Posts Taggati come ‘Mamme’

Alimentazione

Se un bambino non mangia frutta e verdura è colpa della mamma

bambini verduraPerché i bambini non amano mangiare frutta e verdura? Molte mamme si domandano ogni giorno come mai ai propri figli non piacciono certe pietanze oppure perché fanno i capricci ogni volta che gli mettete davanti un bel minestrone. Voi date mai li buon esempio mangiando frutta e verdura per prime? Da una ricerca della Michigan University College of Nursing condotta dal professor Mildred Horodynsky su 400 mamme di bambini da 1 a 3 anni è emerso che tutti i bambini che non amavano mangiare frutta e verdura erano figli di donna che solitamente non ne mangiavano e nemmeno le proponevano. Blogmamma riporta le parole dei ricercatori:

“Le diete a basso contenuto di frutta e verdura, anche in giovane età, presentano un aumento del rischio per le malattie croniche in un futuro”e ancora “…le madri ritengono i loro figli dei mangiatori schizzinosi possono essere più permissive e incoraggiare il consumo di frutta e verdura…”

Quindi se il vostro bambino non mangia ne frutta ne verdura è il momento di farsi qualche domanda, e di cercare una simpatica soluzione. Io vi consiglio d’iniziare con una buona dieta a base di spinaci e cartoni animati di braccio di ferro. Con mio figlio ha funzionato!

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dic  10
20
alle 11:10
da daddy

Ultimo commento:

di Daddy il 01/1/70

Allora dovrebbe scrivere alla Michigan University che ha fatto la ricerca di cui noi diamo notizi...

Crescita

La materna, si o no?

97-98-kindergardenLa domanda che si sente fare da tutte le mamme questi pomeriggi ai giardini è: ‘E’ entrato?’ Per chi sta fuori del giro potrebbe essere difficile capire di cosa parliamo, ma noi ci capiamo al volo. Ogni tanto la risposta è sì, spessissimo no, come nel nostro caso. Sono uscite le liste provvisorie per la scuola materna ed è stato un brutto colpo per tanti genitori nella mia zona, visto che quest’anno, le liste di attesa sono lunghissime. Personalmente, mio figlio si trova al 67° posto in graduatoria, e quindi talmente lontano dai 30 posti disponibili che di certo non potrà entrare nella materna statale anche se compie 3 anni a settembre.
Quanto sono rimasta male quando l’ho scoperto! Speravo davvero tanto di mandarlo lì, e invece gli toccherà un altro anno di nido. Ma l’Italia non era a corto di bambini? Non si discute del problema del numero di nascite in caduta libera? O forse è solo nel mio di quartiere che i bambini sembrano spuntar fuori come funghi all’ombra di un albero?
Se volte saperne di più sulle scuole materne di Roma, divise per municipio, ecco un elenco per voi.

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mar  10
26
alle 09:18
da tina

Crescita

Lode alle mamme single.

family1Ieri sera avevo uno di quei gloriosi momenti della maternità: il mio piccino stava nel box piangendo come un disperato perché in piena dentizione, il grande, nudo sul fasciatolo dopo il bagnetto, piangeva perché il sapone gli era entrato negli occhi e in quel momento esatto è saltata la corrente che, a quanto pare, non reggeva lavatrice, forno e scaldabagno tutt’assieme. Situazione deliziosa, ve lo assicuro. Sapevo però, che da lì a poco mio marito sarebbe tornato e che mi avrebbe dato una mano, che non avrei dovuto affrontare tutta la serata sola con due bambini piccoli piagnucolosi.
Ma le mamme single, come caspita fanno? Davvero penso che meritano tutta la nostra stima, la mio di certo ce l’hanno già perché non posso immaginare quanto deve essere duro tirare su dei figli senza l’aiuto dei loro papà.
Se sei una di queste super-mamme, ecco un sito che potrebbe andar bene per te.

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feb  10
22
alle 08:26
da tina

Ultimo commento:

di Manu il 01/1/70

Eccomi qua! Mamma single da diversi anni ormai... io ho solo un bimbo, un ometto di 8 anni e ti a...

