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In salute

Gli antibiotici, quando prenderli e quando evitare.

oops-medicine-expired-270“Ancora gli antibiotici?” Ecco l’esclamazione di mia mamma ieri al telefono quando le ho detto che suo nipote più grande di nuovo stava male e che la pediatra gli aveva prescritto gli antibiotici. Lei, la nonna, è molto contraria a somministrare qualsiasi tipo di medicina se non è proprio ma proprio inevitabile. D’altro canto la pediatra ormai me li prescrive per telefono quando chiamo per segnalare l’ennesima influenza. A chi dare retta? Personalmente credo che la giusta misura si trovi nel mezzo, come spesso accade, ma per capirne un po’ di più sull’argomento, ho cercato su internet ed ecco cosa ho trovato:
“Ben il 44% degli italiani utilizza indiscriminatamente gli antibiotici senza considerare che sono inutili contro virus come l’influenza o il raffreddore a meno che non si associno complicanze batteriche che, però, solo il medico è in grado di valutare. In maggioranza, invece, gli italiani assumono antibiotici per bronchiti, faringiti, tonsilliti ed influenza. Tutte affezioni prevalentemente virali, per cui l’antibiotico risulta inutile ed aumenta il fenomeno delle resistenze.”
Se riconosci la situazione e vuoi continuare a leggere, ecco l’intero articolo.

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mar  10
8
alle 09:35
da tina

Ultimo commento:

di gianni tirelli il 01/1/70

LA TERAPIA DI ERODE Quanti di voi si sono interrogati sui danni postumi che un trattamento irr...

Crescita

Educare ignorando.

surmulerSuona proprio male ma funziona. Almeno per adesso. Ovvero da quando ho deciso di non dare alcun tipo di attenzione al mio bambino di due anni quando fa i capricci, devo dire che durano molto, ma molto meno. Prima cercavo di capirlo, chiedendo cosa c’era che non andava, proponendo alternative alla situazione in cui si trovava, poi, dopo innumerevoli tentativi tutti andati male, mi arrabbiavo, dicendo ‘cosí non si fa’ o ‘guardami negli occhi e ascolta ciò che ti dico’ ma il risultato era lo stesso…come buttare acqua sulle ali di un’oca. E cosí ho deciso di ignorarlo. Ovvero gli spiego che a me questo comportamento non va bene e che quando ha finito puó venire da me e possiamo continuare a fare quello che stavamo facendo…ora, anche se si butta a terra e piange, dura pochissimo. La prossima sfida é convincere i nonni ad utilizzare la stessa tattica per far fronte comune ma mi sa che questo sará molto piú difficile…

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dic  09
2
alle 01:52
da tina