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Crescita

Il calo fisiologico dei neonati

bimbo-biberonUna delle più grosse preoccupazioni delle mamme riguarda il peso dei loro piccoli soprattutto nei primi mesi di vita quando il bambino molto spesso subisce un calo fisiologico.

Alla nascita può pesare 2,5 ai 4 chilogrammi. Un peso inferiore può essere un fattore ereditario, una nascita pre-termine o un cattivo funzionamento della placenta.

Un calo fisiologico invece è naturale nei primi giorni di vita. Il limite entro il quale è considerato normale è pari al 10% del peso alla nascita: ad esempio un neonato di 3 kg non dovrebbe scendere al di sotto dei 2,7 kg. I neogenitori non devono quindi preoccuparsi se al momento delle dimissioni il piccolo pesa meno di quando è nato. Significa solo che l’organismo del neonato sta attraverso la fase di adattamento dalla vita fetale a quella extra-uterina.

Dal momento invece che il piccolo comincia a recuperare il peso perso la sua crescita dovrebbe mantenersi costante per i primi tre mesi, ogni settimana infatti il neonato dovrebbe prendere dai 150 ai 200 grammi, ovviamente ciò dipende da quanto latte il piccolo è in grado di succhiare, in generale i piccoli allattati al seno acquistano più peso di quelli allattati artificialmente.

Dai 3 ai 6 mesi invece la crescita rallenta le si rallenta leggermente ed ogni settimana il piccolo aumenterà di circa 150 grammi, un parametro per capire se tutto procede nel modo migliore è quello di verificare che al compimento del quinto mese di età il neonato abbia raddoppiato il peso della nascita.

Quali sono invece i segni che un neonato non riceve abbastanza cibo?

• insufficiente crescita di peso:
• bagna meno di 6 pannolini ( urine e/o feci ) nelle 24 ore con urine concentrate (gialle e con forte odore)
• neonato insoddisfatto dopo la poppata e che piange spesso
• poppate troppo lunghe e frequenti
• evacuazione di feci dure e secche

Ovviamente queste sono regole generali, ogni bimbo ha una sua storia e il pediatra saprà fare le giuste valutazioni.

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gen  12
9
alle 12:49
da marina morelli

Gravidanza

E la placenta come viene espulsa?

placentaIl bimbo è nato, ora c’è bisogno di espellere la placenta. L’ostetrica che si sta prendendo cura di voi potrebbe chiedervi se volete una puntura a base di ossitocina o di metilergometrina per far contrarre l’utero e velocizzare tutto.

Se sceglierete di farvi fare la puntura, la placenta verrà espulsa nel giro di 5-10 minuti successivi al parto. In caso contrario sarà necessario qualche ora perché la placenta venga esplusa.

Tutto il procedimento non è doloroso, e voi sarete così distratte dal vostro bimbo che difficilmente vi accorgerete di quello che sta succedendo. Se avete avuto un cesareo, vi somministreranno gli stessi farmaci tramite una flebo e la placenta verrà tirata verso l’alto. Una volta espulsa l’ostetrica provvederà a esaminarla, per essere certa che sia venuta fuori tutta.

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apr  11
3
alle 09:56
da marina morelli

Gravidanza, I pareri degli esperti, In salute, neomamme

Varicella neonatale: se la mamma è immune, il feto è già protetto

neonatoSono tante le neomamme preoccupate dalla possibilità che un neonato possa prendersi la varicella. In realtà ci sono studi ormai approfonditi che dimostrano che la cosiddetta varicella neonatale, è possibile solo se la madre non l’ha contratta precedentemente, altrimenti il suo neonato è protetto passivamente dai suoi anticorpi che vengono trasferiti al neonato tramite la placenta. Quindi un buon criterio per stare tranquille è quello di ricordarsi se si è avuta la varicella, perché in questo caso il feto sarà protetto. Diverso è il caso invece di una donna in gravidanza che
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ago  09
3
alle 12:57
da alena

Gravidanza, I pareri degli esperti, In salute

Nascite premature: effetti dell’igiene orale sulla gravidanza

teethjpgCurare l’igiene orale è sempre importante, in gravidanza lo è ancora di piu’. Studi svolti dall’Università di Santiago del Cile e pubblicati sul Journal of Peridontology hanno rilevato che il 30% di gestanti con minacce di parto pre-termine prese in esame aveva nel liquido amniotico il Porphyromonas gingivalis, uno dei batteri responsabili dei disturbi paradontali più seri.
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lug  09
3
alle 11:28
da alena