Posts Taggati come ‘Mamme’
L’importanza dell’età.
Fino ad ora, ci si è sempre focalizzati su come donne non più giovanissime possano correre più rischi rispetto alle mamme giovani di partorire un bambino affetto da handicap. Tutti i libri sulla gravidanza includono una scheda dove si può leggere di quanto sale ogni anno la percentuale di rischio di avere un bambino affetto dalla sindrome di Down.
Per quanto riguarda l’età dei futuri papà, invece, non se ne è sentito molto parlare. Adesso, però, l’attenzione dei ricercatori si rivolta verso i maschi, e si iniziano a pubblicare primi articoli dedicati alle conseguenze del rimandare troppo a lungo la paternità. Una di queste pubblicazioni evidenziano come bambini nati da papà con qualche anno in più corrono un rischio maggiore di diventare maniaco-depressivi rispetto al resto della popolazione. Ricerche precedenti hanno già dimostrato come i bambini nati da papà maturi hanno un rischio maggiore di sviluppare autismo e schizofrenia, ma adesso gli scienziati dell’Istituto Svedese per l’ Epidemiologia, la Karolinska Institut, hanno dimostrato la connessione con la mania- depressione.
Già a partire dal trentesimo anno di età, il rischio per l’uomo di concepire bambini che diventeranno maniaco-depressivi aumenta. Quando il papà arriva al 55° compleanno, l’indagine evidenzia come il rischio per i suoi futuri bambini sia aumentato del 37% quando la percentuale della popolazione totale che soffre di sindromi maniaco depressive sia dell’ 1-2%.
Per saperne di più sull’argomento, ho letto un testo preso dal “Oxford Journals”.
da tina
Mamme in carriera, bambini meno sani.
I bambini inglesi le cui mamme lavorano a tempo pieno hanno più possibilità di passare molto tempo seduti e di avere abitudini alimentari cattive rispetto ai bambini con mamme casalinghe. Ecco cosa evidenzia il risultato di una nuova ricerca, pubblicato da ‘The Journal of Epidemiology and Community Health’ che vede coinvolti più di 12.000 bambini inglesi in età scolare e le loro mamme. Le mamme coinvolte nella ricerca hanno risposto a domande riguardanti orari lavorativi, abitudini alimentari e livello di attività e di esercizio fisico dei loro figli. Tra l’altro è emerso che i bambini con mamme che lavorano full-time bevono molte più bibite gassate, mangiano meno frutta e hanno un livello di attività più basso poiché passano più tempo davanti alla televisione. Per leggere l’articolo originale, potete seguire questo link.
da tina
Mamme in carriera, bambini meno sani.
I bambini inglesi le cui mamme lavorano a tempo pieno hanno più possibilità di passare molto tempo seduti e di avere abitudini alimentari cattive rispetto ai bambini con mamme casalinghe. Ecco cosa evidenzia il risultato di una nuova ricerca, pubblicato da ‘The Journal of Epidemiology and Community Health’ che vede coinvolti più di 12.000 bambini inglesi in età scolare e le loro mamme.
Le mamme coinvolte nella ricerca hanno risposto a domande riguardanti orari lavorativi, abitudini alimentari e livello di attività e di esercizio fisico dei loro figli. Tra l’altro è emerso che i bambini con mamme che lavorano full-time bevono molte più bibite gassate, mangiano meno frutta e hanno un livello di attività più basso poiché passano più tempo davanti alla televisione.
Per leggere l’articolo originale, potete seguire questo link.
da tina
Parti prematuri: fenomeno in aumento nei paesi industrializzati
Nascono sempre più bambini prematuri. Nei paesi industrializzati si registra un trend del 20% in più. Colpa dell’aumento dell’età media del parto, dell’obesità, dello stress a cui sono sottoposte le future mamme, secondo la dottoressa Kei Lui che a Sidney in Australia dirige l’unità di terapia intensiva neonatale del Royal Hospital for Women. Anche in Italia sono 50 mila i bambini pretermine (prima della 38esima settimana) nati ogni anno. Un numero che si potrebbe ridurre se le mamme Continua a leggere… »
da alena
Svezzamento: consigli utili per l’introduzione della carne
Svezzare i bambini piccoli è sempre fonte di preoccupazione per le mamme, perchè non si sa mai quando è il momento giusto. Ecco uno schema di massima per l’introduzione della carne:
4°-5° mese: possiamo cominciare con carne di agnello e coniglio, tacchino, pollo, vitello, manzo. La triturazione è finissima e la consistenza deve essere cremosa. 20 gr a porzione oppure mezzo vasetto di omogeneizzato.
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da alena
Preparazione per l’allattamento
Tutti sappiamo quando fa bene allattare il proprio bambino, ma poche delle future mamme sanno che prima di iniziare il periodo dell’allattamento, è bene dedicare un po’ d’attenzione ai propri capezzoli. Come mai? Perché avere spesso un bebè attaccato al seno significa che la pelle comunque delicata dei capezzoli viene messa a dura prova. La suzione in se può provocare piccole lesioni, in particolare se il bebè non ha ancora imparato a succhiare bene e poi, visto che il latte continua a scorrere un po’ anche tra una poppata e l’altra, i capezzoli tendono a rimanere leggermente umidi, il che potrebbe causare ulteriori fastidi. Un modo per rafforzare i capezzoli ed evitare fastidiosi ragadi (piccoli tagli dolorosi) è iniziare ad usare una crema ad hoc già durante gli ultimi mesi della gravidanza.
Per saperne di più sulle ragadi potete andare qui ed ecco una descrizione di una delle varie creme disponibili per evitarle.
da tina
Televisione si o no?
A volte, lo ammetto, mi sento la prima nella classifica delle mamme cattive, visto che mi capita (con una certa regolarità) di mollare il pargolo di fronte alla televisione e mettere uno di quei programmi con pupazzi giganti che sembrano uscire da una mente sotto gli effetti dell’LSD. Personalmente non sopporto di vederli saltare, ballare e cantare a lungo, per non parlare delle voci stridule fatte da adulti che pretendono di essere bambini, ma tutto questo non è rilevante. Fatto è che la televisione a volte riesce a regalarmi 15 minuti di tempo, dove posso preparare la cena, stendere il bucato o scrivere un testo per il blog. Ma farà bene? Può un bimbo di un anno e passa davvero trarre beneficio della televisione o gli sto solamente danneggiando il cervello, gettando le basi per un futuro che lo vedrà incollato di fronte a x-box, gameboy o quel che sia? Ho fatto una piccola ricerca, e trovo che questa pagina mi da qualche risposta.





