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Come salutare i bambini?
“Ciao amore, la mamma va a lavorare ma poi viene a prenderti al nido”. Ecco la frase apparentemente innocente che ogni mattina manda in delirio il mio figliolo di due anni e mezzo. Pensavo, ingenuamente forse, che la fase della paura del distacco fosse ormai finita, ma sbagliavo. Comunque, so che una volta uscita di casa, la situazione migliora subito… quello che l’occhio non vede… Ma perché deve essere così difficile? Sono convinta che il papà riesca a gestire la preparazione mattutina per la deportazione al nido (in fondo si tratta soltanto di cambiare qualche pannolino, preparare dei biberon, far fare colazione al piu grande vestirli) ma non c’è verso che posso lasciare la casa senza un groppo in gola e con la coscienza sporca (e questo anche se vado, appunto, a lavoro, mica a farmi le manicure).
Sono assolutamente convinta che bisogna salutare bene i bambini prima di partire per qualsiasi cosa invece di uscire di soppiatto…ma come si fa a rendere il distacco meno problematico?
Per chi si trova a gestire situazioni simili, forse potrebbe essere utile questa pagina.
da tina
L’iscrizione al nido.
Vi è mai capitato di dover fare l’iscrizione all’asilo nido pubblico per il piccolo?
Nel caso ancora non aveste avuto questa deliziosa esperienza, vi posso assicurare che ci vuole tanta pazienza, concentrazione e molto tempo a disposizione. Eh sì, perché compilare l’iscrizione non è per chi è debole di cuore o per collerici di natura. Ieri sera è toccato a noi. Pensavamo, visto che ormai abbiamo già compilato la domanda per la scuola materna per il più grande, che questo modulo sarebbe stata una passeggiata. Inutilmente dire che mi sbagliavo. Ragazze, è davvero complicato tanto che moltissime domande ogni anno vengono archiviate perché non sono state compilate in modo corretto.
Ma è possibile che non c’è un modo per rendere questi moduli più user-friendly come si suol dire?
Se non mi credete, provatelo voi stessi, – e buon divertimento.
da tina
La bronchite.
Durante l’inverno succede spesso che i bambini tornano dall’asilo o dal nido con la febbre o con la tosse e una delle prime domande che si fanno i genitori è: avrà la bronchite? Visto che durante gli ultimi mesi ho incontrato molti genitori attanagliati da questo dubbio nella sala d’aspetto del pediatra, ecco una breve descrizione di cosa é la bronchite:
La bronchite e una malattia infettiva per lo più di origine batterica che colpisce i bronchi, cioè i condotti che portano l’aria inspirata ai polmoni. Il medico fa diagnosi di bronchite dopo aver visitato e auscultato il torace. Si manifesta con febbre e la tosse, appunto. Spesso la febbre tende a stabilizzarsi intorno ai 38-39 gradi, mentre la tosse diventa sin da subito produttiva, dando spesso luogo a eliminazione di muco. L’andamento della bronchite dipende dalla tempestività della cura, dalle condizioni generali del paziente e dalla possibile insorgenza di complicazioni. Per risolvere la bronchite, il pediatra prescriverà antibiotici mirati ma sono anche utili l’umidificazione dell’ambiente e l’utilizzo di mucolitici per aerosol.
La bronchite viene favorita, più che dalla diminuzione in se della temperatura, dal fatto di rimanere spesso in ambienti chiusi con scarso ricambio d’aria e la maggior parte delle bronchiti si contrae a causa di virus o batteri trasmessi da persona a persona attraverso il respiro. Poi, il fatto di passare molto tempo in ambienti riscaldati con l’aria asciutta rende più difficile per l’organismo mantenere l’umidità necessaria alle mucose per svolgere la loro funzione protettiva.
Per saperne di più sulle malattie invernali, vi consiglio questa pagina.
da tina
I capricci alimentari dei bambini.
Ma perché i bambini mangiano di tutto al nido – ceci e spinaci inclusi – quando mangiano solo cinque alimenti a casa? Sará forse la compagnia degli altri bambini, ma il fatto é che mio figlio di 2 anni é diventato un mangiatore estremamente selettivo quando si trova a tavola con noi. Non conto piú le sere dove ha voluto solo pane bianco con burro e latte caldo…ma questa non si puó chiamare cena! La frutta e il pesce devo dire, in genere li mangia, ma tutto il resto no. E una fase, ne sono sicura, ma quando passerá? Io comunque mi rifiuto di cucinare piatti extra per lui: si mangia ció che c´é in tavola, perché altrimenti la mamma non fa altro che cucinare e diciamo che non é esattamente la mia passione. Ma dove é il limite? Vorrei che lui assumesse tutte le sostanze di cui ha bisogno e allo stesso tempo non voglio indurlo a credere che sará sempre assecondato a tavola e che sono la sua cuoca personale (anche se un po’ alla fine lo sono). Se qualcuno ha dei buoni consigli per superare questo momente culinario difficile, mi faccia sapere.
da tina
Combattiamo l’influenza a tavola
L’influenza ha iniziato a fare strage in tutt’Italia, e molti di noi con bimbi che frequentano nidi, asili e scuole hanno già dovuto affrontare febbre, nasi che colano, tosse ed altro. Un problema che spesso si presenta in questi casi è l’inappetenza e, se la malattia persiste per molti giorni, può subentrare uno stato di quasi digiuno, il che fa sempre preoccupare mamma e papà. In questi casi bisogna offrire una pappa nutriente e, perché no, gustosa, e qui ci rivogliamo al consiglio della nonna: brodo di pollo!
Non soltanto é stato dimostrato che il brodo di pollo possa ridurre le infiammazioni delle vie aeree ma inoltre fornisce i vostri piccoli di una buona dose di vitamine e minerali di cui hanno bisogno per combattere al meglio bacili e batteri. In casa nostra, la versione preferita contiene patate, carote, cipolla, sedano, zucca, pomodori e un bel petto di pollo, ma per una buona ricetta provate anche questa .
da tina