Senza categoria

Quando il bambino bagna il letto.

ailmentChildSleepProblemsPer il grande dispiacere di tanti bambini, e mamme, bagnare il letto durante la notte è piuttosto normale. Mentre la maggior parte dei bambini sono capaci di rimanere asciutti durante il sonno dopo aver imparato ad usare il vasino, circa il 20% dei bambini di sei anni ancora fa la pipì a letto. Il problema è più accentuato con i maschi visto che lo sviluppo fisico è più lento. I motivi di questo fastidio variano molto da persona a persona, ma ecco un elenco di alcune delle cause più comuni:
• lento sviluppo della muscolatura della vescica. In questi casi, il muscolo della vescica si contrae e vacua la vescica quando questa è solo piena a metà.
• Alcuni bambini producono semplicemente una grande quantità di urina durante la notte poiché il meccanismo che rallenta la produzione di urina durante la notte non è del tutto sviluppato.
• Anche la genetica influisce quando un bambino fa la pipì a letto. Nelle famiglie dove uno dei genitori ha avuto questo problema, c’è il 40% di possibilità che anche i figli ne soffriranno. Se tutti e due i genitori ne soffrivano superati i tre anni d’età, la probabilità che lo faranno i figli aumenta al 70%.
• Alcuni bambini fanno la pipì a letto se sono preoccupati o ansiosi.
• Un’infezione nel tratto urinario può esserne la causa.
• Alcune medicine, come anche bibite con caffeina e la cioccolata, possono avere effetti diuretici, aumentando la produzione d’urina.
• Anche alcune malattie come il diabete possono essere la causa se il bambino continua a bagnarsi a letto.
Per avere ulteriori informazioni, vi raccomando di leggere questa pagina.

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feb  10
15
alle 08:26
da tina

Gravidanza

L’importanza dell’età.

SittingFatherSonFino ad ora, ci si è sempre focalizzati su come donne non più giovanissime possano correre più rischi rispetto alle mamme giovani di partorire un bambino affetto da handicap. Tutti i libri sulla gravidanza includono una scheda dove si può leggere di quanto sale ogni anno la percentuale di rischio di avere un bambino affetto dalla sindrome di Down.
Per quanto riguarda l’età dei futuri papà, invece, non se ne è sentito molto parlare. Adesso, però, l’attenzione dei ricercatori si rivolta verso i maschi, e si iniziano a pubblicare primi articoli dedicati alle conseguenze del rimandare troppo a lungo la paternità. Una di queste pubblicazioni evidenziano come bambini nati da papà con qualche anno in più corrono un rischio maggiore di diventare maniaco-depressivi rispetto al resto della popolazione. Ricerche precedenti hanno già dimostrato come i bambini nati da papà maturi hanno un rischio maggiore di sviluppare autismo e schizofrenia, ma adesso gli scienziati dell’Istituto Svedese per l’ Epidemiologia, la Karolinska Institut, hanno dimostrato la connessione con la mania- depressione.
Già a partire dal trentesimo anno di età, il rischio per l’uomo di concepire bambini che diventeranno maniaco-depressivi aumenta. Quando il papà arriva al 55° compleanno, l’indagine evidenzia come il rischio per i suoi futuri bambini sia aumentato del 37% quando la percentuale della popolazione totale che soffre di sindromi maniaco depressive sia dell’ 1-2%.
Per saperne di più sull’argomento, ho letto un testo preso dal “Oxford Journals”.

