Posts Taggati come ‘neonati’
Dormire lo aiuta a crescere
Il vostro bimbo dorme troppo? Tranquille mamme, dormire gli fa solo bene.
Uno studio pubblicato sulla rivista Sleep dai ricercatori della Emory University di Atlanta (Usa), ha scoperto che la durata della nanna influenza lo sviluppo in altezza del neonato.
Secondo lo studio, un aumento dei riposini quotidiani spesso corrisponde all’accrescimento del bambino entro le 48 ore successive.
Lo studio è stato condotto su 23 neonati – che all’inizio dell’esperimento avevano, in media, 12 giorni -, i cui genitori hanno preso nota, quotidianamente, della durata e della frequenza del loro sonno per un periodo che andava dai 4 ai 17 mesi. Al termine dell’esperimento è emerso che gli episodi di sonno definiti “irregolari” – che hanno dato vita a un incremento medio di 4,5 ore di riposo al giorno – hanno determinato una crescita dei piccoli pari al 20% in più rispetto al normale sviluppo per ogni ora di sonno ‘extra’ e a circa il 43% per ogni nuovo “pisolino”.
I risultati dimostrano che la crescita improvvisa non solo si verifica durante il sonno, ma ne è significativamente influenzata.
da marina morelli
Lattoferrina: La proteina che rinforza i prematuri
Nel latte è presente una proteina che grazie alle sue proprietà antibatteriche è in grado di combattere le infezioni.
Lo scoperta è stata fatta dai ricercatori dell’ospedale Sant’Anna di Torino, coordinati da Paolo Manzoni, e pubblicato sulla rivista scientifica Jama (Journal of the Medical Association).
Lo studio è stato fatto su 472 bambini nati con un peso basso e ricoverati in reparti di terapia intensiva. Divisi in 3 gruppi, i neonati hanno ricevuto la lattoferrina da sola, con un probiotico o un placebo, dalla nascita fino a un mese di vita.
Chi aveva avuto la lattoferina e lattoferrina e probiotico aveva visto i tassi di infezione scendere rispettivamente al 5,9% e al 4,6% contro il 17,3 di chi aveva preso il probiotico
da marina morelli
“Per una nanna sicura”
Il SIDS è un fenomeno che la comunità scientifica ancora non è riuscita a spiegare, e che consiste nella morte improvvisa e senza apparenti spiegazioni del lattante. Una delle principali cause del SIDS sembra essere quella di far dormire i neonati a pancia in giù. Il progetto “Sempre a pancia in su, per una nanna sicura” realizzato dalla collaborazione dell’Associazione Salvamamme, della Croce Rossa Italiana di Roma, dell’Happy Family Onlus e della Cap Gemini, vuole aiutare i neogenitori nella cura dei lattanti, e vuole distribuire presso i reparti di neonatologia un opuscolo con le linee guida della Comunità Europea, per la prevenzione della morte in culla o SIDS. Ecco le dichiarazioni del Presidente di Salvamamme, Grazia Passeri, riportate da nanna.blogmamma.it:
“I neogenitori spesso sono impreparati ad affrontare situazioni di emergenza, i dati a riguardo sono allarmanti, ma attraverso questo progetto si potranno salvare tanti bambini. Grazie ai volontari della Croce Rossa Italiana e a tutti coloro i quali hanno creduto nell’iniziativa”.
da daddy
Neonati: la capacità d’apprendimento è subito attiva
Ad appena un giorno o due di vita ha già inizio il processo di apprendimento e il cervello dei piccolissimi si dimostra un lavoratore instancabile, tanto da continuare a elaborare informazioni anche durante il sonno. Lo sostengono i ricercatori dell’Università della Florida, che hanno testato le reazioni di 26 bimbi appena nati (di uno o due giorni al massimo) nel corso di un riposino, verificando l’esistenza un’attività cerebrale significativa anche mentre dormivano.
Gli studiosi hanno fatto sentire ai piccoli una musica e successivamente hanno soffiato gentilmente sulle loro palpebre chiuse. Quando, dopo venti minuti, gli esperti hanno nuovamente Continua a leggere… »
da alena
Neonati a rischio.
“La fecondazione assistita aumenta il rischio di malformazioni genetiche del nascituro. Lo afferma uno studio francese presentato alla conferenza della European Society of Human Genetics che si tiene a Goteborg, in Svezia. Geraldine Viot dell’ospedale Maternite Port Royal di Parigi ha analizzato informazioni su 15.162 bambini nati con la fecondazione assistita: ‘Abbiamo trovato malformazioni congenite importanti nel 4,24% dei bimbi – spiega l’esperta – per alcune patologie il rischio è fino a 6 volte più alto che nei figli nati naturalmente’. Non sono ancora chiare le cause di tali malformazioni. “
Articolo pubblicato su ‘Metro’ di Roma il 15.06.2010
da tina
Ultimo commento:
di valerio monaco il 01/1/70
Il cervello dei neonati.
