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Partorire in acqua in mezzo ai delfini

Non è una stranezza di qualche ginecologo strambo o di una mamma in cerca di emozioni. E’ un modo “dolce” per partorire.
La nuova sensibilità per le necessità della partoriente e del nascituro, hanno pemesso di sviluppare questa metodologia che ha trovato origine dalle esperienze del medico russo Igor Tjarkowskij.
Successivamente in Francia, grazie all’apporto del medico Michel Odent, il parto in acqua ha avuto la possibilità di trasformarsi da fenomeno “originale” a metodica scientifica.L’immersione in acqua calda, permette il rilassamento della muscolatura e la produzione di endorfine: sostanze naturali con effetto analgesico e miorilassante.
Oggi il parto in acqua è una pratica consolidata in molti ospedali europei. Anche in Italia la “tecnica” si sta capillarmente diffondendo grazie all’esperienza ed alle ricerche effettuate su migliaia di parti in questi ultimi dieci anni.
Come si vede dall’elenco degli ospedali attrezzati, le strutture idonee al parto in acqua (con foto e indirizzi) sono distribuite prevalentemente nel centro-nord Italia.
Dopo il continua, un video straordinario sul parto in acqua con i delfini.
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da daddy
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di rossana il 01/1/70
Bimbi e vaccinazioni: ecco cosa bisogna sapere
Sono davvero tante in Italia le mamme del tutto disinformate sul tema delle vaccinazioni. Pare che nove mamme su dieci non sappiano assolutamente nulla sui vaccini, da quelli sulla polio a quelli sulla rosolia.
E’ bene allora ricordare che è consigliabile per tutti i lattanti all’inizio del terzo mese (dal sessantunesimo giorno di vita), la vaccinazione con l’esavalente: 4 sono obbligatorie (la difterite, il tetano, l’epatite B e il polio) e due no (la pertosse e le infezioni invasive da Haemophilus influenza). Il ciclo primario della vaccinazione cosiddette obbligatoria prevede 3 dosi nel primo anno di vita. Continua a leggere… »
da alena
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di tiziana il 01/1/70
Belle anche in gravidanza
Del sesso in gravidanza ne avevamo già parlato.
C’è però un aspetto di cui non avevamo tenuto conto.
Durante la maternità il corpo femminile viene investito da una vera e propria tempesta ormonale in grado di modificarne sensibilmente l’aspetto.
Alcuni effetti sono decisamente gradevoli. Altri, invece, sono inestetismi, problemi e disturbi che tendono a scomparire o a ridursi dopo il parto ma che possono far vivere male il proprio corpo o il proprio aspetto in gravidanza.
Senza entrare nello specifico (Takecare potrà aiutarvi ad eliminare eventuali dubbi) la domanda che mi pongo è se e in che modo la gravidanza tenda a modificare i lineamenti. Si dice, da sempre, che aspettare un figlio maschio renda la donna più bella e luminosa mentre l’attesa di una femmina appesantisca. Sono credenze antiche che non rispondono a nessun criterio scientifico.
Non potendo avere testimonianze con foto in allegato di donne “con e senza pancione” ci siamo rivolti, come sempre, alla rete per trovare qualche esempio. Continua a leggere… »
da daddy
La sessualità in gravidanza, i fatti e le false credenze.
La sessualità in gravidanza. Ecco un argomento che, incredibilmente, ancora oggi è circondato da tante false credenze e di cui si parla poco.
Tante donne avvertono un grande bisogno di tenerezza in questo periodo, questo non può essere una sorpresa per nessuno, ma fatto è che spesso la gravidanza può aumentare il desiderio sessuale della donna, e anche gli orgasmi possono diventare più intensi e frequenti. Il desiderio è spesso maggiore durante il secondo trimestre, ovvero dal quarto al settimo mese, dopo le nausee mattutine e prima che la fatica fisica ed il pancione diventano troppo grandi.
Comunque, visto che tante coppie diventano molto caute nella loro vita sessuale quando si scopre che la donna è rimasta incinta, e che alcune sospendono addirittura completamente i loro rapporti per paura di far male al bambino, ecco un elenco delle false credenze più rilevanti:
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da tina
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di Roberto il 01/1/70
I benefici del miele
Il miele è uno di quegli alimenti che può definirsi un super-alimento: contiene tantissime vitamine (24 se non erro), ha effetti antibatterici etc.
Mia nonna usava mettere il miele sulle ferite per disinfettarle e come rimedio per far andar via i pedicelli, per non parlare dei litri di latte caldo con miele che ci veniva somministrato quando stavamo a letto con influenza o raffreddore. Così, convinta degli effetti positivi del miele, una volta superato l’anno di età , ho iniziato ad introdurre il miele nella dieta di mio figlio.
So che una volta si dava il miele anche ai bambini più piccoli, alcuni addirittura intingevano il ciuccio nel miele, ma ormai è stato dimostrato che è meglio aspettare fino al compimento di un anno d’età – alcuni dicono addirittura 18 mesi – visto che alcuni batteri possono sopravvivere nel miele e la sua assunzione potrebbe provocare un’intossicazione alimentare molto seria (per esempio botulismo).
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da tina
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di ROSANNA il 01/1/70