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gen  10
21
alle 02:21
da tina

In salute

Mamme in carriera, bambini meno sani.

imagesI bambini inglesi le cui mamme lavorano a tempo pieno hanno più possibilità di passare molto tempo seduti e di avere abitudini alimentari cattive rispetto ai bambini con mamme casalinghe. Ecco cosa evidenzia il risultato di una nuova ricerca, pubblicato da ‘The Journal of Epidemiology and Community Health’ che vede coinvolti più di 12.000 bambini inglesi in età scolare e le loro mamme. Le mamme coinvolte nella ricerca hanno risposto a domande riguardanti orari lavorativi, abitudini alimentari e livello di attività e di esercizio fisico dei loro figli. Tra l’altro è emerso che i bambini con mamme che lavorano full-time bevono molte più bibite gassate, mangiano meno frutta e hanno un livello di attività più basso poiché passano più tempo davanti alla televisione. Per leggere l’articolo originale, potete seguire questo link.

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dic  09
8
alle 02:27
da tina

Crescita

Mamme in carriera, bambini meno sani.

ObeseI bambini inglesi le cui mamme lavorano a tempo pieno hanno più possibilità di passare molto tempo seduti e di avere abitudini alimentari cattive rispetto ai bambini con mamme casalinghe. Ecco cosa evidenzia il risultato di una nuova ricerca, pubblicato da ‘The Journal of Epidemiology and Community Health’ che vede coinvolti più di 12.000 bambini inglesi in età scolare e le loro mamme.
Le mamme coinvolte nella ricerca hanno risposto a domande riguardanti orari lavorativi, abitudini alimentari e livello di attività e di esercizio fisico dei loro figli. Tra l’altro è emerso che i bambini con mamme che lavorano full-time bevono molte più bibite gassate, mangiano meno frutta e hanno un livello di attività più basso poiché passano più tempo davanti alla televisione.
Per leggere l’articolo originale, potete seguire questo link.

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ott  09
20
alle 10:22
da tina

Gravidanza, I pareri degli esperti

Parti prematuri: fenomeno in aumento nei paesi industrializzati

192710Nascono sempre più bambini prematuri. Nei paesi industrializzati si registra un trend del 20% in più. Colpa dell’aumento dell’età media del parto, dell’obesità, dello stress a cui sono sottoposte le future mamme, secondo la dottoressa Kei Lui che a Sidney in Australia dirige l’unità di terapia intensiva neonatale del Royal Hospital for Women. Anche in Italia sono 50 mila i bambini pretermine (prima della 38esima settimana) nati ogni anno. Un numero che si potrebbe ridurre se le mamme Continua a leggere… »

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giu  09
25
alle 12:11
da alena

Alimentazione, Cibo, Consigli amichevoli, Crescita, svezzamento

Svezzamento: consigli utili per l’introduzione della carne

svezzamento Svezzare i bambini piccoli è sempre fonte di preoccupazione per le mamme, perchè non si sa mai quando è il momento giusto. Ecco uno schema di massima per l’introduzione della carne:

4°-5° mese: possiamo cominciare con carne di agnello e coniglio, tacchino, pollo, vitello, manzo. La triturazione è finissima e la consistenza deve essere cremosa. 20 gr a porzione oppure mezzo vasetto di omogeneizzato.

Continua a leggere… »

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giu  09
24
alle 12:36
da alena

allattamento

Preparazione per l’allattamento

amningTutti sappiamo quando fa bene allattare il proprio bambino, ma poche delle future mamme sanno che prima di iniziare il periodo dell’allattamento, è bene dedicare un po’ d’attenzione ai propri capezzoli. Come mai? Perché avere spesso un bebè attaccato al seno significa che la pelle comunque delicata dei capezzoli viene messa a dura prova. La suzione in se può provocare piccole lesioni, in particolare se il bebè non ha ancora imparato a succhiare bene e poi, visto che il latte continua a scorrere un po’ anche tra una poppata e l’altra, i capezzoli tendono a rimanere leggermente umidi, il che potrebbe causare ulteriori fastidi. Un modo per rafforzare i capezzoli ed evitare fastidiosi ragadi (piccoli tagli dolorosi) è iniziare ad usare una crema ad hoc già durante gli ultimi mesi della gravidanza.
Per saperne di più sulle ragadi potete andare qui ed ecco una descrizione di una delle varie creme disponibili per evitarle.

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feb  09
11
alle 09:46
da tina