Ad appena un giorno o due di vita ha già inizio il processo di apprendimento e il cervello dei piccolissimi si dimostra un lavoratore instancabile, tanto da continuare a elaborare informazioni anche durante il sonno. Lo sostengono i ricercatori dell’Università della Florida, che hanno testato le reazioni di 26 bimbi appena nati (di uno o due giorni al massimo) nel corso di un riposino, verificando l’esistenza un’attività cerebrale significativa anche mentre dormivano.
Gli studiosi hanno fatto sentire ai piccoli una musica e successivamente hanno soffiato gentilmente sulle loro palpebre chiuse. Quando, dopo venti minuti, gli esperti hanno nuovamente proposto la melodia ai neonati, ben 24 bambini hanno istintivamente strizzato gli occhi al suono delle note musicali: i piccini avevano appreso l’automatismo anche durante la nanna, anticipando la risposta a un’esperienza a loro già nota.
I lattanti si sono dimostrati vere e proprie spugne di informazioni, rivelando una capacità di apprendimento che va oltre la veglia e che suggerisce più di una riflessione sul funzionamento del cervello fin dai primi giorni di vita. Il fatto che il sonno sia un momento cruciale per metabolizzare le informazioni acquisite da svegli è noto da tempo, ma l’esistenza di un modello cognitivo incosciente in bambini così piccoli (il cui schema del sonno è chiaramente molto diverso rispetto a quello di bimbi più grandi o di adulti) implica un cervello molto più evoluto di quanto non si pensasse. Secondo la psicologa Dana Byrd i piccolissimi, avvolti tra le braccia di Morfeo, mostrano una forma di comprensione che non è riscontrabile nemmeno tra gli adulti.
Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, è il primo a dimostrare il funzionamento del cervello durante il sonno nei piccolissimi e può avere importanti implicazioni nell’individuazione precoce di disturbi di apprendimento, quali l’autismo o la dislessia.
Articolo pubblicato da www.corriere.it.
da tina
Neonati: l’esercizio fisico della madre in gravidanza evita un peso eccessivo
Svolgere un regolare esercizio fisico in gravidanza, almeno tre volte a settimana, diminuisce del 23-28% la possibilità di partorire un bambino dal peso eccessivo, cosa che comporta un parto più difficile. Lo ha stabilito uno studio realizzato in Norvegia, supportato dal ministero della Salute, che ha preso in esame 36.869 gravidanze. Secondo il Norwegian Mother and Child Cohort Study, invece, fare esercizio fisico prima della gravidanza non influisce sul peso del neonato.
da Elisabetta Malvagna
Bimbi e vaccinazioni: ecco cosa bisogna sapere
Sono davvero tante in Italia le mamme del tutto disinformate sul tema delle vaccinazioni. Pare che nove mamme su dieci non sappiano assolutamente nulla sui vaccini, da quelli sulla polio a quelli sulla rosolia.
E’ bene allora ricordare che è consigliabile per tutti i lattanti all’inizio del terzo mese (dal sessantunesimo giorno di vita), la vaccinazione con l’esavalente: 4 sono obbligatorie (la difterite, il tetano, l’epatite B e il polio) e due no (la pertosse e le infezioni invasive da Haemophilus influenza). Il ciclo primario della vaccinazione cosiddette obbligatoria prevede 3 dosi nel primo anno di vita. Continua a leggere… »
da alena
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di tiziana il 01/1/70
I neonati ci vedono meglio di quello che si crede
Intorno alla vista dei neonati si raccontano un sacco di storie. La più diffusa è quella secondo cui i piccoli non vedono nulla dopo la nascita. Invece in realtà non è proprio così. Alla luce il piccolo infatti è sensibilissimo e se alla nascita è accolto in un luogo con luci indirette e soffuse, subito apre gli occhi, si guarda intorno, cerca gli occhi della madre. E’ vero che alla nascita il bimbo riconosce la madre dal tatto, dal timbro della voce, dall’odore. E’ bene in questa fase proteggerlo da ogni brusca esposizione al sole e alle luci forti, soprattutto dirette. Ma già a 15 giorni di vita il piccolo riesce a
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da alena
Il nuoto da piccoli: ecco quando mettere in acqua un bambino
Quando è il momento giusto per iniziare a far nuotare il proprio piccolo? In realtà i pediatri spiegano che non esiste un’età specifica per cominciare a nuotare. Tutto dipende dalla predisposizione del bambino. Un genitore però può favorire un approccio sereno facendogli vivere l’acqua come un gioco e aiutandolo ad abbandonare lentamente tavoletta e braccioli. Senza mai perderlo di vista. Eppure quando arriva il momento di mettere i bambini in acqua ogni genitore sembra sempre fin troppo preoccupato. In realtà Continua a leggere… »
da alena





