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Dall’abecedario al computer
Tutti i bambini vogliono imparare a scrivere, o fingono di farlo. Una tempo il metodo per insegnare a leggere e scrivere passava per le aste, poi venne la scrittura diretta delle lettere. Oggi, con l’avvento del computer e della tecnologia anche i metodi d’insegnamento hanno subito dei cambiamenti. Per questo ho trovato simpatica l’idea di Stefania Bassi, Cristina Zambon e Daniela Bassi che, creando dei semplici adesivi d’applicare alla tastiera dei computer, ad esempio nella lettera “J” compare il disegno di un paio di jeans, nella barra spaziatrice c’è una ruspa che spinge le lettere e così via, cercano di aiutare i bambini a leggere e scrivere sfruttando il mondo dell’informatica. Oltre agli adesivi le tre donne hanno scritto l’Alfabetiera, un libro con illustrazioni, filastrocche ed idee utili per modernizzare i metodi d’insegnamento odierni. Su repubblica.it troviamo le dichiarazioni di Stefania Bassi che dice:
« Se prendiamo un docente di seconda elementare di cento anni fa e lo portiamo oggi nella mia classe – prosegue la maestra citando Seymour Papert – avrebbe ancora gli stessi strumenti a disposizione: i bambini seduti ai banchi, una lavagna e il gesso. Gli insegnanti entrando nella scuola fanno un salto indietro nel tempo di svariati anni, mentre i bambini sono circondati dalla tecnologia applicata alle cose di tutti i giorni. E l’insegnamento dell’informatica è non solo limitato a un’ora a settimana, ma si svolge anche in un’altra aula. Per avere davvero un cambiamento qualitativo e avere una scuola al passo con i tempi, la tecnologia deve entrare in classe, i bambini aprono il quaderno e io accendo la lavagna multimediale perché l’alunno deve poter apprendere cento linguaggi diversi, dalla scrittura alla pittura, dal teatro al computer. I bambini sono pronti – conclude – Noi insegnanti forse. La scuola no ».
da daddy
Le regole della strada.
Ormai la grande maggioranza dei bambini viene accompagnata in macchina a scuola, ma questo non significa che è fondamentale insegnargli come ci si comporta nel traffico che di sicuro non si impara dal sedile posteriore di una macchina. Un buon inizio è insegnare ai piccoli le regole basilari come il significato della luce verde e quella rossa. E ricordate genitori, i vostri bambini vi copiano e dunque, non attraversate mai con il rosso se volete che vostro figlio aspetti il verde (sì, lo so, è davvero l’ ABC, ma nondimeno si vedono spesso adulti con bambini che attraversano la strada con il rosso).
Ma quando può un bambino andare da solo per strada? Una regola dice che quando arriva ai 10 – 12 anni, il bambino ha l’altezza e l’esperienza necessaria per poter camminare da solo, ma naturalmente bisogna sempre valutare ogni bambino a sè.
Per saperne di più, potete andare qui o qui.
da tina
La lettura aiuta i bimbi a crescere meglio, fin dai primi mesi
E’ ormai dimostrato che leggere qualcosa ai bambini può avere effetti positivi su di loro fin dai primi mesi di vita. In particolare è stato dimostrato che in molti casi un’approccio precose con la lettura da effetti positivi sui risultati scolastici e sul rapporto genitori-figli. Leggere le favole ai propri figli non serve dunque solo ad addormentare i piccoli, ma può essere un trampolino di lancio grazie al quale, potranno diventare ottimi lettori ed ottenere voti buoni a scuola. E’ stato anche verificato una sorta di evoluzione nel rapporto con il libro: dopo la fase iniziale
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da alena
Ultimo commento:
di Simona Maiozzi Promoter Lettura il 01/1/70





