomito con cui sono andata al pronto soccorso, perché non ci badavo minimamente quando ci siamo andati via di casa, il primogenito si addormenta subito, il piccolino, sazio, si accucci ola anche lui, il marito sta sotto le coperte, la mamma controlla il respiro del infortunato, 2 ore dopo è mattina e la sottoscritta deve andare in ufficio.
– Per l’anno prossimo, un bouquet di fiori mi basteranno.
da tina
Il giorno dopo.
Una volta, la definizione “Il giorno dopo” si riferiva al giorno dopo una notte brava,- ora sono i giorni che devo affrontare perché il piccolo di sei mesi mi ha tenuto sveglia tutta la notte. E sí, siamo entrati nella fase della dentizione… sigh. E povero amore, perché gli fa proprio male e sfrega le gengive in continuazione, ma anche povera mamma che non chiude occhio e che non trova mai il tempo per riposarsi durante il giorno. La cosa buffa, se vogliamo, é che tutti hanno il rimedio per fargli passare questo dolore, dalla cassiera alla persona dietro di te alla posta, e tutti sanno che il loro consiglio é l’unico che funziona davvero. Alcune delle proposte sono talmente assurde che non le prendo nemmeno in considerazione, ma ho giá provato a fargli mordere cose fredde, massaggiargli le gengive, dargli un massaggio sotto i piedini (perché no?) e, in caso estremo, una tachipirina (a dire il vero, l’ultima é l’unica cosa che funziona sempre, ma non mi va di abusarne).
Anche Internet straborda di siti che danno consigli su come affrontare questo periodo, ed io sono andata a leggere qui, qui e qui.
da tina





