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Niente Pc sotto i 9 anni
Meglio non usare il computer prima dei 9 anni, per poter scoprire il mondo reale prima di quello virtuale. È la richiesta di alcuni psicologi della Royal Society of Medicine al governo inglese, al quale chiedono regole restrittive in tal senso. Niente uso del telecomando, dei videogiochi e della navigazione Internet nella prima infanzia: bisognerebbe creare una zona technology free per dar modo ai piccolissimi di sviluppare le capacità di azione nello spazio, prima di quelle tecnologiche.
I bambini hanno bisogno di afferrare, toccare, sfiorare, assaggiare, guardare e muovere oggetti reali, per educare le proprie infrastrutture neurologiche e di apprendimento.
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da tina
Fidarsi è bene, non fidarsi…..
Premessa: vengo da un Paese dove le discussioni sulle strutture per la prima infanzia sono incentrate sul fatto che non tutte hanno una cucina completamente bio e dove, alla fine dell’anno scolastico, le maestre ti danno un bel faldone con una serie di foto del tuo pargolo che lo ritrae in momenti diversi della giornata, con tanto di commenti spiritosi.
In Italia le cose non funzionano esattamente così. Comunque, mi può anche andare bene, non ho bisogno di un documentario sullo sviluppo di mio figlio (anche se mi piacerebbe molto), ciò che è importante è che le maestre siano brave e che lui si trovi bene con loro e gli altri bimbi. Ma, ma,ma, purtroppo non è sempre così.
Il fatto è che la mia tata o baby-sitter, come la vogliamo chiamare, è una ex-maestra del nido dove mandavo i miei bambini, e pian piano sta svelando cose che avvenivano lì dentro e che, per metterla in modo diplomatico, non mi piacciono affatto. Prima di tutto: troppi bimbi, anche fino a 20 per stanza quando a noi genitori veniva detto che erano massimo 12. Poi, spesso i bambini piccoli venivano lasciati nei loro seggioloni perché semplicemente non c’era tempo e risorse per attivarli. E poi, e questo che mi fa ribollire più il sangue, due maestre usavano legare le manine dei bambini con le maniche delle loro maglie quando dovevano mangiare per far sì che fosse più semplice dargli dar mangiare.
Mi auguro che questo, per non parlare di questo sia l’eccezione e che la stragrande maggioranza dei nidi abbiano un’etica diversa.
da tina
La canzone del momento.
Prima di avere bambini, mi capitava spesso di canticchiare una canzone di, diciamo, The Queen, quando facevo la doccia, lavavo i piatti o preparavo la cena…sai, quei momenti quando uno è spensierato ed esce dalla bocca la prima melodia che ti viene in mente. Con due pargoli piccoli la situazione è cambiata. Non nel senso che non canto più sotto la doccia, ma il mio repertorio non è più “We are the Champions” ma piuttosto “Il coccodrillo come fa?”. Non c’è verso di togliermelo dalla testa. Prima di quella era “Il gatto puzzolone” seguito da “Le tagliatelle di nonna Pina” e “Mamma, fammi tante coccole” che ronzavano costantemente nella mia testa ma, a sentire i miei amici con bambini piccoli, non sono l’unica ad aver subito una rivoluzione musicale.
E così, visto che il passaggio delle canzoni dello Zecchino d’Oro sembra essere la regola per i piccini da uno ai tre anni, tanto vale preparasi in anticipo, magari imparando i testi per bene, e così forse vi conviene fare un salto qui.
da tina
Ultimo commento:
di Manu il 01/1/70
L’importanza della prima colazione.
“Ha fatto colazione?” Ecco la domanda che mi fa mia suocera alla prima telefonata del giorno, riferendosi a mio figlio grande (ancora non include il piccolo visto che allatta). Ormai rispondo sempre “sí, sí”, ma purtroppo non é sempre vero, e spesso lo mando al nido senza che ha preso altro che mezzo biberon di latte con miele e biscotti. E dire che fare la prima colazione é sempre stata la mia battaglia personale; prima con mio fratello piú piccolo e poi con mio marito. Tutti e due preferirebbero dormire 15 minuti in piú invece di sedersi a tavola la mattina mentre io adoro svegliarmi lentamente con la mia tazza di te, l’aranciata e i toast con burro e miele (per chi non ha provato questo abbinamento, non sa cosa si perde).
Comunque, per il momento la mia scusa per non ritrovarsi tutti intorno al tavolo la mattina é che i bambini sono piccoli, ma spero davvero di riuscirci una volta, magari tra 2-3 anni, perché, secondo il mio modesto parere, non ce modo migliore di iniziare la giornata, sia fisicamente sia psicologicamente.
Per saperne di piú sull’importanza del primo pasto del giorno, vi suggerisco questo sito.
da tina





